Dentro la Corsa - Gli speaker della Campania

06 Settembre 2026

Carlo Cantales, Gennaro Varrella, Anna Nargiso “Zagara”, Giovanna Tessitore, Martina Amodio, Enzo Miceli e Giuseppe Ifigenia: le voci che raccontano oggi l’atletica campana tra strada, trail e pista. Con il ricordo di Marco Cascone, il decano.

di Campania

di Pietro De Biasio

Una gara podistica non è fatta soltanto di chilometri, cronometri e classifiche. C’è una voce che accompagna la partenza, presenta gli atleti, segue gli arrivi, riempie i momenti di attesa e dà ritmo alle premiazioni. È lo speaker, una figura che nel tempo è diventata parte integrante dello spettacolo della corsa. In Campania il panorama è particolarmente ricco e comprende esperienze e personalità molto diverse, ma con un elemento comune: per raccontare davvero l’atletica non basta saper parlare al microfono, bisogna conoscere ciò che accade davanti a sé. Prima di tutti, però, c’è Marco Cascone, il decano, colui che per una generazione di podisti è stato semplicemente “la voce” delle gare. Atleta, tecnico, giornalista, organizzatore e speaker, Cascone aveva una conoscenza profonda dell’atletica e una capacità non comune di trasformare una gara in racconto. La sua improvvisa scomparsa, nel marzo 2021, a 60 anni, lasciò un vuoto difficile da colmare. Ma il suo modo di intendere il microfono è rimasto come riferimento per chi è arrivato dopo.

Se parliamo di speakeraggio in Campania, però, Carlo Cantales merita un capitolo a parte. Non soltanto perché è uno dei più conosciuti, ma perché il suo livello di preparazione, la competenza e la dimensione degli eventi nei quali è stato protagonista lo collocano su un piano particolare. Cantales è un uomo di atletica a tutto campo: atleta, dirigente, organizzatore e comunicatore. Consigliere nazionale FIDAL, ha una conoscenza del movimento che gli permette di affrontare lo speakeraggio non come semplice intrattenimento, ma come vera comunicazione sportiva. La sua forza sta soprattutto nella preparazione: conosce gli atleti, le discipline, i regolamenti, le caratteristiche tecniche delle gare e sa leggere quello che sta accadendo. È questa competenza, unita a una notevole padronanza del microfono, che gli ha permesso di essere chiamato su palcoscenici di livello nazionale e internazionale. Nel suo curriculum figurano importanti maratone e mezze maratone del Nord Italia, oltre a manifestazioni come la RomaOstia e la Napoli City Half Marathon. Nel 2021 arrivò anche l’incarico della UEFA per Ucraina-Inghilterra, quarto di finale degli Europei disputato allo Stadio Olimpico di Roma: un riconoscimento che racconta bene la dimensione raggiunta da Cantales, capace di portare la propria esperienza di speaker dall’atletica al grande calcio internazionale. Cantales rappresenta, insomma, un caso particolare: non è semplicemente uno speaker che conosce l’atletica, è un uomo di sport che ha sviluppato una competenza specifica nella comunicazione davanti al pubblico.

E questa differenza, quando il livello della manifestazione cresce, si sente.

Su un piano diverso, ma con una conoscenza autentica e profonda del settore, troviamo Gennaro Varrella. Più rustico nei modi e lontano dalla costruzione più istituzionale di Cantales, Varrella ha però una qualità fondamentale: conosce davvero la corsa. È stato atleta, è tecnico FIDAL e ha maturato negli anni una conoscenza profonda dell’ambiente. Sa leggere una gara, riconoscere gli atleti e capire ciò che sta succedendo sul percorso. Il suo speakeraggio nasce quindi dalla frequentazione quotidiana dell’atletica e non dalla sola capacità di stare davanti a un microfono. Giovanna Tessitore porta invece nel suo modo di comunicare una combinazione particolarmente efficace: educazione, entusiasmo e conoscenza dell’atletica. Anche lei arriva da un’importante esperienza agonistica nel mezzofondo e questo le permette di comprendere ciò che racconta. Non ha bisogno di forzare la comunicazione: sa quando intervenire, conosce il valore di una prestazione e riesce a dare il giusto rilievo agli atleti e alla gara. Diverso il personaggio di Anna Nargiso, “Zagara Arancio”, presenza ormai conosciuta in diverse manifestazioni campane. Il suo speakeraggio è improntato soprattutto sull’energia e sul coinvolgimento del pubblico. Una modalità molto personale che punta sull’impatto immediato e sull’animazione della manifestazione. Più giovane è Martina Amodio, classe 1991, pubblicista e dottoressa in Comunicazione e Marketing. Il suo ingresso nel mondo della corsa nasce dall’incontro tra formazione e passione sportiva. Avvicinatasi alla corsa su strada anche come atleta, ha trovato nello speakeraggio il punto di contatto tra i due mondi. Significativo, nel suo percorso, l’incontro con Marco Cascone, che le ha indicato una possibile strada per unire comunicazione e sport. Il suo è però un percorso ancora in costruzione, quello di una generazione che si affaccia alla comunicazione sportiva attraverso strumenti e linguaggi nuovi.

