Tricolori Torino Jemai 53,31 Cassano 10.47

06 Giugno 2014

Ai Campionati Italiani under20 ed under23 10.47 (-0.1) per Cassano e 11.58 (+0.42) per Siragusa nei 100. Visibelli con 6,21 supera Derkach nel lungo

 

Nella prima giornata dei Campionati Italiani juniores e under23 a Torino Anna Visibelli (Atletica Firenze Marathon) strappa il titolo del lungo Promesse all’argento continentale del triplo di categoria Dariya Derkach (Aeronautica): 6,21 (+0.8) la misura di Visibelli, 6,12 (+0.4) quella dell’azzurra che torna in pedana a meno di 24 ore dal Golden Gala Pietro Mennea di Roma. Arriva direttamente dalla tappa capitolina della IAAF Diamond League anche Sara Jemai (Esercito) che si mette al collo l’oro del giavellotto con una spallata da 53,31. Sprint giovane in evidenza allo stadio Primo Nebiolo: dopo un 10.43 ventoso (+2.2) in semifinale, il pugliese Luca Cassano si conferma principe della velocità under 20 con 10.47 (-0.1) e sale al quinto posto nelle liste di sempre della categoria, mentre Simone Pettenati si migliora a 10.53.  Nelle altre finali dei 100 metri, progresso per la junior di origini dominicane Johanelis Herrera(11.71/+0.7), mentre i vincitori delle promesse Lorenzo Bilotti (10.49/+0.8) e IreneSiragusa (11.58/+0.4) avvicinano entrambi il proprio limite personale. In apertura di pomeriggio il primo titolo della rassegna va al romano Daniele Secci, 18,14 nel peso under 23, poi - sotto gli occhi della grande assente Alessia Trost (in tribuna) - Desiree Rossit vince l’alto con 1,83. 

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VIDEO - 
LA PRIMA GIORNATA (6 giugno): parte 1 – parte 2 
LA SECONDA GIORNATA (7 giugno): parte 1 – parte 2 – parte 3 – parte 4
LA TERZA GIORNATA (8 giugno): parte 1 – parte 2

TV -  Una sintesi televisiva, autoprodotta dalla FIDAL, andrà in onda nei prossimi giorni su RaiSport. Gli orari saranno comunicati al più presto. 

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di Anna Chiara Spigarolo - Raul Leoni

LE GARE DELLA PRIMA GIORNATA

Junior UOMINI

Giavellotto (qualificazione) – Si chiude qui la prima giornata tricolore: norma di qualificazione fissata a 55.00 e in diversi la raggiungono fin dal primo turno di lanci, a cominciare dal capofila stagionale Massimo Ros (Brugnera Friulintagli, 58.24).  

Marcia 10000m (finale) – Come di consueto, la partenza raggruppa anche le promesse e la gara delle due categorie si sviluppa su binari autonomi: il più attivo nella prima fase è il sardo Andrea Agrusti (I Guerrieri del Pavone). In serata l’aria è un tantino più fresca e i ritmi dei battistrada promesse si mantengono abbastanza vivaci, mentre dietro Agrusti viene insidiato da Gregorio Angelini (Alteraatletica Locorotondo):  tra gli juniores, che seguono con un paio di giri di ritardo, la maglia tricolore va sulle spalle di Agrusti (44:27.78), su Angelini (44:34.02) e il pontino Stefano Mansutti (Intesatletica, 45:13.95).

3000m siepi (finale) – Il minimo per Eugene non pare impossibile, 9:06.0: il fatto è che l’unico ad averlo ottenuto (due volte) è il primatista allievi Yohannes Chiappinelli, quindi qui – nella migliore delle ipotesi – c’è solo un posto in palio. In realtà, già al primo passaggio (3:08.17), l’obiettivo si allontana. E alla fine, forse, un pizzico di rammarico c’è: Umberto Contran (Atl. Piemonte) riscrive il PB di alcuni decimi con 9:12.84 e vince controllando anche troppo il duello in volata con il lucchese di famiglia marocchina Said Ettaqy (Virtus CR Lucca, 9:13.48 PB) e con Simone Colombini (La Fratellanza 1874, 9:17.00 PB). Miglioramenti per molti, ma il minimo non c’è.     

100m (finale) – Il vento è leggermente contrario (-0.1) e la tensione si taglia a fettine: ma c’è gran voglia di mettersi in mostra tra i ragazzi sui blocchi. Tutta d’un fiato la volata di Luca Cassano, stazza tutt’altro che impressionante ma assistita da piedi invidiabili: 10.47 e così il pugliese in maglia Firenze Marathon diventa il quinto junior di sempre. Non stanno a guardare i due rivali più accreditati – e dicsamente più prestanti – tanto che il modenese Simone Pettenati (Modena Atl.) scende a 10.53 e Roberto Rigali (Atl. Vallecamonica) si conferma con il terzo posto a 10.63. Per la staffetta dei Mondiali potrebbe tornar utile anche il ritrovato Marco Gianantoni (Sef Virtus Emilsider), ancora in progresso con 10.67.   

