Controllo Scarpe: cambia l'applicazione della norma

01 Novembre 2026

Il Consigliere Carlo Cantales racconta della mediazione con World Athletics e delle nuove direttive del GGG.

di Campania

di Pietro De Biasio

NAPOLI - Nell'ultimo Consiglio Federale, la FIDAL è intervenuta sull'annoso tema delle calzature da running, dopo le criticità emerse nell'ultimo anno, ovvero dal momento in cui è entrata in vigore dalla Regola Tecnica 5 approvata da Word Athletics. Tutto ciò si è reso necessario vista la rivoluzione tecnologica che hanno subito le scarpe da atletica, soprattutto quelle da running, per cui è diventato sempre più delicato dirimerne la regolarità. Suole, spessori, materiali e prototipi sono diventati parte integrante del dibattito sull'evoluzione della prestazione, con le conseguenti prescrizioni generali imposte da WA. Con una circolare a firma del Fiduciario Nazionale del Gruppo Giudici Gare del 29 ottobre 2026 vengono quindi ridefinite le modalità di controllo previste per il mondo no-stadia: verifiche previste solo in manifestazioni inserite in Global Calendar, per gli atleti élite o comunque nelle prime posizioni in base al numero di partecipanti.  Per comprendere meglio il significato del provvedimento abbiamo coinvolto Carlo Cantales, Consigliere Nazionale e Presidente della Commissione Atleti della FIDAL, che ha voluto innanzitutto chiarire la distinzione tra le nuove modalità di controllo e gli obblighi regolamentari degli atleti.
“In questi anni, come accadde con i costumi nel nuoto, è stato necessario intervenire su una tematica completamente nuova per l'atletica come quella delle scarpe, per garantire l’equità nell'ottenimento dei risultati e rendere comparabili le prestazioni ottenute dagli atleti in gara. La norma emanata dalla Federazione Internazionale spesso è risultata conflittuale con le attività più territoriali e soprattutto con i risultati di alcune categorie, diventando motivo di preoccupazione per gli atleti e non di semplice tutela delle loro prestazioni. Le regole sulla struttura della calzatura, sui chiodi, sulle suole e sulle solette continuano a valere per tutti, ma era indispensabile giungere ad una differente mediazione interpretativa”.
La nuova procedura ha introdotto criteri più precisi per lo svolgimento dei controlli nelle gare su strada: i controlli diventano 3 per manifestazione e solo se inserite in Global Calendar, da effettuare tra gli élite runners qualora esplicitamente indicati dagli organizzatori, in caso contrario potranno essere sorteggiati solo tra i primi 10 classificati nelle manifestazioni fino a 5.000 iscritti, tra i primi 20 laddove presenti tra 5.001 e 20.000 atleti e tra i primi 30 con oltre 20.000.
“Durante quest'anno talvolta sono stati equiparati nei controlli atleti di rilevanza mondiale con podisti delle categorie master o alle prime gare in età giovanile, vanificando il significato della norma che serviva soprattutto a regolamentare un mondo che stava vedendo un continuo susseguirsi di primati mondiali, continentali o nazionali. Specificare gli ambiti di applicazione, le modalità di controllo e le procedure si è reso sempre più necessario ed è un ottimo successo essere riusciti in questa mediazione”.
Questa decisione è stata interpretata come un cambiamento di idea e di posizione da parte della Federazione. Cantales ha però precisato che si tratta piuttosto di una mediazione e di una diversa interpretazione degli ambiti di applicazione della norma.
“Non bisogna creare equivoci: qualsiasi Federazione opera quotidianamente con l'obiettivo di aiutare gli atleti e non di creare ostacoli alla loro pratica sportiva. La norma emanata da WA era evidentemente mirata alle competizioni élite ed internazionali e non poteva essere applicata specularmente su scala locale. Sin dalla prima segnalazione che io stesso feci un anno fa, abbiamo lavorato per plasmare meglio gli ambiti applicativi ed in estate il percorso di ridefinizione è stato finalizzato da una commissione formata dalla Consigliera Alessandra Palombo per la parte politica, dal Fiduciario Nazionale GGG Federico Picchi per quella attuativa e dal Segretario ad Interim Pierluigi Sorace per quella organizzativa, che hanno interagito proprio con WA per arrivare a questo “punto di caduta” a nostro avviso molto più funzionale e compatibile con le manifestazioni che viviamo nelle gare italiane”.
La circolare ha ribadito inoltre le procedure da seguire per i prototipi autorizzati e per le scarpe non presenti nella lista WA “Approved Shoe List”, nonché in caso di primati. La riflessione finale di Cantales ha toccato un tema che va oltre la circolare. La tecnologia ha cambiato profondamente il mercato delle scarpe da competizione e continua a influenzare le prestazioni. Proprio per questo, innovazione e regolamenti devono procedere insieme.
“Le scarpe e gli accessori legati all'atletica ed al running in particolare stanno cambiando e stanno aumentando sempre più, diventando uno strumento sempre più sofisticato e capace di incidere in maniera importante sulla costruzione della prestazione e quindi sul risultato: questo si tramuta in miglior monitoraggio di allenamenti e salute, oltre che della competizione. È giusto che la ricerca vada avanti, tra limiti condivisi e paletti ben chiari, senza allo stesso tempo eccedere in scelte troppo restrittive o poco funzionali alle necessità di chi partecipa: il controllo dove serve, ma più buon senso dove può essere applicato. Confidiamo che questa circolare possa risolvere molte delle criticità emerse, dimostrando ancora una volta l'attenzione concreta e costante della FIDAL alle necessità degli atleti e, in questo caso in particolare, dei runners e delle loro società".
La FIDAL ha dunque cercato un nuovo equilibrio tra evoluzione tecnologica e necessità di controlli efficaci, senza togliere al podista medio la libertà di correre senza più ansie superflue.
File allegati:
- Regola Tecnica 5 - Scarpe di gara


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