Dentro la Corsa – Gilda Jannaccone

14 Giugno 2026

Ritorna la rubrica della FIDAL Campania: la storia dell'atletica regionale riparte dalla pioniera mezzofondista e velocista che portò Napoli alle Olimpiadi.

di Campania

DENTRO LA CORSA (Pietro De Biasio) - Torna la rubrica dedicata alle storie, ai personaggi e ai momenti che hanno contribuito a costruire il patrimonio dell'atletica regionale. Un viaggio nella memoria del nostro movimento, tra campioni, tecnici, dirigenti e protagonisti che hanno lasciato un segno profondo nella storia sportiva della Campania. Per continuare questo percorso, questa domenica, abbiamo scelto una figura simbolica, una donna che ha saputo abbattere barriere sportive e culturali in un'epoca molto diversa da quella attuale. Una ragazza partita da Napoli e arrivata fino alle Olimpiadi di Roma 1960. Il suo nome è Gilda Jannaccone.
Nata a Napoli l'11 marzo 1940, Gilda non sembrava destinata a una carriera sportiva straordinaria. Frequentava l'Istituto Professionale Vittorio Emanuele e si avvicinò all'atletica quasi per caso. Le cronache dell'epoca raccontano che ai Giochi Studenteschi la sua prima gara si concluse con un ultimo posto negli 80 metri. Nessuno avrebbe immaginato che quella ragazza esile e riservata sarebbe diventata una delle più grandi mezzofondiste italiane del dopoguerra. Ma lo sport, qualche volta, riesce a vedere oltre i risultati immediati. A credere nelle sue potenzialità fu il professor Paolo Jodice, ex atleta azzurro e tecnico di grande esperienza. Fu lui a intuire che il talento di Gilda non era nella velocità pura ma nel mezzofondo. Una scelta che avrebbe cambiato il corso della sua vita.
Cominciò così una crescita costante che in pochi anni la portò ai vertici dell'atletica nazionale.

Mentre il movimento femminile italiano cercava ancora una propria dimensione, Gilda iniziò a collezionare risultati sempre più importanti. Le sue prestazioni sugli 800 metri attirarono l'attenzione della stampa specializzata e il suo nome iniziò a comparire con frequenza sulle pagine sportive nazionali. La giovane napoletana rappresentava qualcosa di nuovo: una campionessa proveniente da un territorio che all'epoca non disponeva delle stesse strutture e opportunità presenti nelle grandi realtà del Nord Italia.

Le pagine ingiallite dei giornali conservano ancora oggi il ricordo delle sue imprese. Una delle più significative arrivò nel giugno del 1960 quando, a Milano, durante il triangolare internazionale femminile tra Italia, Francia e Jugoslavia, fermò il cronometro a 2'09"1 sugli 800 metri, stabilendo il nuovo record italiano. I quotidiani sportivi dell'epoca celebrarono l'impresa della mezzofondista campana, sottolineando la continuità con cui riusciva a migliorare i limiti nazionali. Non si trattò di un episodio isolato ma della conferma di un percorso che la vedeva ormai protagonista assoluta della specialità. Quello stesso anno arrivò anche il riconoscimento più prestigioso: la convocazione ai Giochi Olimpici di Roma 1960. Per una ragazza cresciuta nella Napoli del dopoguerra rappresentò molto più di una semplice partecipazione sportiva. Fu il coronamento di anni di sacrifici e allo stesso tempo la dimostrazione che anche dal Sud Italia potevano emergere atlete capaci di competere ai massimi livelli internazionali.

La sua presenza ai Giochi assunse un significato particolare per tutto il movimento campano, che vedeva una propria rappresentante calcare la pista olimpica davanti al pubblico di casa.

Nel corso della sua carriera Gilda Jannaccone conquistò sei titoli italiani consecutivi negli 800 metri e altri sei nel cross, vestendo la maglia azzurra in diciannove occasioni. Numeri che raccontano soltanto una parte della sua grandezza. Perché il valore della sua storia va oltre i record e le medaglie. Gilda rappresenta una generazione di atlete che hanno aperto la strada a tutte quelle che sarebbero venute dopo. Una generazione che ha dovuto conquistare spazio, credibilità e rispetto in un contesto spesso difficile, contribuendo a costruire le fondamenta dell'atletica femminile italiana.
E Ancora oggi il suo nome continua a essere accolto con affetto e riconoscenza. Lo scorso anno, durante la presentazione del volume “100+ anni di storia e statistiche dell'atletica in Campania”, è stata una delle ospiti più applaudite della serata. Un omaggio doveroso a quella che molti considerano la decana dell'atletica campana, simbolo di una stagione pionieristica che ha contribuito a scrivere alcune delle pagine più belle della nostra storia sportiva. Parlare di Gilda Jannaccone significa ripartire dalle radici. Significa ricordare che dietro ogni record, ogni medaglia e ogni convocazione internazionale esiste una storia fatta di passione, determinazione e coraggio. È questo lo spirito di “Dentro la Corsa”: raccontare le persone prima ancora dei risultati, riscoprire le vicende che hanno costruito il nostro movimento e custodire la memoria di chi ha reso grande l'atletica campana. E poche storie, come quella di Gilda Jannaccone, raccontano meglio il significato di questa eredità.

File allegati:
- Record sugli 800: Jannaccone 2’09”1
- Triangolare di atletica femminile a Milano

Presentazione del libro di Manzo-Narducci


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