Dentro la Corsa – Quel ragazzo del Collana
12 Aprile 2026di Campania
È un luogo dell’anima. Ed è lì che Filippo Torre corre la sua prima gara: “La mia prima gara è stata allo stadio Collana con i campionati studenteschi e quella grande emozione è stata il primo passo dal quale sono partito per proseguire nell’attività”. Quel ragazzo che un giorno si presentò al Collana con il cuore che batteva più forte delle gambe, in fondo, non è mai cambiato davvero. Perché oggi Elio ha 85 anni, ma quando parla di atletica gli si accende ancora la voce. Nel frattempo la sua vita sportiva è diventata qualcosa di straordinario. Prima le gare giovanili a livello nazionale. Poi una carriera master da record. Ottantanove titoli italiani, quattro titoli europei, diciannove podi europei, nove podi mondiali e perfino un podio olimpico. Ancora oggi detiene due record italiani.
Ecco, forse è proprio questa la frase che spiega tutto. Perché Filippo Torre non appartiene a quelli che parlano di talento. Lui parla di impegno, di continuità, di passione. Quando gli chiedi quale sia stata la gara più dura, non sceglie. “Tutte le gare sono dure e ogni gara ha la sua storia”. E quando gli chiedi quale sia la vittoria più bella, ancora una volta non sceglie. “Tutte le gare e tutte le vittorie hanno una storia a sé e sono orgoglioso di averle disputate. I risultati li ho sempre conseguiti con impegno e con passione”. È una risposta bellissima, perché dice molto di più di qualsiasi medaglia. Dice che non conta il podio. Conta esserci arrivato. Conta il viaggio. Anche i momenti difficili, naturalmente, non sono mancati. Gli infortuni, soprattutto. Le soste forzate, la paura di non tornare più come prima. E invece lui è sempre tornato. “Il sacrificio più grande che ho fatto per lo sport è stato riprendere dopo infortuni seri e, con grande sacrificio, rientrare in gara”. Ci vuole coraggio a ripartire quando il corpo ti dice di fermarti. Ci vuole ancora più coraggio a farlo senza perdere il sorriso. Poi ci sono gli allenatori. Le figure che, in un’atletica forse più dura ma certamente più umana, erano molto più di semplici tecnici. Dentro la Corsa questa settimana si ferma in Campania per raccontare una storia che profuma di terra rossa, di spogliatoi freddi, di domeniche al Collana e di partenze prese con il cuore in gola. Perché Filippo Torre, per tutti Elio, non è soltanto un campione master. È la dimostrazione che si può restare fedeli a una passione per tutta la vita. E allora, guardandolo preparare ancora una volta una gara, viene da pensare che il suo record più grande non siano gli 89 titoli italiani. Il suo record più grande è che, dopo più di settant’anni, quel ragazzo del Collana non ha mai smesso di correre.
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