Tv e piccole stelle, a Rieti i tricolore dei giova




 
Saranno campionati all’insegna della TV: per la prima volta i Tricolori juniores e promesse godranno di una copertura televisiva da “grandi”. La trasmissione dell’evento è affidata a RaiSport Satellite, con produzione FIDAL, per oltre cinque ore complessive. Il primo dei due giorni di gare, venerdì 11, sarà trasmesso in diretta dalle 17.10 alle 20.15 (una sintesi di questa sessione sarà inserita anche sul terrestre, nel corso del pomeriggio sportivo di Rai Tre di sabato, dalle 16.10 alle 16.40). Domenica invece, dalle 20.20 alle 22.10, saranno trasmesse su SaiSportSat in differita le gare della giornata conclusiva di sabato 12. Attenzione meritata, perché al Campo Scuola “Guidobaldi” del capoluogo sabino molti ragazzi e ragazze della fascia junior cercheranno di meritarsi una maglia azzurra in vista dei Campionati Mondiali di categoria, in programma a Grosseto dal 12 al 18 luglio prossimo. Una prova di appello, per situazioni controverse, potrebbe essere concessa dal settore tecnico federale nel corso del match internazionale di domenica 20 giugno a Isernia (ITA-RUS juniores, con partecipazione delle rappresentative di Polonia, Slovenia e Albania in partenza per la rassegna iridata): è chiaro tuttavia, che dopo Rieti la maggior parte dei giochi potrebbero essere fatti. Inevitabile, viste le premesse, puntare i riflettori sulle competizioni juniores (nati nel 1985/86, con 38 titoli in palio: 20 maschili e 18 femminili), ma non bisogna dimenticare che la manifestazione è valida per l’assegnazione delle maglie tricolori della categoria “promesse” (36 in totale, equamente divise nei due settori, per gli atleti nati nel 1982/83/84). Nel consuntivo, le cifre d’iscrizione parlano di 992 atleti (con 1257 presenze-gare, essendoci la possibilità di competere in due gare individuali più una staffetta), 510 maschi e 482 femmine, un incremento di quasi il 10% rispetto a quanto riscontrato lo scorso anno nell’edizione di Grosseto. NON SOLO BESOZZI Venendo ai temi tecnici della due-giorni reatina, non si può certo negare l’evidenza: la stella e il personaggio più atteso sarà sicuramente Andrew Howe Besozzi, ragazzo di casa cresciuto nella Cariri e ora in forza all’Aeronautica. Le prime uscite stagionali di Andrew hanno sicuramente entusiasmato, con lo storico balzo da 8.01 proprio sulla pedana del “Guidobaldi”, lo scorso 22 maggio (primo junior italiano oltre gli otto metri nel lungo e miglior prestazione mondiale dell’anno nella categoria). Ma Howe sosterrà un doppio sforzo, come è previsto anche ai Mondiali di Grosseto, schierandosi al via sui 200 metri. E qui la verifica sarà interessante: il ragazzo (che vanta sulla distanza un 20.99 regolare e un 20.91 ventoso, risalenti entrambi al 2001) ha corso in 21.11 allo Stadio delle Terme lo scorso 29 maggio, ma in condizioni ambientali più favorevoli potrebbe attentare addirittura al record italiano di Alessandro Cavallaro (20.74 nel ’99, anche se con “crono” automatico ufficioso Pietro Mennea vinse da junior nel 1971 i Giochi del Mediterraneo di Smirne con 20.65). Sarebbe peraltro ingiusto non mettere in evidenza tutta una serie di confronti estremamente stimolanti in vista della kermesse grossetana. In primo luogo una serie di lanciatori di buon valore internazionale che da tempo non potevamo allineare nel settore giovanile, come il viterbese della Colevane Eugenio Mannucci (primato juniores con l’attrezzo da 6kg, con 18.49), l’ascolano Nazzareno Di Marco (56.10 col disco da 1.75kg e 56.63 dello scorso anno) e il suo compagno di allenamento Daniele Baiocchi (con la sua continuità e una punta da 70.40 questo 18enne seguito da Armando De Vincentis ha messo nel mirino l’annoso primato di categoria, fissato nel 1987 a 71.74 da Ivan Soffiato). Analogamente nel settore femminile, con le martelliste Silvia Salis e Laura Gibilisco: nel corso della stagione le due rivali si sono strappate a vicenda il primato italiano di categoria, ora detenuto dalla siracusana con 62.61 (contro il 61.70 della genovese). In caccia del limite italiano juniores potrebbe essere anche la triplista Vanessa Alesiani (recente 13.24 a Fano, mentre la bandierina tricolore sulla pedana è sul 13.51 di Simona La Mantia): l’ascolana, classe ’86 e seguita da Sandro Bernardi, misurerà le ambizioni della rivale di sempre, la coetanea Tania Vicenzino, che punta peraltro con maggior decisione al minimo mondiale nel lungo (vanta 6.08 e deve raggiungere i 6.15). Nel lungo maschile, alle spalle di Howe, sono alla ricerca del passi per Grosseto anche l’emiliano Alessio Guarini e il campano Stefano Tremigliozzi. Lotta aperta sugli ostacoli maschili: per ora hanno conquistato il minimo Stefano Petrolli ed Emanuele Abate sulle barriere alte (rispettivamente 14.63 e 14.64) e Nicola Cascella su quelle intermedie (un ottimo 52.10 per il pugliese seguito dall’ex velocista azzurro Michele Di Pace). Ma le risultanze stagionali dicono con chiarezza che altri specialisti premono alle spalle dei capolista, in particolare Loddo e Gregori sui 400 ostacoli e il trentino Loris Pinter (campione dei 60hs indoor), che ha già fallito di poco il minimo nel decathlon e cerca un posto sui 110hs. Analogamente nel settore femminile, dove però ci sono serie pretendenti tra le ostacoliste allieve (non in gara a Rieti, quindi; e parliamo di Borsi, Balduchelli e Anello): tuttavia il duello tra la talentuosa bellunese Elisa Scardanzan e la grintosa friulana Rita Apollo sui 400hs si preannuncia emozionante. Le gare di marcia si prospettano come veri e propri spareggi: non tanto per i capofila della specialità – segnatamente il romano Giorgio Rubino e la siciliana Agnese Ragonesi – quanto per coloro che aspirano ad affiancarli nei Mondiali grossetani. Anche in questo caso la prova di Rieti potrebbe essere decisiva nell’indirizzare le scelte dei responsabili federali. I giochi sembrano ormai fatti per i multipli: Franco Casiean (nipote dell’ex campione di salto in alto Sorin Matei) e Cecilia Ricali hanno già in pugno il biglietto per i mondiali e a Rieti potranno rifinire la preparazione misurandosi in prove singole (lungo per il toscano-romeno e ostacoli per la pavese). Il destino della selezione delle staffette passerà invece necessariamente per le gare del “Guidobaldi”. Per ora i tecnici del settore sembrano orientati a confermarne solo due: la 4x400 maschile (che attende il recupero del forte catanese Claudio Licciardello e potrebbe contare su Andrew Howe: il reatino-californiano non ha mai corso il giro di pista, ma in frazione di staffetta vanta un probante 46.9) e la 4x100 femminile (con le varie Salvagno, Pacini, Ciglia e Gervasi si misurerà la romana Giulia Arcioni, già finalista dei 200 nel 2003 sia ai Mondiali allieve che agli Europei juniores e di ritorno dall’esperienza americana in un college dell’Ohio). Ovviamente non è detto che la storia non possa essere riscritta: se in campo maschile gli specialisti dello sprint saranno più convincenti di quelli del giro di pista e se, d’altro canto, le ragazze dei 400 metri confermeranno i loro recenti progressi (alle varie Spacca, Gotti e Russo, in gara a Rieti, potrebbe in questo caso dare man forte – in prospettiva Grosseto - la promettente allieva bergamasca Marta Milani). Ancora tutte da verificare le ambizioni dei mezzofondisti: l’obiettivo reale sarebbe quello di conquistare sul campo il minimo per Grosseto, ma in ogni caso è auspicabile che i migliori riescano a dimostrare anche una consistenza agonistica tale da permettere di reggere un confronto assolutamente impietoso sulla scena mondiale. La realtà è questa: quando il Kenya si può permettere di scegliere tra quattro ragazzi juniores che corrono i 10000 metri in meno di 28 minuti (e un altro appena oltre) è chiaro che – per gli azzurri - il discorso si sposta sulla necessità di un’utile esperienza. Ancora da definire la situazione del mantovano di origini marocchine Marco Najibe salami (che ha ottenuto il minimo sulle siepi), gli osservati speciali sono soprattutto l’alto-atesino Lukas Rifesser (buon 1:51.16 sugli 800 per l’allievo di Gert Crepaz, nella gara giovanile del Memorial Nebiolo) e il siepista varesino Devis Licciardi (due volte vicino alla promozione sulle siepi in questa stagione). In campo femminile, le più