Alessandro Calabrese sul podio del Premio Letterario Nazionale “Dino Sarti”

30 Giugno 2026

L'atleta poeta della Libertas Amatori Benevento conquista il terzo posto nella IX edizione del prestigioso concorso con un componimento che unisce la forza dello sport alla profondità della poesia.

di Campania

BENEVENTO (Pietro De Biasio) - Ci sono gare che si vincono con il cronometro e altre che si conquistano con la forza delle parole. Alessandro Calabrese ha dimostrato di sapersi esprimere con la stessa intensità su entrambi i fronti. L'atleta della Libertas Benevento guidata da Pierluigi Saccomanno ha infatti conquistato un prestigioso terzo posto nella sezione Poesia in lingua italiana della IX Edizione del Premio Letterario Nazionale “Dino Sarti”, andata in scena a Bologna. Un risultato di assoluto valore, ottenuto in un'edizione da record. Ben 417 testi sono stati esaminati dalla giuria, il numero più alto nella storia della manifestazione, suddivisi tra la sezione dedicata alla poesia in lingua italiana e quella riservata al dialetto bolognese. A precedere Calabrese nella graduatoria finale sono stati Luciano Giovannini, primo classificato, e Giovanni D'Onofrio, secondo. Nato nel 2017 per iniziativa dell'Associazione Amici di Dino Sarti, il premio letterario è stato ideato per mantenere viva la memoria del grande chansonnier bolognese a dieci anni dalla sua scomparsa.

Da allora è cresciuto costantemente, trasformandosi in un concorso nazionale capace di richiamare autori da ogni parte d'Italia e di valorizzare la qualità della scrittura contemporanea.

Il componimento che gli ha aperto le porte del podio porta un titolo emblematico: “Così m'han fatto e son divenuto sasso”. Una lirica intensa, di forte impatto emotivo, nella quale l’atleta poeta assume il ruolo di testimone delle macerie morali lasciate dalla guerra, raccontando il lento cambiamento interiore di un soldato segnato dagli orrori del conflitto. L'opera prende forma attraverso un intenso dialogo tra la voce narrante e il combattente, sviluppato con l'uso dell'endecasillabo sciolto, una scelta metrica che conferisce ai versi ritmo, solennità e musicalità. A rendere ancora più incisivo il testo è una raffinata ricerca linguistica, impreziosita da numerosi arcaismi, attraverso i quali il dolore individuale assume una dimensione universale.  Una maturità sorprendente per un autore di appena diciannove anni, capace di affrontare temi profondi come la memoria, la sofferenza, la perdita e il senso dell'esistenza con una sensibilità non comune.
Ma chi è Alessandro Calabrese? Nato il 26 aprile 2007, il giovane atleta campano è un mezzofondista veloce tesserato per la Libertas Amatori Benevento.

Specialista degli 800 metri, distanza nella quale vanta un primato personale di 2'06"89, si cimenta con ottimi risultati anche nei 400 metri, corsi in 55"48. Nel suo percorso agonistico ha preso parte a numerose competizioni regionali nelle discipline della velocità prolungata e del mezzofondo veloce, senza farsi mancare l'esperienza ai Campionati Italiani di Corsa Campestre, disputati lo scorso anno a Cassino. Parallelamente all'attività sportiva, Alessandro ha recentemente concluso il proprio percorso liceale, riuscendo a conciliare con profitto studio e allenamenti. Ed è proprio nell'ultimo anno che è maturata una seconda passione destinata a diventare parte integrante della sua crescita personale: la scrittura poetica. Nei suoi versi emerge una forte tensione introspettiva, una ricerca continua che affronta temi universali come il valore della memoria, il tempo, la fragilità dell'uomo e la complessità dell'esistenza. Una sensibilità che ha trovato pieno riconoscimento proprio al Premio “Dino Sarti”, dove la sua poesia ha saputo emozionare la giuria fino a conquistare il gradino più basso del podio. L'obiettivo, però, è soltanto l'inizio di un percorso. Sul piano letterario Alessandro intende continuare a coltivare la propria vocazione, lavorando con costanza per affinare la tecnica espressiva e ampliare la propria produzione poetica. Sul versante sportivo, invece, il traguardo è altrettanto chiaro: compiere un deciso salto di qualità negli 800 metri, abbassando sensibilmente il proprio primato personale e continuando a crescere nel panorama dell'atletica italiana. Per chi conosce il percorso del giovane sannita, questo riconoscimento rappresenta la naturale sintesi di due mondi solo apparentemente lontani. La corsa insegna il sacrificio, la disciplina e la capacità di guardarsi dentro; la poesia dà voce a quelle stesse emozioni. Alessandro Calabrese ha dimostrato che il talento non conosce confini: può esprimersi tra le corsie di una pista d'atletica come tra le righe di una pagina bianca.

File allegati:
- La poesia del Concorso Dino Sarti


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