Trost ''Adesso rotta su Tampere''

23 Giugno 2013

L'azzurra punta agli Europei Under 23. Gibilisco è rinato: "Amo l'atletica e il salto con l'asta. Sarò padre a settembre"

 

La prima pagina spetta al ritrovato Giuseppe Gibilisco, il campione del mondo di Parigi 2003 tornato a volare con la sua asta tra i migliori d'Europa. “Ma sono soddisfatto solo in parte – racconta il 34enne siciliano – avrei voluto fare almeno 5,70, se non fosse che un problema al soleo sinistro mi fa penare da qualche giorno a questa parte. Gareggiare al coperto è diverso, soprattutto farlo con queste temperature è strano: io sono abituato bene, al caldo di Formia, all’aria che ti spinge alle spalle…In ogni caso, quando c’è la condizione, le cose vanno, inutile negarlo. Cosa è cambiato in me? Sono sereno, grazie alla mia compagna Alessia, che mi renderà padre a settembre, e anche grazie alla fiducia che mi hanno dato, nel marzo scorso, il presidente federale Giomi e il Dt Massimo Magnani. Io sono un appassionato dell’atletica, un amante del salto con l’asta, ecco perché sono ancora qui. Voglio tornare a saltare sopra i 5,80, sento di avere questa misura nelle gambe”.

Il secondo posto premia anche Alessia Trost: "Non ho mai pensato di non saper più saltare - dice con il solito sorriso la ragazza di Pordenone - anche se i dubbi vengono sempre. A me però ne vengono di più quando le cose vanno bene, non quando vanno male. L'1,92 di oggi mi soddisfa abbstanza, ma in realtà è strano pensare che qualche mese fa, agli Europei indoor di Goteborg, con questa misura la mia gara è stata considerata negativa. Diciamo che significa che ho ripreso a saltare, e questo mi basta per il momento. Sento di aver lavorato bene: se ci sono dei problemi tecnici, si risolveranno, ovviamente a misure superiori.

Ora rotta sugli Europei Under 23 di Tampere, seppure adesso non ho chiaro il percorso. Potrei fare ancora una gara. Vediamo". Veronica Borsi non ha il sorriso delle occasioni migliori. “Non sono per niente soddisfatta – racconta in zona mista – mi sono trovata sempre addosso alle barriere, ed è per questo che cercavo continuamente di tagliare il passo. Non riesco a ritrovare in gara le sensazioni dell’allenamento, e non so perché. Vediamo se ai Giochi del Mediterraneo, con temperature e condizioni diverse, le cose torneranno a posto”.

Sorride invece Margherita Magnani, una che non si arrende mai. Nei finali convulsi, quando c’è da lottare, si può contare su di lei. “Speravo nel terzo posto – racconta – ma l’inserimento nei 1500 metri della polacca Plis ha un po’ cambiato le carte in tavola. Nel finale mi sono trovata con la England, e mi sono buttata sul traguardo, sperando di riuscire a farcela: alla fine, per un centesimo, è andata bene, e questo mi soddisfa. Ora, Mediterranei e Universiadi, dove spero di centrare la prima medaglia internazionale della mia carriera, e poi spero nei Mondiali, per i quali ho ottenuto il minimo B. Saranno tutte esperienze importanti”. Non è soddisfatta Daria Derkach, che ha assaporato per buon parte della gara la possibilità di finire nelle prime quattro (e di godere quindi di un turno supplementare di salti): “Peccato per quel nullo nel terzo tentativo – dice nel dopo gara – sono arrivata molto oltre la battuta perché nella rincorsa, finalmente, sono riuscita a spingere come avrei dovuto fare sempre. Non posso dirmi completamente soddisfatta, perché la misura (6,21, ndr) non è granché. Proverò a rifarmi agli Europei Under 23”.

m.s.



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