Dentro la Corsa – Gli 80 anni di Enzo Miceli
08 Luglio 2026di Campania
Arrivava dall’atletica vissuta al Collana, dove da ragazzo aveva praticato salto in alto a livello agonistico fino ai 20-21 anni. Poi, come capita spesso, erano arrivati università, lavoro e famiglia e la pista era rimasta per qualche tempo un ricordo. Il trasferimento a Posillipo, poco distante dal Campo Virgiliano, riaccende quella passione. Lì incontra Miceli. In quegli anni Enzo era nella parte conclusiva della sua esperienza da maratoneta, ma aveva già costruito intorno a sé un gruppo di appassionati, soprattutto fondisti e corridori su strada. Un gruppo fatto di amicizia prima ancora che di risultati. Da quel gruppo sarebbe nata l’Atletica Virgiliano. Una società che in quarant’anni non è stata soltanto una maglia o un codice federale, ma un luogo di appartenenza. Una piccola grande famiglia dell’atletica napoletana. Enzo Miceli è sempre stato un personaggio difficile da definire con una sola parola. Atleta. Maratoneta. Tecnico. Dirigente. Organizzatore. Giornalista. Speaker. Custode della memoria. Un uomo che ha vissuto praticamente ogni ruolo possibile dell’atletica, ma sempre con lo stesso entusiasmo. «Io venivo dal salto in alto, racconta ancora Lenzi, ma Enzo con grande pazienza mi ha avvicinato agli ostacoli. Una disciplina nella quale poi ho disputato tante gare Master». Quella passione ritrovata porterà Lenzi anche a conseguire il brevetto da tecnico e allenatore e ad affiancare Miceli per tanti anni, soprattutto dopo la pensione. Perché la caratteristica di Enzo è sempre stata questa: non trattenere la passione, ma passarla agli altri. Come una staffetta. O forse, ancora una volta, come una lettera da consegnare. Sul soprannome “Postino” Lenzi racconta spesso ai giovani un episodio inventato ma molto vicino allo spirito di Enzo. «Dico sempre che quando faceva il postino a Mergellina, se arrivava una raccomandata urgente, lui la consegnava di corsa. È una cosa che mi sono inventato, però rappresenta perfettamente il suo spirito». Lo spirito di chi davanti a un obiettivo trova sempre il modo di arrivare. C’è invece un episodio reale che racconta meglio di tanti discorsi il maratoneta Miceli. Un giorno decide di affrontare un allenamento lunghissimo. Nella sua mente vuole correre idealmente da Napoli fino a Formia. Ma sceglie di farlo in pista. Mette dei sassolini in tasca e ogni giro completato lascia cadere un sassolino. Giro dopo giro. Quattrocento metri dopo quattrocento metri. Quando cade l’ultimo sassolino può finalmente dire: «Sono arrivato a Formia». Una scena semplice, quasi d’altri tempi, ma che racconta la determinazione e anche quella fantasia che appartiene ai veri uomini di corsa. Il Campo Virgiliano di Posillipo diventa negli anni la sua seconda casa.
Forse qualcosa di più. Da lì passa una parte importante della storia recente dell’atletica napoletana. L’Atletica Virgiliano cresce portando avanti attività giovanile, assoluta e master, accompagnando generazioni diverse. Per Miceli l’atletica non è mai stata solo vincere. È educare. È condividere. È creare legami. Da quella pista sono passati tantissimi ragazzi. Tra loro anche Alessandro Sibilio, che proprio al Virgiliano ha mosso i primi passi da bambino nella categoria Esordienti prima di diventare uno dei protagonisti internazionali dei 400 ostacoli. Ma per Enzo ogni atleta ha sempre avuto la stessa importanza. Dal campione al ragazzo che corre soltanto per stare bene. Perché ogni corsia racconta una storia. Tra le tradizioni più belle nate intorno all’Atletica Virgiliano c’è anche la Marzano Record. Non una semplice gara, ma un rito. Un appuntamento capace di attraversare gli anni e riunire ogni primo gennaio gli appassionati della corsa sulle strade di Posillipo. Mentre molti salutano lentamente il nuovo anno, c’è chi sceglie di iniziarlo correndo. Circa sette chilometri tra gli antichi casali di Posillipo, salite, discese e panorami unici. Una corsa che somiglia molto a chi l’ha fatta crescere: semplice, autentica, resistente. La Marzano Record è diventata un incontro tra amici, un augurio sportivo, un modo per dire che un altro anno può iniziare ancora una volta di corsa. Il “Postino” aveva consegnato un’altra cosa. Non una lettera. Una tradizione. Poi c’è la storia di Enzo dentro la FIDAL Campania. Anni passati a raccontare gare, raccogliere risultati, aggiornare statistiche, custodire record. Le sue lettere dell’alfabeto sono diventate articoli. Le sue consegne sono diventate pagine di memoria. Ha scritto degli altri, spesso restando dietro le quinte. Perché dietro un tempo c’è una fatica. Dietro una classifica c’è una persona. Dietro ogni risultato c’è una storia che merita di non essere dimenticata. Ancora oggi il legame con il Virgiliano resta quotidiano. Come racconta Lenzi, Enzo continua a prendersi cura della pista, a seguirla, a proteggerla come fosse casa sua. Con quella disponibilità tipica di chi non considera lo sport un impegno, ma una parte della propria vita. Ottant’anni di Enzo Miceli. Quarant’anni di Atletica Virgiliano. Due compleanni diversi che raccontano però la stessa strada. Quella di un uomo che ha iniziato consegnando lettere e ha continuato consegnando passione. Prima nelle mani delle persone. Poi nei cuori degli atleti. Oggi nella memoria dell’atletica campana. Perché ci sono corse che finiscono quando si supera un traguardo. E poi ci sono corse che non finiscono mai. Quella del “Postino” Enzo Miceli continua ancora. Sempre dentro la sua pista. Sempre dentro la sua atletica.
| Condividi con | Tweet |
|
Seguici su: |









