Europei: Epis quinta nella maratona

15 Agosto 2022

Sulle strade del centro di Monaco l’azzurra rimane con le più forti fino a tre km dalla fine e chiude con 2h29:06. Tredicesimo Meucci (2h14:22), diciannovesimo Aouani frenato dai crampi

 

Ci ha provato, ha lottato. Bel quinto posto per Giovanna Epis nella maratona degli Europei di Monaco di Baviera. L’azzurra chiude con il tempo di 2h29:06, nella gara vinta dalla polacca Aleksandra Lisowska (2h28:36), al termine di una prova coraggiosa, in cui la maratoneta italiana era rimasta fino a tre chilometri dal traguardo nel gruppo delle cinque migliori, prima di staccarsi negli ultimi tremila metri. Argento alla croata Matea Parlov (2h28:42), bronzo all’olandese Nienke Brinkman (2h28:52), di un soffio sulla tedesca Miriam Dattke (2h28:52). Quarantaduesimo posto per l’altra azzurra in azione, l’oro di Barcellona 2010 Anna Incerti (2h44:11) che chiude vent’anni di carriera con lo spirito di una giovanissima. Nella gara maschile il migliore degli azzurri è Daniele Meucci, tredicesimo, con i migliori fino al trentatreesimo chilometro (2h14:22). Iliass Aouani frenato dai crampi negli ultimi dieci chilometri: è diciannovesimo (2h15:34). Ventiduesimo invece il debuttante in Nazionale René Cuneaz (2h15:55), trentatreesimo Stefano La Rosa (2h17:57), ritirato Daniele D’Onofrio. Rocambolesco il finale della maratona maschile: l’israeliano Maru Teferi (2h10:23), che viaggiava in solitaria verso il traguardo, viene clamorosamente ripreso negli ultimi metri, quando sembrava fatta, quasi sulla linea d’arrivo, dal tedesco Richard Ringer (2h10:21) che fa impazzire il pubblico di casa. Israele sul podio anche con il bronzo di Gashau Ayale (2h10:29). Nelle classifiche a squadre, al femminile oro Germania, argento Spagna, bronzo Polonia, al maschile oro Israele, argento Germania, bronzo Spagna, con gli azzurri quinti.

EPIS: "VOLEVO UNA GARA DI TESTA" - “Sono più che soddisfatta, per me vale come una medaglia - le parole di Giovanna Epis, primato personale di 2h25:20 lo scorso dicembre a Valencia - volevo fare una gara di testa e così è stato, ci ho creduto fino alla fine: anche se stavo lottando per una medaglia pensavo solo a vivermi il momento. Era il piano che avevamo studiato con coach Giorgio Rondelli: metterci lì e correre, senza pensare a niente. Speravo in una gara non troppo lenta perché poi, in quel caso, ci sarebbe stato un cambio netto. E infatti è venuta una prova discreta, 2h29 non è un tempo da buttare. Il percorso non era facilissimo, c’erano varie curve e due strappetti. Al trentanovesimo, con il caldo che è uscito in tarda mattinata, ho sofferto tanto. L’ultimo chilometro è stato infinito. Ma sono felice. Quando ho questa maglia addosso corro sempre più forte: quest’anno ho fatto tre Nazionali e ognuna è andata molto bene. L’azzurro mi dà mille cariche in più. A settembre mi sposo, domani mancano tre settimane, finalmente posso pensare al matrimonio con Luca...”.

DONNE

KM 10 - Condizioni ideali in partenza a Odeonsplatz: poco più di venti gradi, cielo coperto ma senza la temuta pioggia alla partenza, al contrario con qualche raggio di sole a scaldare il centro di Monaco, infiammato però dal tanto pubblico stipato sulle tribune e dietro le transenne di Odeonsplatz. Il percorso prevede un circuito di dieci chilometri, da ripetere per quattro volte, dopo il raccordo iniziale di poco superiore a due chilometri. Giovanna Epis, alla sua prima maratona dell’anno, nella giornata che vale una stagione dopo le tre mezze di Berlino (decima), Milano (prima) e Giochi del Mediterraneo (oro), viaggia con lucidità e concentrazione nel gruppo principale, tenendo sempre la sinistra in un drappello che al passaggio al decimo chilometro (35:24) è composto da una ventina di atlete, tra cui spiccano alcune delle favorite come l’olandese Nienke Brinkman e l’irlandese Fionnuala McCormack. La campionessa di Barcellona 2010 Anna Incerti perde contatto nei primi cinque chilometri e prosegue, con grinta, la sua personalissima sfida (36:25 ai 10 km).

