Una storia al giorno

24 Novembre 2013

Personaggi e vicende dell'atletica di sempre

24 novembre. Destini che si intrecciano in anni che portano verso le tenebre e l’orrore: nel ’32 a Los Angeles la medaglia d’oro del lancio del disco finì al collo dell’americana Lilian Copeland che, ebrea, quattro anni dopo, decretò un boicottaggio personale e si rifiutò di andare a Berlino a difendere la corona. La sua erede fu Gisela Mauermayer, di cui oggi cade il centenario della nascita.

Bavarese, bionda, alta oltre l’1,80, era molto vicina ai modelli prediletti da Arno Breker, lo scultore del regime che Gisela abbracciò senza esitazione. L’estate del ’36 rappresentò il suo punto più alto: l’11 luglio, ai campionati tedeschi, ospitati nel nuovo, monumentale Olympiastadion in una prova generale dell’Olimpiade, portò il record del mondo a 48,31 (già suo dal 2 giugno 1935, e migliorato in dieci occasioni) e meno di un mese dopo con 47,63 conquistò l’oro olimpico salutandolo alzando il braccio nel saluto esibito, peraltro, anche da ospiti di altri paesi, non tutti dell’area dei futuri alleati.

Diventata membro di rilievo dell’organizzazione femminile del partito nazionalsocialista, Mauermayer si dedicò a studì sull’influenza degli antenati, in linea con le ricerche promosse dal Reichfuhrer Heinrich Himmler che, come è noto, spedì anche spedizioni in Tibet alla ricerca dei veri ariani e scatenò archeologi nella caccia al Graal. Alla fine del conflitto, Gisela non potè che finire nel mirino delle strutture istituite per la denazificazione, perse il posto di lavoro e aprì una libreria a Monaco di Baviera.

Il suo record del mondo tenne duro sino al ’48, quando Nina Dumbadze lo portò a 53,25, anche se in realtà la bella georgiana, che aveva preso una cotta per Adolfo Consolini, lo aveva superato in più occasioni quando l’Unione Sovietica non faceva ancora parte della Iaaf.

Legata al nazismo e al suo nume tutelare fu anche Ottilie Fleischer, più nota come Tilly, che, dopo il bronzo di Los Angeles, a Berlino fu campionessa olimpica di giavellotto. Dopo la vittoria ricevette dal Fuhrer accesi e entusiastici complimenti e molti anni dopo una delle sue figlie, Gisela, sostenne di esser nata da una relazione tra mamma e Adolf Hitler, ma senza fornire solide prove al riguardo.

Giorgio Cimbrico

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