800m (batterie) – Dalla classica gestione delle “serie” si passa su questa distanza ad un vero e proprio turno eliminatorio e quindi ci si deve adattare: ad esempio, rischiano nella prima due dei favoriti – Enrico Riccobon (Firex Belluno) e Yassin Bouih (Atl. Reggio) – che si lasciano portare in fondo a ritmi turistici. Nelle altre due batterie, ovviamente, si prova a spingere sull’acceleratore: soprattutto nell’ultima, dove i riferimenti cronometrici sono ormai chiari e così proprio da lì arrivano i due ripescati e anche il crono più veloce, 1:53.20 di Emanuele Vitali (Atl. Saletti).

Asta (qualificazione) – I migliori si limitano a provare la pedana del “Nebiolo”: alla quota stabilita di 4.30 provano - senza problemi - solo Federico Biancoli (Riccardi) e Davide Girardi (Osa Saronno), ossia i due lombardi che partono in “pole” per l’assenza del capolista stagionale “Gino” Colella, il “paisà” di orgini foggiane che in California ha saltato 5.20.  

100m (semifinali) – Nella prima l vento dà una mano al campione italiano in carica Luca Cassano (Firenze Marathon), 10.43 aiutato da una brezza di +2.2 (davanti agli emiliani Pettenati e Gianantoni, 10.56 e 10.70: poi, nella seconda, ci si mette Levi Mandji a conquistare il titolo di autolesionismo, squalificato per una falsa partenza abbastanza palese. E così svetta ancora il biondo lombardo Roberto Rigali (Atl. Vallecamonica, 10.77 con leggera brezza in faccia (-0.3). La finale di stasera sarà tutta da vedere.

400m (batterie) – A sentire i ragazzi in zona mista, anche loro hanno sofferto per le condizioni atmosferiche e qualcuno ha bisogno di assistenza al termine della gara per recuperare lo sforzo: in sede di consuntivo, il più veloce è Marco Lo Verme (Pro Patria Busto, 48.33), abbastanza vicino al PB. Più tranquillo il capolista di stagione, Nicolò Ceriani (Atl. Rovellasca), l’unico ad ver corso in meno di 48” e 48.95 nell’occasione. Il livello medio non è assolutamente disprezzabile, per la finale ci vuole un 49.07 di ripescaggio: ma per metter su una staffetta a Eugene  sarà necessario un altro passo domani.  

100m (batterie) – Ci sarà anche il turno intermedio e magari qualcuno potrebbe essere portato a risparmiare energie: in realtà c’è poco da scherzare e già le prime volate offrono una conferma della condizione dei più ambiziosi. L’ex campione allievi Marco Gianantoni (Sef Virtus Emilsider) scende a 10.77 e ripensa alla sua vittoriosa volata di Firenze 2012: impressiona anche Levi Mandji (Atl. Brescia 1950, 10.72), ma il 10.65 corso in apparente decontrazione da Luca Cassano (Firenze Marathon) rappresenta il miglior crono del turno. In gran scioltezza anche il 10.75 di Roberto Rigali (Atl.

Vallecamonica): come previsto, si deve correre, considerato che in semifinale si va con 11.04, non proprio di tutto riposo.  

Lungo (qualificazione) – Sono in quattro quelli che riescono a ottenere l’ammissione diretta alla finale di domani: il migliore è Filippo Randazzo (Pro Sport 85 Valguarnera) con 7.17 e una parziale sorpresa in positivo la fornisce l’atleta di casa Edoardo Pellisetti (Atl. Piemonte, 7.10), considerato soprattutto un buon prospetto delle prove multiple. L’ultima misura utile è un 6.75 di ripescaggio.

Martello (qualificazione) – I martellisti sono i primi a sperimentare sulla propria pelle la “novità” del turno di qualificazione: si passa direttamente con 55.00, ma solo in due ci riescono – Marco Cozzoli (Stud. Cariri, 56.83) ed il capolista stagionale Eric Fantazzini (Atl. Livorno) 56.40 – col recupero dei primi 12 dodici fino a 51.94. Non ci sono sorprese.

