La grande bellezza della 9ª edizione: Monti Ebolitani, sentieri e fatica.

30 Aprile 2026

Domenica 3 maggio la prova “Trail Bronze” assegna i titoli regionali. Un tracciato da 17 km e 563 metri di dislivello, numeri contenuti e una storia costruita passo dopo passo.

di Campania

EBOLI (Pietro De Biasio) - Si torna a correre sui Monti Ebolitani. Ma soprattutto si torna dentro una gara che negli anni ha scelto una linea precisa: niente effetti speciali, solo sostanza. Nona edizione, titolo regionale in palio e un percorso che non cambia natura. Diciassette chilometri, 563 metri di dislivello positivo. Dati che non raccontano fino in fondo la difficoltà. Perché qui il terreno è irregolare, spezzato, mai continuo. Si passa da sterrati corribili a tratti più duri, con pendenze che toccano il 32%. È una gara dell’ASD Sele Marathon Eboli, con il supporto della Fidal e del Comune di Eboli, che si gestisce, prima ancora di attaccarla. La partenza resta fissata in Piazza della Repubblica, alle 8.30. È il centro della manifestazione, punto di riferimento anche simbolico: da qui si esce e qui si ritorna, dopo aver attraversato un territorio che è il vero protagonista. Due ristori lungo il percorso, segnaletica curata e un numero chiuso a 120 atleti. Scelta chiara, per mantenere equilibrio tra competizione e sicurezza. Accanto alla gara, il fitwalking da circa 11,45 km e 311 metri di dislivello, e le prove giovanili dalle 11.00. Non è un contorno, ma parte del progetto: allargare la base senza snaturare la prova principale.
La storia di questa gara non parte da un’idea commerciale, ma da una pausa. Nel 2017 Ernesto Marino è fermo per un incidente in bici. Non può correre e inizia a camminare.

Scopre sentieri fuori asfalto sui Monti di Eboli, angoli mai frequentati durante gli allenamenti, panorami che si aprono fino a Capri e Punta Licosa. Un patrimonio vicino, ma poco vissuto da chi corre. Da lì nasce l’idea: portare il trail in quei luoghi. Nel 2018 il debutto nel circuito Fidal Sud. Subito 170 partenti, con le vittorie di Giorgio Mario Nigro e Lidia Mongelli. L’anno dopo la gara cresce ancora, anche nella partecipazione della città: Marco Barbuscio e Patrizia Carriero firmano l’edizione 2019. Il 2020 cambia tutto. Pandemia, rinvii, poi la scelta di correre in autunno a cronometro individuale. Partenza e arrivo spostati, formato diverso, ma circa cento atleti comunque presenti. Vincono Carmine Santoriello e Monica Alfano. È un segnale di tenuta. Nel 2021 si torna alla formula classica, con numeri più bassi: successo per Mario Maresca e ancora per Monica Alfano. Poi il 2022, l’anno più difficile. Durante la gara un atleta si perde, le ricerche si protraggono per tutta la notte e si chiudono tragicamente. Da quel momento il Trail dei Monti Ebolitani cambia approccio. Più attenzione, meno leggerezza. Lo sport resta, ma con un altro peso. Il 2023 è un anno di assestamento. Percorso rivisto, più veloce, calendario diverso. Partecipazione ridotta anche per concomitanze, ma indicazioni positive. Vincono Antonio Mangano e Antonietta Peluso.

Nel 2024 si ritrova un equilibrio migliore, anche grazie all’inserimento delle gare giovanili: Daniele Caprio tra gli uomini, ancora Peluso tra le donne. Nel 2025 arrivano piccoli aggiustamenti tecnici, soprattutto nel finale del percorso, e una nuova cornice per le premiazioni nel convento di San Pietro alli Marmi. Sul piano sportivo si impongono Carmine Basile e Antonietta Peluso, alla terza vittoria consecutiva.

C’è poi una storia parallela, meno visibile ma continua, che accompagna ogni edizione: quella degli speaker. Nel 2018 la voce è quella di Marco Cascone, presenza forte e oggi anche memoria collettiva. Nel 2019 al suo fianco Martina Amodio, in una delle edizioni più partecipate. Nel 2020 e nel 2021, negli anni più complicati, si sceglie una soluzione interna con Paolo Majoli, tono diverso, più sobrio, ma necessario. Nel 2022 torna Martina Amodio, con un’esperienza diversa sulle spalle. Il 2023 porta una voce nuova, quella di Anna Nargiso in arte Zagara Arancio, in un’edizione che aveva bisogno di leggerezza. Nel 2024 si inseriscono Annamaria Damiano e il giovane ebolitano Raffaele Grieco. Nel 2025 ritorna Zagara, ancora con Grieco, a dare continuità a un racconto che non è solo cronaca ma presenza. E il 2026? Anche da lì passerà il tono della giornata. Perché certe gare si corrono, ma si riconoscono anche da come vengono raccontate. Si arriva così a un’edizione che non ha bisogno di reinventarsi. Il Trail dei Monti Ebolitani resta fedele a sé stesso: percorso selettivo, numeri giusti, rapporto diretto con il territorio. Il resto, come sempre, lo diranno le gambe. E quello che resterà dopo.

File allegati:
- INFO/ISCRIZIONI
- LA STORIA


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