GIOCHI DELLE ISOLE: NOI C'ERAVAMO (DI GUIDO LAI)



Al termine di questa intensa tre giorni di Atletica Leggera, devo dire che tutti noi, Organizzatori volontari della Fidal Sardegna, abbiamo vissuto veramente delle grandissime emozioni. Merito dei nostri ragazzi. Con loro abbiamo condiviso la gioia della vittoria, la delusione della sconfitta, la preoccupazione e l’ansia prima della gara. Loro, i nostri ragazzi, non ci hanno deluso. Hanno dato il massimo in competizione con atleti provenienti da altre parti del mondo, che si sono presentati allo Stadio Comunale di Atletica a Cagliari, con personali di tutto rispetto. Abbiamo visto Giovanni Canu, Atleta della Delogu Nuoro, battere con un secco 11.19 l’atleta siciliano Gabriele Guarrera e gioire con molta compostezza e dignità, mentre attorno a lui si scatenava la gioia “sarda” modello “brasiliano”. Abbiamo visto  di nuovo Gabriele Guarrera rifarsi della sconfitta dei 100 m nella gara dei 200 metri battendo Alessandro Sulis (GS San Basilio 22.88) e Elias Sagheddu (Delogu Nuoro 23.00) arrivati al 2° e 3° posto ed esultare felici. Abbiamo visto la gara esaltante di Raffaele Nonne (Atletica Goceano) negli 800 metri, la sua smorfia di fatica durante l’ultimo giro e la sua gioia nel vedere che negli ultimi 100 metri il siciliano Salvatore Lauricella tentava un allungo “scoppiando” e lasciando strada libera al sardo dell’Atletica Goceano che si involava verso un traguardo che pareva non arrivasse mai. Abbiamo visto la stessa entusiasmante gara nei 1500 dove Raffaele Nonne metteva in fila Harrison Curling dell’Isola di White ed il rappresentante del moro corso Arbib Majid. Abbiamo visto la faccia serena, tranquilla e sorridente di Agostino Saba (Atletica Goceano) mentre correva verso il  traguardo dei 3000 metri e dei 2000 siepi dopo aver letteralmente prima controllato e dopo sfiancato rispettivamente i rappresentanti dell’Isola di White e della Sicilia infiammando un intero stadio e noi addetti ai lavori. Abbiamo visto negli occhi  di Gianluca Camedda (SS ATL Oristano) la delusione per la sua prestazione nei 110hs (seconda posizione per lui) assistendo ad un dialogo postgara con il vincitore Giuseppe Biondo (Sicilia) che gli manifestava la sua paura nei suoi confronti prima della partenza ed il fatto che lui “saliva troppo sull’ostacolo” ed è stato  lì che il siciliano ha capito di poter vincere la gara. Abbiamo visto la gioia di Nicola Ferro (ATL Oristano) nel salto con l’asta quando al primo salto ha superato l’asticella dei 3.80, salto che gli ha consegnato la medaglia di bronzo in questa disciplina. Abbiamo visto e incitato Elias Sagheddu (AS Delogu Nuoro) nel lungo quando all’ultimo salto “clappato” dal pubblico presente ha  dato tutto se stesso con una incredibile rincorsa ed un salto da 6.82 che gli ha confermato il primo posto, l’oro e i complimenti dei suoi compagni d’oltremare. Abbiamo visto la staffetta maschile della Sardegna impegnata nella “svedese” gioire per il secondo posto dietro ad una Sicilia affiatata e assolutamente imprendibile.


E poi le ragazze, lacrime e gioia, simpatia e tenerezza, veramente tutte brave. Abbiamo visto Cinzia Piras (Tespiense Quartu) correre i suoi cento metri, insieme alla sua compagna di squadra Giulia Mannu (Delogu Nuoro), fallire la vittoria per pochi decimi di secondo (esattamente 3) e sfogare la sua delusione con il pianto. Abbiamo assistito all’entusiasmante gara di Anastassia Angioi (Cus Sassari) nei 200 metri, abbiamo visto la forza e la potenza dei suoi muscoli da “lunghista” impegnati nella velocità. Abbiamo visto la sua gioia dopo la vittoria per l’oro e per aver migliorato il suo personale.  Abbiamo visto e applaudito l’impegno di Aurora Cubeddu (Atletica Orani) nei 400 ed abbiamo gioito per l’oro che ha conquistato nei 400hs. Abbiamo visto e apprezzato l’impegno di Giulia Mannu (AS Delogu Nuoro) nei 100hs, nonché la grande gara e terzo posto di Margherita Amore (ASD Sulcis Atletica Carbonia) nel salto con l’asta e la buonissima prestazione dell’atleta di Carbonia nel triplo, specialità che non frequentava dalla scorsa stagione. Abbiamo visto l’oro e la grande soddisfazione di Giulia Frontino (Pol Olimpia Bolotana) che, nel giavellotto, con un lancio di 33.35 ha messo alle sue spalle l’atleta di Corfù Tzanavari Erini-evlamp e la rappresentante della Trinacria Julianna Eliza Kibil. Non si è ripetuta nel peso Giulia Frontino dove non è riuscita ad eguagliare la misura di 9.76 che gli era valso il titolo di Campionessa Italiana AICS. L’atleta di Bolotana invece ha disputato una grandissima prova nel disco dove ha conquistato la terza posizione e la relativa medaglia di bronzo. Poi ancora gioia per il bronzo vinto da Giulia Satta (SS Atl Oristano) nel lungo dove, l’atleta allenata da Roberto Sassu, ha migliorato di gran lunga in suo personale portandolo da 5.25 a 5.40. Abbiamo visto Alice Cocco (CUS Sassari) vincere due medaglie d’argento negli 800 e 1500 metri migliorando nettamente il suo personale in entrambe le gare. Ma nell’ultima giornata dei Jeux des Iles 2012, nei 3000 metri alle 10.30 del mattino è andato in onda l “Alice Cocco Show”, in una gara che ha letteralmente galvanizzato tutto lo Stadio Santoru di Cagliari. Gara inizialmente fatta di controlli, cambi al comando, sguardi, verifiche fino ai 450 metri quando Alice Cocco ha capito che la rappresentante dell’Isola di Jersey, Chloe Turmel, che l’aveva costretta al secondo posto negli 800 e 1500 metri,  poteva non essere poi così forte e ha deciso di piazzare l’allungo vincente; proprio in questo momento la Campionessa Italiana in carica di Alà dei Sardi, nonché vicecampionessa mondiale e promessa del mezzofondo nazionale, ha tirato fuori dal contenitore delle sue energie, le risorse che ogni campione conserva per il race finale. Abbiamo visto l’ultima gara dei Giochi delle Isole 2012, la staffetta svedese femminile, dove Aurora Cubeddu, Cinzia Piras, Giulia Mannu e Anastassia Angioi hanno dato alla Sardegna la gioia della medaglia d’argento e la certezza che il simbolo dei quattro mori sarebbe stato issato al punto più alto del pennone. Questo abbiamo visto, perché noi c’eravamo.



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