Battipaglia, nasce il polo del giavellotto.

22 Marzo 2026

Centro di sviluppo tecnico affidato a Elio Cannalonga: riconoscimento alla tradizione e agli investimenti della città.

di Campania

BATTIPAGLIA (Pietro De Biasio) - Ci sono notizie che arrivano senza fare rumore, ma lasciano un segno profondo. E quella che riguarda lo stadio Luigi Pastena ha il sapore delle cose costruite nel tempo, mattone dopo mattone, allenamento dopo allenamento. La Federazione Italiana di Atletica Leggera, nella persona del suo presidente Stefano Mei, ha deliberato l’istituzione di un Centro di Sviluppo Tecnico dedicato al lancio del giavellotto proprio a Battipaglia. Una scelta che non nasce per caso, ma affonda le radici in una storia fatta di passione, competenza e presenza costante sul territorio. A guidare il progetto sarà il professor Elio Cannalonga, figura di riferimento dell’atletica campana e nazionale, allenatore benemerito e uomo di campo prima ancora che di cattedra.
Elio Cannalonga

Nella lettera ufficiale del 18 marzo indirizzata alla sindaca Cecilia Francese, la Fidal lo definisce “esponente di spicco del mondo dell’atletica”, riconoscendo in lui quella capacità rara di coniugare tecnica, visione e dedizione quotidiana.

Non è soltanto un titolo, né un’etichetta. Un Centro di Sviluppo Tecnico FIDAL è, nella sostanza, un laboratorio permanente: raduni mirati, programmazione individualizzata, crescita strutturata di atleti di medio-alto livello. È il luogo dove il talento incontra il metodo. E dove il giavellotto, disciplina esigente e spesso poco visibile, trova finalmente uno spazio stabile per crescere. “Un riconoscimento importante per la nostra città”, ha sottolineato la sindaca Francese, mettendo l’accento sugli investimenti fatti per rendere l’impianto all’altezza delle esigenze degli atleti. Parole che raccontano una visione amministrativa che ha scelto lo sport non come contorno, ma come leva di sviluppo. E poi c’è lui, Cannalonga. Fondatore della Gana Sport, instancabile tessitore di relazioni sportive, presenza discreta ma determinante dietro tante storie di pista e pedane. Non è la prima volta che sorprende, ma forse è una di quelle che pesano di più. Perché questo riconoscimento non è solo personale: è il riflesso di un lavoro collettivo, di una scuola che ha saputo resistere al tempo.

File allegati:
- La lettera del Presidente Mei


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