Wegher firma la Ultrabericus

18 Marzo 2018

Il trentino Simone Wegher ha firmato il trail Ultrabericus nel vicentino, meritando un posto in azzurro


 

Una pioggia leggera ha accompagnato per tutta la giornata l’edizione numero otto di Ultrabericus Trail, alzando il tasso tecnico dell’intera gara, sorvegliata speciale fin dalle prime ore del mattino dal c.t della nazionale di trail running Paolo Germanetto e dal vice Fulvio Massa. Erano in palio oggi, infatti, le ultime convocazioni per il mondiale spagnolo in programma a maggio. A beneficiarne sono il trentino Simone Wegher (foto), Christian Pizzatti, Chiara Bertino e Lisa Borzani. Si sapranno invece solo nei prossimi giorni scelte tecniche operate dal duo Germanetto-Massa, osservando i tanti top runners impegnati oggi sul tracciato maggiore (65 km e 2.500 mD+).

In calendario c’erano anche le due competizioni sorelle con la prova a staffetta Twin Lui&Lei vinta dalla coppia Filippo Bontempi-Nadia Franzini, impostasi sulle coppie Massimo Tagliaferri-Jessica Galleani e Matteo Tibaldi-Anna Zilio. Ottima presenza anche per la seconda edizione della gara Urban, sulla lunghezza di 22 km, conquistata dal portacolori del team Vicenza Marathon, Andrea Mignolli, davanti a Davide Della Mina e Fabiano Roccabruna. Trionfo transalpino nella prova femminile con la vittoria della francese Melina Clerc, abile ad infilare nell’ordine Maria Pia Chemello e Kristel Mottin.

“Ho fatto la mia gara – è il commento del vincitore, Simone Wegher, trentanovenne di origine nonesa cresciuto nell'Atletica Clarina prima di approdare, la stagione scorsa nella società Veneziana Tornado – sono partito piuttosto forte e Luca Miori ha cercato di tenere il passo, soprattutto in salita. So dove vado forte e dove, invece, pecco di più quindi ho cercato di fare la mia gara. Ora mi dicono che ho guadagnato perfino la maglia azzurra, cosa per me incredibile e alla quale ancora non credo. Dedico questo successo al team Tornado che è sempre stato presente, alla mia compagna che è stata ad aspettarmi fino alla fine e ai miei famigliari che in quest’anno difficile mi sono stati accanto. Grazie anche a Eros Grazioli che mi ha permesso di continuare ad allenarmi. Una dedica va anche a me stesso perché è stato un periodo faticoso, ma se uno vuole una cosa riesce sicuramente ad ottenerla”.

Grandi speranze erano invece riposte nei colori vicentini per quanto riguarda la gara femminile, dove un’ispirata Francesca Pretto ha saputo tenere la terza posizione per quasi metà gara, prima di alzare bandiera bianca. Davanti, quindi, non c’era praticamente storia per l’abile francese Stephanie Manivoz che finiva con l’aggiudicarsi la vittoria con il tempo di 6h44’06”, davanti a Chiara Bertino e Lisa Borzani. “A febbraio avevo fatto la Transgrancanaria – ha poi spiegato incredula Chiara Bertino – avevo un po’ di chilometri sulle gambe e ho deciso di provare a correre anche l’Ultrabericus, ma mai mi sarei aspettata di portare a casa anche un biglietto per il mondiale”

(da comunicato stampa organizzatori)



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