Un giorno, un'impresa

09 Luglio 2013

Appuntamento quotidiano con le storie dell'atletica

 

9 luglio. Venticinquesimo anniversario dell’infinito 76,80, record del mondo di lancio del disco femminile firmato dalla mentuta e lunghissima Gabriele Reinsch nello stesso luogo (lo Jahn Stadion) che due anni prima aveva visto l’altra parabola tuttora imbattuta, il 74,08 di Juergen Schult. Al pari di certe località americane (Stanford, Walnut, Fresno) assai presenti nelle cronologie e nelle liste all time, Neubrandeburg, uno dei luoghi dove Federico il Grande arruolava i suoi famosi e giganteschi granatieri, presenta brezze interessanti, specie se la traiettoria di lancio va a scontrarsi con quelle correnti, dando vita a un rimbalzare simile a quello di un ciottolo sulle crestine d’onda.

Gabriele era compaesana di Rosemarie Ackermann (Cottbus), giovanissima si era cimentata nel salto in alto e nel peso (più di 17 metri) e quel giorno (match tra Germania Est e Italia) aprì subito con il record: due metri e 24 di progresso su quanto quattro anni prima la ceka Zdenka Silhava aveva centrato a Nitra, altro luogo assai gradito ai lanciatori. Le condizioni delle draghesse della Ddr erano a dir poco formidabili: dopo Reinsch, Diana Gansky 72,94, Ilke Wyludda 72,24 (record mondiale juniores), Martina Hellmann già signorina Opitz 71,38. Riferire il dato completo della competizione significa trovare al quinto posto Agnese Maffeis, poi signora Andrei, quinta con venti metri di distacco dalla quarta e Maria Assunta Chiumariello, schierata per il punteggio, a 25,72, ma in ogni caso testimone diretta dell’impresa..

Gabriele dimostrò di non esser una cuor di leonessa ottanta giorni dopo ai Giochi di Seul: finì settima, con un lancio nove metri e mezzo più corto del suo picco. L’oro fu di Martina Hellmann che aveva guadagnato un posto in squadra last minute il 9 settembre in un test che si svolse a Kienbaum, un centro di allenamento quaranta chilometri a est di Berlino. Il risultato non diventò record della Repubblica Democratica né venne attivato un processo di… canonizzazione mondiale. La misura: 78,14. E’ conosciuta anche la serie: a parte un “modesto” 70,52, il lancio meno riuscito fu un 74,04 e in un’altra occasione Martina, che era alta, grossa e non grassa e aveva un bel viso, andò oltre, con 76,92, al fresco record della connazionale.  Wyludda finì alle sue spalle con un non meno impressionante 75,36. Il tempo delle titane.

Giorgio Cimbrico



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