Correre rende più intelligenti?

18 Settembre 2026

Uno studio rilanciato da una nota rivista riapre una domanda curiosa: sono le persone più brillanti a scegliere la corsa oppure è la corsa ad aiutare il cervello?

di Campania

di Pietro De Biasio

A rilanciare il tema è Runner’s World, che si interroga sul curioso rapporto tra running e intelligenza: chi corre è più intelligente o l’attività fisica rende più efficiente il cervello? La ricerca, però, invita alla prudenza. Alcuni dati mostrano una presenza significativa di persone con un elevato livello di istruzione tra i praticanti della corsa, ma questo non significa che esista un rapporto di causa-effetto. La domanda resta quindi aperta: sono le persone più istruite a essere maggiormente attratte dalla corsa oppure la corsa contribuisce a sviluppare alcune capacità cognitive?

Un elemento interessante riguarda la concentrazione. Correre, soprattutto sulle lunghe distanze, significa gestire fatica, disagio, ritmo e attenzione per periodi prolungati. Una sorta di allenamento mentale parallelo a quello fisico. Gli esperti citati sottolineano inoltre i possibili benefici dell’attività aerobica sulla funzione cognitiva e sul benessere psicologico. E per molti runner la corsa rappresenta anche uno spazio nel quale riordinare i pensieri, trovare soluzioni e liberare la mente.

Ma dire che correre rende più intelligenti sarebbe un salto eccessivo. Non ci sono prove sufficienti per sostenerlo, né per affermare che il running abbia effetti superiori rispetto ad altre attività aerobiche. Forse, allora, la corsa non ci rende necessariamente più intelligenti. Può però allenare qualità che servono anche lontano dalla strada: concentrazione, disciplina, pazienza e capacità di gestire la fatica. E forse è già una buona forma di intelligenza.



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