accreditate sembrano la romana Aurora Ermini e le due molisane Adelina de Soccio e Catia Libertone, fermo restando che la siepista bergamasca Paola Bernardi-Locatelli ha già corso due volte nella stagione sotto il limite di ammissione per Grosseto (la seconda in 11:02.99, vicino al primato italiano di categoria detenuto con 10:48.19 da Giorgia Robaudo). PROMESSE DA MANTENERE I recenti exploit di Simona La Mantia e Chiara Rosa a Torino – nel meeting del 4 giugno - alimentano l’interesse anche nei confronti delle competizioni “promesse”: il 14.49 della triplista palermitana ha già confermato che Simona sarà protagonista ai Giochi di Atene, mentre il 17.68 della pesista padovana ha soffiato il primato di categoria ad una ormai storica interprete della specialità in chiave azzurra come Assunta Legnante. Naturalmente saranno anche altri gli osservati speciali di Rieti, alcuni anche in vista della Coppa Europa e forse addirittura in chiave olimpica: ad esempio è da verificare la condizione della sprinter palermitana Vincenza Calì, al via solo sui 100 (sulla distanza doppia il nuovo acquisto delle Fiamme Azzurre non ha potuto finalizzare la preparazione, a causa degli infortuni invernali). Se il risentimento al tendine sarà stato riassorbito, la velocista siciliana potrà riproporsi nell’ottica di un posto in staffetta per la First League di Istanbul (19/20 giugno). In campo maschile, la confortante esibizione del quartetto veloce a Napoli ha forse chiuso i giochi per la formazione da schierare a Bydgoszcz, e tuttavia non si può assistere indifferenti alle potenti volate di un talento come il finanziere italo-congolese Koura Kaba Fantoni, sceso per la prima volta sotto i 21 secondi sui 200 metri una settimana fa sulla pista del Parco Ruffini, in occasione del meeting torinese. A Rieti farà in pratica il suo esordio ufficiale con la nuova maglia dei Carabinieri l’ostacolista comasca Micol Cattaneo, che a Lugano - lo scorso fine settimana – ha ottenuto 13.33, miglior tempo stagionale in Italia e seconda di sempre nella categoria (anche se il limite di Carla Tuzzi, 13.08 sembra francamente irraggiungibile per ora). Sempre sugli ostacoli alti, tra i maschi, si preannuncia interessante il duello tra il milanese Mainini e il marchigiano Cocchi. Ancora rimandato, invece, il confronto tra i due migliori esponenti del nuovo corso azzurro nell’alto (rilanciato a livello assoluto dalle imprese dei vari Ciotti e Talotti): il favorito Filippo Campioli, modenese dell’Esercito, non troverà sulla propria strada il talento Andrea Lemmi, in quanto il giovane finanziere livornese è ancora alle prese con i suoi problemi al ginocchio. Nel settore femminile si scontreranno invece due rivali abituali, anch’esse reclutate nella stagione da club militari: si tratta delle coetanee e corregionali di belle speranze come Raffaella Lamera (bergamasca in forza all’Esercito) ed Elena Brambilla (milanese delle Fiamme Azzurre). Confronti appassionanti nei lanci, a parte il peso con Chiara Rosa. In primo luogo quello del martello maschile, con il duo di neo-carabinieri – entrambi classe ’84 – formato dall’ascolano Massimo Marussi e dal friulano Lorenzo Povegliano (campione europeo juniores lo scorso anno a Tampere): in pericolo la fettuccia dei 70 metri. Ma anche la discobola di casa Valentina Aniballi (recentemente approdata per la prima volta oltre i 50 metri) dovrebbe mettersi in evidenza, in compagnia della triestina Biserka Cesar. Tra le speranze del mezzofondo, si fanno preferire le ragazze delle diverse scuole siciliane: Angela Rinicella e le gemelle palermitane Silvia e Barbara La Barbera (la prima è stata campionessa europea juniores dei 5000 metri nella passata stagione). Attenzione però anche ai progressi dell’800ista cagliaritano Maurizio Angius, da tempo tra i migliori interpreti della distanza in tutte le categorie giovanili. Nelle altre gare maschili, protagonisti interessanti come Stefano Scaini (da junior pronzo in un’edizione degli Europei di cross) e i siepisti Villani e Zanatta. Raul Leoni
Nella foto d'archivio, Simona La Mantia (Omega/FIDAL)

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