Dalla riviera artigianale al tricolore: l’incredibile impresa di Mauro Muscas nei 2000 siepi
28 Settembre 2026Dietro ogni grande risultato sportivo non ci sono mai solo numeri, tempi o tabelle di allenamento. C'è una storia fatta di sacrifici silenziosi, ostacoli improvvisi e, soprattutto, ci sono emozioni profonde che valgono la pena di essere raccontate.
Una delle imprese della scorsa settimana ai Campionati Italiani Master porta la firma di Mauro Muscas (M65, Atletica Sinnai), capace non solo di conquistare il titolo italiano nei 2000 siepi, ma anche di siglare il nuovo miglior tempo regionale della specialità.
Nelle parole dello stesso atleta il racconto emozionante di un successo costruito giorno dopo giorno:
«Ho deciso di partecipare a questi campionati un anno fa. Per potermi allenare adeguatamente mi sono fatto costruire da un caro amico una riviera artigianale di 76 cm, con la quale ho costruito questo importante successo allenandomi tutta l’estate (compreso il giorno di Ferragosto) nella la pista di atletica leggera di Maracalagonis. Parallelamente agli allenamenti in pista ho lavorato sulla mia composizione corporea, migliorandola».
I preparativi pre gara
«Alle 7.40 ho iniziato il riscaldamento con lo stretching dinamico e l'attivazione neuromuscolare, seguiti da 3 km di corsa e allunghi con le scarpe chiodate; mi sentivo bene e pronto a partire».
«La gara è partita puntuale alle 8.40. Purtroppo, alla prima riviera, sono finito completamente in acqua perché un atleta davanti a me ha cambiato direzione all'improvviso e mi ha fatto cadere.


Il mio principale rivale (Belluomo, specialista delle siepi da 30 anni), che si trovava già davanti, è così scappato via staccandomi di circa 13/14 secondi. In quel momento è subentrata la disperazione, ma ho tentato un recupero quasi impossibile. Piano piano, all’inizio del quarto giro, l'ho raggiunto. Ho continuato con la mia azione d'attacco fino a guadagnare 7/8 secondi di vantaggio. A quel punto, ad un giro dal termine, ho preso in mano la situazione e pensato solo a superare le siepi e l’ultima riviera senza rischiare più nulla».

Il mio principale rivale (Belluomo, specialista delle siepi da 30 anni), che si trovava già davanti, è così scappato via staccandomi di circa 13/14 secondi. In quel momento è subentrata la disperazione, ma ho tentato un recupero quasi impossibile. Piano piano, all’inizio del quarto giro, l'ho raggiunto. Ho continuato con la mia azione d'attacco fino a guadagnare 7/8 secondi di vantaggio. A quel punto, ad un giro dal termine, ho preso in mano la situazione e pensato solo a superare le siepi e l’ultima riviera senza rischiare più nulla».

L'arrivo
«All’arrivo, quando ho capito di aver vinto il mio primo titolo italiano, sono stato travolto da un’emozione che non si può descrivere. Ora ho la consapevolezza che questo risultato è figlio di tanto lavoro e, soprattutto, di tutte le sconfitte che nella mia carriera di atleta ho subito, ed è proprio il caso di dire che se non perdi, non potrai mai vincere!».

«Dedico questo risultato a tutte le società sarde, alla Federazione Regionale e a tutti gli appassionati di atletica leggera, uno sport unico e meraviglioso
Grazie Mauro e complimenti per questo traguardo ricco di valore e di valori!
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