MEZZA - 1h14:33 il passaggio alla mezza di Giovanna Epis. La più intraprendente è l’olandese Brinkman, rivelatasi quest’anno con il secondo posto alla maratona di Rotterdam in 2h22:51. La sua andatura mette alla prova le rivali in un gruppo che si assottiglia fino a una quindicina di unità, con la veneziana che vive a Legnano e si allena a Milano sempre in apparente controllo, pronta a reagire a tutti i tentativi di attacco, per il momento ancora poco veementi. Anna Incerti ventinovesima in 1h18:03.

KM 30 - In dieci al trentesimo chilometro, e Giovanna Epis c’è sempre (1h46:01): sicura, convinta, senza alcun timore. La gara, quella vera, sta per iniziare, mentre la temperatura cresce e il sole comincia a farsi più deciso. Con lei, oltre a Brinkman e McCormack, anche la belga Hanne Verbruggen, le tedesche Domenika Mayer e Miriam Dattke, la svizzera Fabienne Schlumpf, la croata Matea Parlov, la francese Melody Julien, la polacca Aleksandra Lisowska. 

KM 40 - Prima in sette, poi rimangono in cinque: fa selezione il ritmo imposto soprattutto dalla tedesca Dattke e dall’olandese Brinkman. Epis, occhiali scuri, fino al trentottesimo non le lascia scappare via, rimane aggrappata, correndo al fianco della polacca Lisowska e della croata Parlov. Il momento decisivo è però al trentanovesimo chilometro quando l’atleta allenata da Giorgio Rondelli perde qualche metro dalle migliori che restano in quattro. È Lisowska a prendere l’iniziativa quando mancano poco più di due chilometri al traguardo.

UOMINI 

KM 10 - Dopo l’ottimo debutto della maratona di Milano (2h08:34) è la prima volta in un campionato per Iliass Aouani in maratona. La voglia non manca, e si vede dal primo metro, lungo le strade che attraversano i luoghi simbolo della capitale della Baviera. È motivato, sotto gli occhiali scuri, e passa ai 10 km nelle posizioni calde (30:40) al termine di un primo tratto in cui non mancano i break e contro-break. Altri tre azzurri nel gruppo di testa, seppur più coperti: Daniele Meucci (30:42), Daniele D’Onofrio (30:43), Stefano La Rosa (30:43). 

MEZZA - Vanno via in tre, o perlomeno ci provano con più serietà: i tedeschi Amanal Petros e Richard Ringer partono insieme allo spagnolo Ayad Lamdassem e guadagnano una manciata di secondi. L’azione, in verità, si esaurisce presto e comincia a farsi vedere davanti al gruppo anche il campione europeo di Zurigo 2014 Daniele Meucci, con un passaggio al ventesimo chilometro in 1h01:45 e poi alla mezza in 1h05:16, in una banda che al momento conta diciannove atleti.

KM 30 - Meucci per ora tiene, Aouani inizia a staccarsi. È la fotografia della situazione al trentesimo chilometro con l’ingegnere pisano che transita in 1h32:45 e l’altro ingegnere (milanese) che perde tre secondi, preludio della crisi che sta per arrivare. 

KM 40 - Sono i crampi a frenare Aouani negli ultimi dieci chilometri: “Mi sono fermato per tre volte”, riferisce l’azzurro dopo la gara. Anche Meucci perde gradualmente terreno rispetto al gruppo dei leader mentre recupera posizioni il debuttante in Nazionale René Cuneaz. Davanti, sembra vincente l’attacco dell’israeliano Maru Teferi, ma…

naz.orl.

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