StraBenevento 2026: percorso, numeri e curiosità della 33ª edizione
29 Aprile 2026di Campania
BENEVENTO (Pietro De Biasio) - Benevento, 1° maggio. Non è una data qualsiasi. È una linea di partenza che negli anni è diventata abitudine, quasi un appuntamento fisso con la corsa e con la città. La StraBenevento torna puntuale, alla sua 33ª edizione, con quella solidità che non ha bisogno di effetti speciali: basta esserci, indossare il pettorale e lasciarsi portare dentro una gara che ha costruito nel tempo la propria identità. Ogni edizione aggiunge qualcosa. Quest’anno, ancora prima dello start, lo dicono i numeri: 1113 iscritti, oltre il tetto simbolico dei 1100, con 950 uomini e 163 donne pronti a presentarsi sulla linea di partenza. Ma per capire cosa rappresenta oggi questa manifestazione organizzata da con passione e resilienza da Amatori Podismo Benevento guidata da Raffaele Zollo bisogna partire da vicino, dall’ultima edizione. Nel 2025 si è corso forte, senza tatticismi. Davanti Yahya Kadiri ha imposto ritmo e presenza, chiudendo in 29’04”. Alle sue spalle Daniele Meucci, secondo in 29’09” e Giuseppe Gerratana, terzo in 29’52”, a completare un podio che racconta il livello tecnico della prova. Tra le donne, Elvanie Nimbona ha fatto ancora più rumore, in silenzio. Vittoria in 32’41” e sesto posto assoluto.
Dietro, Sofiia Yaremchuk, seconda in 33’46”, e Annamaria Naddeo terza in 36’32”.
Da qui riparte la StraBenevento 2026. Con la memoria ancora fresca e con la consapevolezza di essere diventata qualcosa di più di una gara nazionale FIDAL con percorso omologato di 10 chilometri. Parliamo di una gara storica per la città. Trentatré edizioni non si costruiscono per caso. Dietro c’è il lavoro degli instancabili organizzatori che da oltre trent’anni portano avanti questo progetto con continuità, cercando di far crescere la manifestazione nel calendario nazionale senza snaturarla. La formula resta quella che funziona: una gara agonistica di circa 10 chilometri affiancata da una stracittadina aperta a tutti. Due livelli diversi, ma complementari. Da una parte chi corre contro il tempo, dall’altra chi corre per esserci. Negli anni la partecipazione è cresciuta costantemente e arrivando oltre quota 1000 nelle edizioni più recenti. Un dato che non è solo numerico, ma indica una manifestazione capace di attrarre anche da fuori regione, trasformando la gara in occasione di visita e scoperta del territorio.
Il percorso Il tracciato è uno degli elementi distintivi. Non un semplice circuito, ma un percorso che attraversa la città e la racconta. Due giri da cinque chilometri con partenza e arrivo in piazza IV Novembre, poi viale degli Atlantici, via Meomartini, viale Mellusi, piazza Risorgimento, viale dei Rettori e il ritorno lungo corso Garibaldi.
Un continuo alternarsi di tratti veloci e passaggi più impegnativi. Non una gara piatta, ma un tracciato che chiede attenzione e gestione. Qui non si improvvisa: chi parte troppo forte rischia di pagare nel finale. Accanto alla prova agonistica, la stracittadina. Tre chilometri, oppure un solo chilometro per i più piccoli. È qui che la StraBenevento cambia volto: famiglie, bambini, appassionati occasionali. La corsa diventa esperienza collettiva.
Il simbolo C’è poi un dettaglio che negli anni ha costruito identità: la medaglia. Non un semplice ricordo, ma un oggetto pensato per valorizzare Benevento. Ogni edizione richiama un monumento simbolo della città, come la chiesa di Santa Sofia, patrimonio UNESCO. Un modo diverso per legare sport e territorio, trasformando la partecipazione in qualcosa che resta. E Se c’è un aspetto che negli ultimi anni ha cambiato il significato della StraBenevento è la collaborazione con l’associazione Sogno Attivo. Non un’aggiunta, ma una scelta precisa. L’associazione nasce nel 2020, durante il lockdown, da un’idea semplice e potente: realizzare il sogno di Franco Leo, correre la maratona di New York. Quel sogno è diventato realtà nel 2022, pochi giorni prima della sua scomparsa. Da allora il progetto è cresciuto, coinvolgendo atleti speciali e spingitori in tutta Italia. Oggi sono decine le persone coinvolte: atleti, accompagnatori, famiglie. La loro presenza non è simbolica, è parte integrante della gara. Un modo concreto per parlare di sport inclusivo, senza retorica.
Il 1° maggio si torna sulla linea di partenza. Con negli occhi le immagini del 2025 e con una certezza semplice: qui si corre per il tempo, ma anche per tutto quello che il cronometro non misura.
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