Esperienze di campioni e tecnici a confronto
18 Ottobre 2026Un importante solco è stato tracciato dal convegno che si è svolto nelle giornate di venerdì e sabato 16-17 ottobre a Lanciano, presso il Cinema Teatro Mazzini. Tema di discussione “La cultura del talento. Formare il giovane atleta tra famiglia, ambiente e competenza tecnica”. Nelle battute conclusive gli interventi di Piero Allegretti, vice direttore tecnico nazionale con compiti di innovazione, ricerca, valutazione e sviluppo tecnico territoriale, e di Francesco Uguagliati, referente Centro Studi e Ricerche, hanno inaugurato la nuova piattaforma NEXUS per la formazione e la connessione dei tecnici. “Allena il sapere. Alza il livello”. E’ il messaggio del nuovo servizio online offerto ai tecnici per un aggiornamento immediato tramite le pubblicazioni scientifiche prodotte da Atletica Studi e notizie su corsi, seminari e incontri su base nazionale e territoriale. Ma le due giornate del convegno, che hanno visto la partecipazione di 50 tecnici in presenza e 150 collegati in video conferenza, hanno offerto numerosi spunti di riflessione sulla gestione del giovane talento e del campione affermato. Non semplici interventi accademici, ma racconti e incroci di esperienze dei campioni del passato e dei tecnici della struttura tecnica nazionale. Ha moderato Mario De Benedictis, collaboratore del settore nazionale marcia. Le testimonianze dei campioni sono state quelle di Andrew Howe, tuttora primatista italiano di salto in lungo con 8,47 metri, Antonietta Di Martino, primatista italiana di salto in alto con 2,04, Stefano Tilli, ex primatista del mondo dei 200 metri indoor, e di Stefano Mei, nell’occasione in veste di ex campione del mezzofondo, che si è collegato in videochiamata. Tema cruciale di discussione è stato il rapporto tra allenatore e atleta, visto sia sotto il profilo tecnico che umano, inserito anche in un confronto tra le esigenze del passato e quelle del presente. I lavori sono stati aperti con l’intervento di Daniele Garzon, tecnico spagnolo della campionessa olimpica di marcia Maria Perez, che ha raccontato la sua esperienza di crescita avvenuta insieme a quella della campionessa che segue sin dai primi passi nel mondo dell’atletica dall’età di 12 anni. Tra i tecnici hanno parlato della gestione del giovane talento e del campione Riccardo Pisani, Nicola Silvaggi, Claudio Mazzaufo, Federico Leporati. C’è stato inoltre l’intervento in videochiamata del Direttore Tecnico Nazionale Antonio La Torre. Riccardo Pisani, responsabile nazionale della marcia, ma in passato responsabile staffette 4 x 400, ha parlato degli aspetti in comune nella gestione degli atleti di due specialità che sembrano agli antipodi. << Il fattore psicologico è l’ago della bilancia a parità di talento. 400 e marcia sono uniti da un limite invisibile: la resistenza al dolore. Non ho allenato solo l’aspetto atletico negli atleti del passato, quali Libania Grenot e Andrea Barberi, ma anche la “decontrazione mentale”. Se l’allenatore sa gestire le sue emozioni, anche l’atleta sarà aiutato a gestire le sue. Un passaggio delicato di un talento è l’approdo al professionismo, nei gruppi sportivi militari, dove scompare l’ansia per la sicurezza economica nella vita, ma subentra quella per le aspettative tecniche >>. Francesco Uguagliati e Nicola Silvaggi hanno affrontato l’argomento sviluppo della forza dalla prepubertà alla maturità attraverso il rapporto forza velocità. Uguagliati: << Prima di pensare a incrementare la forza, bisogna imparare a controllare la forza, cioè giocare. La coordinazione intermuscolare è ancora più importante in età prepuberale, perché fondamentale nel gestire la forza >>. Silvaggi: << In tutte le discipline dell’atletica bisogna aumentare la velocità del gesto. L’obiettivo dell’atleta è quello di essere potente: alti gradienti di forza ad altissima velocità. La perdita del talento avviene, quando si aumenta la forza massima ma si peggiora la velocità della sua espressione >>. La seconda giornata si è aperta con l’intervento del presidente Stefano Mei in veste di ex atleta. << Quando ho cominciato a fare atletica, a 13 anni, giocavo ancora a calcio. La mia particolare esperienza è quella di essere rimasto legato al mio tecnico, Federico Leporati, per tutta la carriera. I problemi per il mio tecnico cominciarono quando iniziai ad andare forte. Ricordo che avevo il terrore di perdere. Ero bravissimo nel passo di corsa, ma vulnerabile nelle volate finali. Quindi adottammo sistemi di allenamento a quel tempo in controtendenza nel mezzofondo, come la cura della tecnica di corsa, per rendere più rapidi i piedi a terra. Iniziammo la collaborazione con Sandro Donati. Il mio tecnico ha avuto il grande merito di farmi comprendere il senso del lavoro basato esclusivamente sui meriti acquisiti in campo con la dura applicazione. E questi principi sostengono il mio contributo di dirigente. L’obiettivo futuro è consolidare il lavoro svolto con gli atleti numeri uno e focalizzare l’attenzione anche su quei talenti inespressi, che potrebbero esserlo più in là, se aiutati >>.
Federico Leporati: << Il talento di Mei lo capii dall’atteggiamento che aveva. Era un ragazzo curioso e volitivo. La potenza è alla base della prestazione anche nel mezzofondo. La resistenza poggia su diverse modalità di espressione della forza. A livello giovanile la formazione completa dell’atleta, più che l’allenamento, crea i presupposti della prestazione. Fino alla categoria Cadetti dobbiamo formare il corridore, non lo specialista >>.
Il racconto degli inizi di Andrew Howe e delle sue incertezze. << Non mi consideravo un fenomeno. Ecco perché cercavo sempre conferme in allenamento. A inizio carriera, da ragazzino, mi è sempre piaciuto fare tutto, persino le campestri. Quando feci il record di 8,47 ero consapevole di poterlo fare, perché sapevo quanto valevo dagli allenamenti svolti >>. Claudio Mazzaufo, che ha collaborato da sempre con Andrew Howe e la madre allenatrice Renè Felton, precisa: << Quello che dobbiamo fare, è rendere l’atleta autonomo nel gestire la gara. Il tecnico deve dare poche indicazioni durante la gara >>. Un tema ripreso da Antonietta Di Martino. << In gara non sentivo il bisogno costante di rivolgermi al mio tecnico. I problemi cercavo di risolverli da me >>. Stefano Tilli. << L’esperienza agonistica di noi campioni del passato è preziosa per i giovani, affinché evitino anche i nostri errori. A mio avviso in Italia bisognerebbe dare maggiore spazio tecnico agli ex atleti di vertice per la crescita dei talenti. Non è un caso che i migliori risultati della storia, per l’atletica italiana, coincidano con la presidenza di un ex campione del passato >>.
Per la prima volta, da quando esiste il vincolo dell’aggiornamento, un evento tecnico svolto in Abruzzo dava 1,5 crediti ai tecnici partecipanti. Un bilancio molto soddisfacente per il presidente del Comitato Regionale Massimo Pompei. << Mi sono prodigato molto per questo evento, e ringrazio tutti quelli che vi hanno collaborato: il Centro Studi & Ricerche, gli sponsor, l’amministrazione comunale, gli amici della società Podisti Frentani e tutti gli intervenuti >>.
| Condividi con | Tweet |
|
Seguici su: |








