Una storia al giorno

18 Novembre 2013

Personaggi e vicende dell'atletica di sempre

18 novembre. Non si parla mai abbastanza di Allyson Felix che, guardando la collezione (quattro ori olimpici, otto titoli mondiali) può agevolmente avere residenza tra le più grandi della storia. E’ il caso di parlarne oggi visto che è il 28° compleanno della californiana che, figlia del reverendo Paul e studentessa del liceo battista di North Hills, Los Angeles, dai compagnii di classe veniva chiamata “Coscine di Pollo”, come in una vecchia ninna nanna, per la delicatezza della sua figura da statuina biscuit.

La prima volta che salì su un palcoscenico importante, giovanissima e molto compita, fu piuttosto naturale accostarla a una delle figure dipinte sulla tomba di un alto dignitario di corte del faraone che sorge all’ingresso della Valle dei Re: sottili ballerine con grandi cascate di minute treccine, dai lineamenti molto vicini a quelli di Allyson.

Quella prima volta fu ad Atene 2004 quando finì seconda nei 200 alle spalle di quella che si sarebbe trasformata in una bestia nera, Veronica Campbell, poi signora Brown: quel 22”18 rappresentò il record mondiale juniores benché in realtà Allyson avesse già corso in 22”11 a Città del Messico, ma senza che quel giorno fosse praticato l’esame antidoping. Helsinki 2005 coincide con l’inizio del tris mondiale sui 200 e la seconda tappa (Osaka) contribuisce a spedirla in una dimensione assoluta: 21”81 e tre corone, come Marita Koch nell’edizione di esordio della rassegna iridata.

A Pechino cede ancora a Veronica (21”74 a 21”93) nell’ultima disfida conclusa con tempi di un livello ormai quasi smarrito e nel 2010 è ancora la giamaicana (quest’anno fermata per positività a un diuretico) a interrompere la striscia… Felix a 21 vittorie. Il 2012 è radioso: 21”69 e tre ori a Londra, come la povera Florence Griffith vent’anni prima, il record del mondo della 4x100, made by Ddr e vecchio quasi 27 anni, portato sotto la barriera dei 41” e una frazione nella 4x400 cronometrata  in un annichilente 47”80. Coscine di Pollo ha piedini esplosivi.

Religiosa, disposta a un continuo monitoraggio su se stessa perché non si alzino ombre, è costretta a registrare uno zero nella casella di Mosca: infortunata nella finale dei 200, lascia via libera a un’altra giamaicana, Shelly Ann Fraser, che con il tris 100-200-4x100’diventa la mini-zarina del Kremlino, e deve rinunciare alle staffette che da sempre hanno contribuito ad arricchire il suo raccolto. Capaci come Allyson di esprimersi dallo sprint brevissimo al giro di pista (in quattro cifre: 7”10, 10”89, 21269, 49”59) ce ne sono state poche e la prima che viene in mente è già stata citata qualche riga prima: Marita Koch.

Giorgio Cimbrico

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