E proprio parlando di voci e di passaggi generazionali, non può mancare una menzione particolare per il “nostro” Enzo Miceli, storico protagonista dell’atletica napoletana e voce legata soprattutto alla pista. Ottant’anni compiuti, Enzo ha attraversato praticamente tutti i ruoli dell’atletica: atleta, maratoneta, tecnico, dirigente, organizzatore, giornalista e speaker. Fondatore dell’Atletica Virgiliano, ha legato il proprio nome alla crescita dell’atletica napoletana e alla formazione di generazioni di atleti. E proprio dalla pista arriva un possibile passaggio di testimone con un altro tecnico di grande esperienza, Giuseppe Ifigenia. Il suo curriculum parla soprattutto attraverso la competenza tecnica.

Specialista dell’atletica nel settore giovanile e, per gli assoluti, della velocità e degli ostacoli, Ifigenia è stato Fiduciario tecnico del settore giovanile, collaboratore tecnico del settore mezzofondo della FIDAL nazionale e Fiduciario tecnico regionale FIDAL Campania. Una lunga esperienza ai vertici tecnici dell’atletica regionale e nazionale che gli ha consentito di conoscere profondamente atleti, specialità, tecnici e dinamiche della competizione. Ed è proprio questa conoscenza che lo ha portato, negli anni, anche dietro il microfono. Da circa undici anni è speaker delle gare del circuito Trail Campania, mentre il rapporto con la pista è ancora più antico: ha svolto attività di speakeraggio nelle manifestazioni campane durante gli anni nei quali era responsabile tecnico del settore giovanile e, più recentemente, ai Campionati regionali di società e al Meeting Sotto le Stelle, oltre che in diverse riunioni regionali. Nell’ultimo anno la sua voce è tornata con continuità nelle manifestazioni su pista. Non è mancata nemmeno l’esperienza sulla strada, seppure in maniera occasionale: dalla Mare e Monti, la mezza maratona da Castellammare a Sorrento, alle prime due edizioni della Stabia Aequa, fino ad alcune gare sui dieci chilometri del circuito podistico campano.

Cantales, Varrella, Tessitore, Nargiso, Amodio, Miceli e Ifigenia rappresentano dunque modi diversi di interpretare lo stesso ruolo. Non sono intercambiabili: ognuno ha il proprio stile, il proprio linguaggio e il proprio modo di vivere la manifestazione. Ma il vero spartiacque, nell’atletica, resta la competenza. Un buon speaker non deve soltanto riempire i silenzi: deve sapere chi sta correndo, cosa sta succedendo, perché una prestazione è importante, quando sottolineare un risultato e quando lasciare parlare la gara. In questo senso la Campania offre un panorama particolarmente interessante. Cantales rappresenta il vertice per preparazione, esperienza e dimensione degli eventi; Varrella porta al microfono una conoscenza maturata direttamente nell’atletica; Tessitore unisce educazione, entusiasmo e competenza; Nargiso punta soprattutto sull’energia e sull’animazione; Amodio rappresenta una generazione più giovane; Miceli custodisce la memoria storica della pista; Ifigenia porta al microfono una competenza tecnica costruita in decenni di attività federale. E sopra tutti resta il ricordo di Marco Cascone, che per tanti anni ha dimostrato come lo speaker non debba limitarsi a parlare. Deve conoscere, osservare, raccontare e rispettare la gara. Oggi possiamo avere classifiche immediate, dirette televisive, streaming e social network. Ma quando gli atleti sono sulla linea di partenza e il microfono si accende, c’è ancora bisogno di qualcuno capace di dare un significato a ciò che sta per accadere. Perché una gara si corre con le gambe, si misura con il cronometro e si vede attraverso le immagini. Ma, alla fine, molto spesso si ricorda attraverso una voce.


Nargiso - Tessitore - Varrella - Amodio - Ifigenia


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