Sant’Antimo promuove l’atletica fuori dagli schemi
04 Febbraio 2026di Campania
NAPOLI / SANT’ANTIMO (Pietro De Biasio) - Non il solito cross, non il solito scenario. A Sant’Antimo la corsa campestre esce dai circuiti tradizionali e trova casa nel cuore della città, trasformando uno spazio pubblico in un palcoscenico ideale per promuovere l’atletica e raccontarla anche a chi non l’aveva mai vista da vicino. La mattinata di domenica 1° febbraio ha regalato una fotografia chiara: l’atletica, quando si avvicina alle persone, sa ancora sorprendere e coinvolgere. Nella suggestiva cornice della Villa “Diego Del Rio” di Sant’Antimo, si sono svolti i Campionati Regionali Individuali e di Società di Corsa Campestre, con l’assegnazione dei titoli giovanili 2026 e del Cross Corto Assoluto. Un evento che ha saputo unire contenuti tecnici di alto livello e una forte valenza promozionale, portando oltre mille persone ad assistere alle gare in un contesto urbano, vivo e partecipato.
La manifestazione, organizzata con grande cura dalla Hinna Atletica Sant’Antimo, in sinergia con FIDAL Campania e con il supporto dell’Comune di Sant’Antimo, ha dimostrato come la promozione delle specialità dell’atletica passi anche e soprattutto dalla capacità di trovare luoghi nuovi, accessibili, riconoscibili. Spazi comunali, ville cittadine, ambienti quotidiani che diventano terreno di gara e, al tempo stesso, strumento di divulgazione sportiva, con un’attenzione particolare al mondo delle scuole e ai più giovani. Determinazione, visione e concretezza sono state le parole chiave di una giornata intensa ed emozionante, capace di restituire orgoglio e soddisfazione a tutto il movimento. «Abbiamo voluto portare il cross dentro la città, farlo vedere, farlo vivere, ha sottolineato il presidente Giuseppe D’Aponte, perché l’atletica cresce solo se riesce a coinvolgere, a incuriosire e a farsi conoscere anche da chi non l’ha mai seguita». Il Campionato Regionale di Corsa Campestre di Sant’Antimo lascia così un segnale forte: promuovere l’atletica significa uscire dagli schemi, avvicinarsi alle persone e utilizzare ogni spazio possibile per raccontare lo sport nella sua forma più autentica. Una lezione preziosa, che guarda al futuro con fiducia e concretezza.
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