Un giorno, un'impresa

21 Giugno 2013

Appuntamento quotidiano con le storie dell'atletica

 

21 giugno. Lo storico 3’59”4 di Roger Bannister, primo uomo sotto i 4’ nel miglio, celebrato da un film (nel cast anche un eccellente Christopher Plummer), da una sterlina commemorativa, da centinaia di ricostruzioni, dotato di un repertorio iconografico di una bellezza assoluta, fasciato da quella sostanza impalpabile che si chiama mito, ebbe una vita brevissima: i 46 giorni che passano dal 6 maggio 1954 sulla pista oxoniense di Iffley Road, all’attacco riuscito dell’australiano John Landy, che scelse un luogo di profondo significato, la città di Paavo Nurmi, Turku.

Il comune denominatore ha un nome e un cognome: Chris Chataway, il britannico che diede una mano a Bannister e non negò aiuto all’aussie. Il miglio di Turku fu scandito per la prima metà dal finlandese Aulis Kallio che transitò in un velocissimo 1’56”6 alle 880 yards, Chataway e Landy passarono in 1’58”2, sullo stesso passo di Bannister. Fu nel tratto che seguì che Chataway smosse le acque diventando un perfetto pesce pilota: 2’57” ai trequarti, contro i 3’00”5 offerto al pubblico di Oxford. In quel momento Landy iniziò il suo volo da Grande Slam: 3’41”8 (record mondiale dei 1500 strappato a Wes Santee; Bannister era passato in 3’43”0) e 3’57”9, arrotondato a 3’58”0, sulla distanza imperiale. Chataway, che sulla scia di Roger aveva chiuso in 407”2, su quella di John finì in 4’04”4.

A quel punto gli ingredienti per lo scontro sobbollivano nel calderone, resi bollenti dalla rivalità sportiva tra britannici e colonials degli antipodi. Il faccia a faccia andò in scena il 7 agosto, a Vancouver, finale dei Giochi del Commonwealth, la gara che venne tempestata di etichette (“il miglio del miracolo”, “la corsa del secolo”, “la corsa del sogno”) e che venne ascoltata e vista da più di 100 milioni di persone, trasformandosi nel primo evento sportivo “colpito” da globalizzazione. Landy guidò a lungo, sino ad avere sette metri su Bannister, ma nel finale fece il gesto sbagliato nel momento sbagliato: guardò all’indietro, sulla sinistra, proprio mentre Bannister lo passava dall’altra parte per andare a vincere in un nuovo record personale, 3’58”8, concedendo così soltanto 93 giorni alla prestazione che aveva segnato il passaggio delle colonne d’Ercole. Lo scontro si trasformò in un’opera scultorea che produsse una buona battuta di spirito, di gusto biblico, da parte dello sconfitto Landy: “Per essersi voltata, la moglie di Lot diventò di sale, ma io sono il primo che per avere dato un’occhiata all’indietro sono diventato di bronzo”.

Landy conquistò la medaglia di bronzo nei Giochi ospitati dalla sua città natale, Melbourne, e più tardi divenne governatore dello stato di Victoria. Il suo record mondiale sarebbe stato migliorato dal britannico Derek Ibbotson nel ’57 e sarebbe sparto dalla tavola dei record nazionali nel ’58 quando a Dublino un giovanotto dello Western Australia corse in 3’54”5: si chiamava Herb Elliott.

Giorgio Cimbrico



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