YOG: Benati e Finocchietti OK primo round

11 Ottobre 2018

Nel day 1 dell’atletica alle Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires, i due azzurri campioni europei U18 al sesto posto: 48.58 per il quattrocentista romano e il marciatore livornese si migliora nei 5000 con 20:51.96


 

di Luca Cassai

Debutto dell’atletica alle Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires, con cinque azzurri subito impegnati. Nei 5000 di marcia Davide Finocchietti, campione europeo under 18 sulla doppia distanza, chiude sesto in gara-1 con il tempo di 20:51.96 migliorandosi di oltre mezzo minuto e diventa il quinto allievo italiano di sempre, mentre la seconda prova del livornese è in calendario lunedì. Un altro oro continentale di categoria, il 16enne romano Lorenzo Benati, vince la propria serie dei 400 metri in 48.58, sesto crono complessivo, sulla pista bagnata dalla pioggia. La seconda e decisiva manche sarà fra tre giorni: nella nuova formula della manifestazione è la somma delle due prestazioni a contare per la classifica finale. La discobola veneta Diletta Fortuna è settima con 48,42, stesso piazzamento per il mezzofondista laziale Francesco Guerra che sfiora il record personale sui 3000 metri con 8:24.27. Nel disco maschile, condizionato dal maltempo, undicesimo il friulano Enrico Saccomano (51,32) in un freddo pomeriggio di inizio primavera nella capitale argentina: cielo inizialmente coperto con 14 gradi e 64 per cento di umidità, prima dell’acquazzone.

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MARCIA: FINOCCHIETTI QUINTO ALLTIME - Mezzo minuto di progresso, all’esordio in un evento olimpico. Difficile chiedere di più a Davide Finocchietti sui 5000 di marcia. Il giovane toscano chiude sesto nel primo round in 20:51.96 per togliere trenta secondi abbondanti al personal best: finora il suo miglior crono era di 21:22.70 ottenuto il 14 luglio nella sua Livorno, una settimana dopo aver vinto il titolo europeo di categoria nei 10.000 metri. Adesso il “folletto amaranto” dell’Atletica Libertas Runners Livorno, cresciuto sotto la guida tecnica di Massimo Passoni, è il quinto under 18 italiano alltime con il tempo più veloce delle ultime sette stagioni. Sulla pista ancora asciutta di Buenos Aires la gara si accende nella seconda parte con l’iniziativa dell’ecuadoriano Oscar Patin, che conquista il successo parziale in 20:13.69 davanti all’indiano Suraj Panwar (20:13.69) anche se il primo a tagliare il traguardo è il messicano Cesar Cordova, in una volata a ritmo fin troppo rapido, ai limiti del regolamento: infatti riceve la terza sanzione dopo l’arrivo ed è quinto con 20:39.90. L’azzurro invece rimane inizialmente in controllo, intorno al quarto-quinto posto nel gruppo di testa guidato dal cinese Wang Xin (terzo con 20:28.02 a precedere il salvadoregno Gilberto Menjivar, quarto in 20:31.53), poi si stacca dal quintetto al comando e perde terreno prima di recuperare una posizione. Tra quattro giorni, lunedì 15 ottobre alle 19.30 italiane, stessa distanza e stessi avversari nella seconda manche alla vigilia del suo 17° compleanno.

BENATI SOTTO LA PIOGGIA - Un obiettivo è centrato: l’ingresso tra i primi otto che disputeranno l’ultima prova nel secondo round. Intanto il campione europeo under 18 dei 400 metri Lorenzo Benati si presenta con il sesto tempo in 48.58, conquistando la sua serie in condizioni meteo davvero difficili. Non solo l’acqua, ma anche il vento spazza l’impianto di Buenos Aires, eppure l’azzurro parte molto deciso con un parziale intorno ai 22 secondi a metà gara, aiutato dalle folate a favore. Inevitabile il calo nel finale con la brezza contraria in cui si scompone e stringe i denti il giovane romano, appena 16enne e quindi al primo anno di categoria, che spicca anche per i suoi 194 centimetri di statura. Un risultato ovviamente appesantito dal maltempo in confronto al 46.85 dell’allievo di papà Mario in occasione del trionfo continentale, ma anche per gli altri. In precedenza il messicano Luis Antonio Aviles (46.04 di personal best) aveva ribadito il suo rango di favorito in 47.45, con lo zambiano Kennedy Luchembe vincitore della prima serie (47.98).

Poi nell’ultima in tre fanno meglio rispetto al portacolori dell’Atletica Roma Acquacetosa: non solo lo statunitense Nicholas Ramey (47.60), ma anche il turco Ilyas Canakci (47.96) e Dilan Bogoda (Sri Lanka, 48.52 PB). Adesso due giorni di riposo, prima della sfida decisiva di domenica alle ore 21.10 italiane.

