Dentro la Corsa – Correre tutta la vita
15 Marzo 2026di Campania
La Bastien stessa ha spiegato che correre la faceva sentire “serena e piena di energia”. Ed è forse questa la chiave del suo record: la corsa non come sacrificio, ma come equilibrio di vita. Nel panorama mondiale del running queste storie vengono chiamate “running streaks”: sequenze ininterrotte di giorni di corsa. Un modo quasi filosofico di vivere lo sport. Non si corre per vincere, ma per restare in movimento.
Ai campionati regionali master indoor di Padova ha corso i 60 metri in 14″58, migliorando il proprio primato mondiale, e ha poi stabilito anche il record dei 200 metri in 51″08 nella categoria W90. Due percorsi diversi, ma un punto in comune: la corsa come scelta di vita. La Bastien rappresenta la continuità assoluta, la fedeltà quotidiana al gesto della corsa. Mazzenga incarna invece la longevità competitiva, la capacità di restare atleta anche quando il calendario anagrafico suggerirebbe altro. Se la canadese ha corso ogni giorno per oltre quattro decenni, la sprinter italiana continua a inseguire cronometri e record quando molti hanno già chiuso da tempo con lo sport. In entrambi i casi il messaggio è lo stesso: il movimento non ha età. E per chi corre abitualmente, queste storie hanno un valore particolare. Non parlano di allenamenti sofisticati, di potenza metabolica o di strategie di gara. Parlano di costanza. Di disciplina. Di passione. Dentro la corsa esiste infatti un tempo diverso da quello delle competizioni. Non è il tempo del cronometro, ma quello della vita. Il tempo in cui il running diventa abitudine quotidiana, equilibrio mentale, forma di libertà. E allora viene spontaneo pensare che il vero record non sia quello segnato sul tabellone di uno stadio. Il vero record è continuare a correre. Magari non per sedicimila giorni consecutivi come Lois Bastien. Ma abbastanza a lungo da far diventare la corsa parte della propria storia.
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