Da Santadi ai Mondiali Master di Daegu: il sogno iridato di Jeff Grosch
01 Settembre 2026di Giulia Innocenti
Certe passioni non hanno età né confini. Lo sa bene Jeffrey Philip Grosch (per tutti Jeff Grosch), tesserato dal 2011 per l’Atletica Santadi, che ha portato i colori della società sul palcoscenico globale dei World Masters Athletics Championships (WMAC) di Daegu 2026, in Corea del Sud.
Un'avventura nata prima di tutto dal piacere di vivere lo sport come racconta lo stesso protagonista: «Una bellissima esperienza con nessuna pretesa di medaglie o grandi risultati, ma solo il piacere di correre sulla stessa pista dove Usain Bolt ha corso i 100 in 9”86 (nel maggio 2010) e stabilito con la staffetta 4x100 della Giamaica il record mondiale di 37”04 (nel 2011), e la gioia di vivere e condividere la passione per questo sport con altri Masters. La partecipazione alla rassegna è stata l’occasione perfetta per me e la mia famiglia di visitare il paese natio di un carissimo amico».
Impegnato nella categoria M70, Jeff ha affrontato la rassegna iridata con grande entusiasmo, pur con qualche piccolo rimpianto cronometrico e tecnico: «L’obiettivo sportivo – peraltro, ahimé, non raggiunto(!) – era quello di fare un PB in almeno una delle tre gare disputate: 100 m, getto del peso e lancio del disco. Nei 100 ho registrato 16”44 mancando il PB di tre decimi di secondo, mentre nel getto del peso, con due nulli, ho segnato solo 7,41 , due metri al di sotto del PB».
Momenti di pura condivisione si sono vissuti invece sulla pedana del disco: «La gara più divertente è stata il lancio del disco, non per il risultato raggiunto (22,49m, ben cinque metri sotto la mia prestazione migliore, collocandomi 17° su 19) ma per la simpatia e bravura dei concorrenti provenienti dall’Australia, USA, Regno Unito, Scandinavia, Giappone etc. Tre di loro hanno superato i 40 m e altri sette hanno lanciato più di 30 m – erano quasi tutti dei giganti che torreggiavano su di me ma lo spirito di incoraggiamento reciproco e di trovare piacere nel successo dell’altro erano esemplari».
Non è mancata una riflessione sul movimento azzurro oltreconfine: «L’unico mio rammarico nei campionati era la mancanza di italiani: ce ne erano alcuni iscritti ma ne ho visti solo due, mentre diverse nazioni europee ed extra europee avevano una rappresentativa molto numerosa. Mancava anche, apparentemente, un Team Manager dell’Italia, che avrebbe potuto occuparsi di organizzare e iscrivere una staffetta italiana 4x100 di quei pochi presenti».
Nonostante i verdetti del campo, il bilancio resta ampiamente positivo: «Malgrado i risultati, un’esperienza valida e piacevole e – chi lo sa! – anche da ripetere».
Complimenti a Jeff e grazie per averci raccontato di questa bellissima avventura internazionale!
Alle prossime"
| Condividi con | Tweet |
|
Seguici su: |