3000: GUERRA COMBATTE - Una gara sui propri limiti, quella di Francesco Guerra sui 3000 metri. Alla fine un crono di 8:24.27, appena 14 centesimi in più del personale che viene così sostanzialmente pareggiato. E un settimo posto convincente da primo degli europei, pur perdendo una posizione nell’ultimo tratto, per il 17enne di Frascati quest’anno autore di un poker di titoli italiani: 1500-3000, cross e 10 km su strada. Il mezzofondista laziale, seguito da Giorgia Di Paola nella Rcf Roma Sud, tornerà in gara lunedì nella mattina sudamericana (ore 15.00 italiane) per una delle novità di questa edizione: la corsa campestre sulla distanza dei 4 chilometri e la classifica finale sarà data in questo caso dalla somma dei piazzamenti. Davanti si confermano imprendibili gli africani: l’ugandese Oscar Chelimo, ex iridato junior di corsa in montagna, in 8:08.20 supera l’etiope Berihu Aregawi, bronzo ai Mondiali U20 sui 10.000 e oggi secondo con 8:09.17 per lasciarsi alle spalle il keniano Jackson Kavesa Muema (8:09.95) dopo l’azzardata fuga iniziale del tanzaniano Francis Damasi (poi dodicesimo in 8:30.91).

DISCO PER DUE - Dopo aver aperto con un nullo piuttosto lungo, ma fuori settore, l’azzurra Diletta Fortuna spedisce il disco a 47,60 e poi incrementa a 48,42, sesta misura in carriera. Nel quarto lancio l’attrezzo esce male e un’altra bandierina rossa completa il primo round per la figlia d’arte dell’Atletica Vicentina, allenata dal papà Diego, che finisce settima in gara-1. Quest’anno la 17enne veneta di Sovizzo, medaglia d’oro nella scorsa stagione al Festival olimpico della gioventù europea con 50,23, è tornata oltre i 50 metri (50,15 a Tarquinia) prima del quarto posto nella finale continentale. Una soglia superata oggi da quattro atlete, con la cubana Melany Matheus (53,70) e la russa campionessa europea Violetta Ignatyeva (53,47) a candidarsi per la vittoria. Si torna in pedana domenica alle 15.50 locali (ore 20.50 in Italia). Gara complicata dalla pioggia per i discoboli: Enrico Saccomano inizia con 48,33 seguito da due nulli. All’ultimo tentativo il friulano (rivelazione stagionale con 60,02 e secondo allievo azzurro di sempre) aggiunge quasi tre metri portandosi a 51,32 ma non è meglio che undicesimo. Il lanciatore di Lestizza, che riceve i consigli di Adriano Coos alla Malignani Libertas Udine, proverà a guadagnare posizioni domenica (alle ore 19.10 in Italia) nella classifica in cui svetta il neozelandese Connor Bell (66,84) con quasi dieci metri di divario (!) sul meno lontano degli avversari.

DAY 2 E 3 - Ancora cinque azzurri impegnati in gara-1 domani, venerdì 12 ottobre, agli Youth Olympic Games di Buenos Aires. Si riparte con i 5000 di marcia, stavolta al femminile, della bolognese Simona Bertini che in questa stagione ha conquistato il bronzo continentale (ore 19.30 italiane). Poi il vicecampione europeo under 18 del peso, il gigante pugliese Carmelo Musci (alle 19.45), e la toscana Idea Pieroni sulla pedana dell’alto (ore 20.05) per andare avanti con il mezzofondista siciliano Carmelo Cannizzaro sui 2000 siepi (20.10) e il piemontese Davide Favro (ore 20.20), argento europeo del lungo. Sabato 13 ottobre primo round dei 400 ostacoli con la marchigiana Emma Silvestri (19.50), vicecampionessa continentale, e dei 200 metri per la sprinter sarda Dalia Kaddari (21.10) mentre l’astista Ivan De Angelis sarà in azione alle ore 19.40. Da domenica 14 ottobre il via al secondo turno che assegnerà le medaglie.

I GIOCHI DEGLI ALTRI - Nei 100 ostacoli, quando inizia a piovere, il miglior crono porta la firma della statunitense Grace Stark in 13.31 (+0.3) mentre in una gara-1 del lungo bagnata dall’acquazzone comanda l’austriaca Ingeborg Gruenwald con 6,11 (-0.9). L’australiana Keely Small è la capofila degli 800 in 2:05.68 e oltre un secondo di vantaggio, invece nell’alto 2,13 del cinese Chen Long. Dominio europeo previsto nell’asta, sotto i quattro metri ma la teutonica Leni Freyja Wildgrube si aggiudica comunque la prova a 3,95 sulla francese Emma Brentel (3,90), e meno scontato nei 400 con l’iridata ceca Barbora Malikova (54.18) e la tedesca Marie Scheppan (54.91). In apertura di pomeriggio, 3000 metri per l’ugandese Sarah Chelangat in 9:11.63.

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