Falco ad Oderzo tra gli azzurri per il match del 1° maggio

27 Aprile 2026

La portacolori della Caivano Runners rappresenta la Campania nella rassegna internazionale giovanile: un’altra tappa di crescita nel confronto con le migliori promesse europee.

di Campania

ODERZO / CAIVANO (Pietro De Biasio) - Non è mai una gara qualunque. È una linea sottile tra presente e futuro, tra chi c’è già e chi sta arrivando. Il 1° maggio, nella classica rassegna internazionale giovanile, l’Italia si affida a dieci azzurri pronti a misurarsi con le migliori promesse europee (LEGGI QUI). Un contesto che non concede scorciatoie, dove il ritmo è subito alto e la maglia azzurra pesa il giusto: quanto basta per fare la differenza. Dentro questa chiamata c’è anche un pezzo di Campania. E non è una presenza marginale. È una presenza che racconta lavoro, continuità e prospettiva. Quella di Alessandra Falco, portacolori della Caivano Runners, ormai stabilmente nel radar del mezzofondo giovanile italiano.
Falco non arriva a Oderzo per caso. La sua è una crescita costruita passo dopo passo, con risultati che parlano chiaro. Nel 2025 la convocazione agli Europei Under 20, pur essendo ancora under 18, aveva già acceso i riflettori su una ragazza capace di correre i 5000 metri in 16’51” e di dominare le graduatorie nazionali giovanili su più distanze. Numeri importanti, ma soprattutto continuità tecnica, quella che distingue le promesse dai progetti concreti. Il 2026 si è aperto con un altro segnale forte: il titolo regionale sui 10.000 metri a Nocera Inferiore e un record juniores cancellato dopo 38 anni, chiuso in 36’05”. Un crono che non è soltanto statistica, ma fotografia di una maturazione ormai evidente. E allora Oderzo diventa qualcosa di più di una semplice convocazione. Diventa un passaggio chiave. Perché il contesto internazionale misura non solo le gambe, ma anche la capacità di stare dentro la gara, di leggere i momenti, di reggere le variazioni. È lì che si cresce davvero. Nel match del 1° maggio non ci saranno medaglie da appendere al collo, ma indicazioni da portarsi dietro. E spesso valgono di più. Perché Oderzo, storicamente, è un crocevia: chi passa di lì e lascia il segno difficilmente torna indietro. Alessandra Falco ci arriva con il passo giusto, quello costruito tra pista e strada, tra sacrificio e progressi concreti.


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