Junior DONNE 

5000m (finale) – L’altoatesina Anna Stefani (SV Sterzing VB) è l’unica mezzofondista azzurra in possesso del minimo per Eugene: pronti-via, è proprio la ragazza di Vipiteno a tirare il gruppo. Dopo il 2° chilometro (6:48.64), la leader stacca tutte le altre e dietro c’è una coppia di siciliane con Federica Sugamiele (Cus Palermo) e la siracusana trapiantata in Toscana Giulia Aprile (Firenze Marathon), che subito dopo tende a staccarsi. Al terzo chilometro Anna Stefani passa in 10:12.39, con la novità stagionale Sugamiele all’inseguimento, ad una trentina di metri. Dopo il 4° chilometro, Stefani 13:38.62; si fanno un po’ di conti: il minimo per i Mondiali è 16:40.0, oggettivamente troppo per le possibilità di Federica Sugamiele, pur ancora in spinta. Almeno c’è il personale per la neo-campionessa tricolore Anna Stefani (16:52.66, ormai alle soglie della top-10 di categoria), mentre la trapanese che ora vive a Palermo – per allenarsi con Gaspare Polizzi -  fallisce di poco l’obiettivo (17:15.20, a circa 4” dal suo recente PB). Sul podio anche la toscana Linda Benigni (CA Piombino): la toscana, allenata a Piombino dall'ex azzurro dei 400 Armando Mansani, migliora il personale sino a 17:23.14 in una gara in cui parecchie riscrivono il proprio limite tra le 26 atlete al via. 

Giavellotto (qualificazione) – Francamente non è una grandissima stagione per la categoria: basterebbero 38.00 per passare direttamente in finale e ci riesce solo la marocchina Amina Anice (Team-A Lombardia, 38.53): di buono c’è l’ovvia incertezza nella lotta per il titolo che le 12 elette (limite di 34.54) affronteranno domani. 

100m (finale) – Grande incertezza e attesa per un gruppo che dovrebbe anche esprimere un quartetto affidabile in vista dei Mondiali di Eugene: ma quando “Jo” Herrera comincia a scavare un gap incolmabile, il pathos si affievolisce e gli occhi vanno al display, che segna 11.71 per la veronese dell’Atl. Brescia 1950. Vento a +0.7 e l’azzurra di origini dominicane sale di un bel po’ nelle liste di sempre della categoria: per il resto non si vede una Chiara Torrisi fluida come nella batteria (12.05), tanto che  la catanese del Cus Palermo viene preceduta per la piazza d’onore dalla marchigiana Roberta Del Gatto (Avis Macerata, 11.96). 

800m (batterie) – Tre batterie affollatissime, passano solo le prime due di ciascuna e i due tempi di ripescaggio: c’è da correre o, quanto meno, da districarsi come maestri di tattica. Prima scelta per le partenti in quella iniziale, vinta da Saskia Battistoni (Atl. Alto Garda e Ledro) in 2:12.98, poi un approccio più conservativo che costringe le altre a giocarsi la promozione diretta tramite il piazzamento.   

Lungo (qualificazione) – Nel primo gruppo si rivede il sorriso, ancora un po’ tirato, di “Assia” Angioi (Forestale, 5.59): l’argento mondiale allievi di Lille 2011 sta faticosamente recuperando la condizione dopo gli innumerevoli guai delle ultime due stagioni. Poi entrano le ragazze del secondo gruppo ed è la veneta Eleonora Andreis (Lib. Valpolicella Lupatotina) a rappresentare la felicità grazie al suo terzo salto da 6.02 (-0.4). La prima a qualificarsi è la specialista dei multipli Chiara Calgarini (Atl. Lugo, 5.71), mentre rischia non poco la toscana di papà giordano Jasmine Al Omari (Firenze Marathon), approdata a 5.78 dopo due nulli.

Martello (qualificazione) – Solo tre vanno direttamente in finale per aver superato i 51.00: una è ovviamente l’ex primatista allieve Giulia Camporese (Cus Padova, 56.41 subito al primo lancio), mentre la seconda è la friulana di nascita camerunense Nadia Maffo (Malignani Lib. Udine, 51.90 nel primo gruppo) e la terza un’altra ragazza di origini africane, la trentina dei papà burundiano Noa Ndimuwanko (GS Valsugana, 51.47).  

400m (batterie) – Si fatica un po’ a respirare, vista l’umidità pesante, e la capolista Ilenia Vitale (Lib. Friul Palmanova) soffre un po’ per chiudere in 55.37, comunque la più veloce: nonostante tutto, Lucia Pasquale (Olimpia Club Molfetta) si esprime nella sua classica prestazione d’attacco e fa 55.47- Un paio delle gemelle Troiani, Serena e Alexandra, conquistano la finale: come due delle novità più interessanti di giornata, la pistoiese Alessia Baldi (Acsi Italia, 55.98), capace di migliorarsi di quasi un secondo e mezzo in questo avvio di stagione, e la bolzanina Petra Nardelli (LC Bozen, 56.69), ancora oggi più una specialista dello sci alpino che del giro di pista.  

100m (batterie) – Per quanto il miglior tempo sia della veronese di origini dominicane Johanelis Herrera (Atl. Brescia 1950, 11.91/-0.1), la prestazione di Chiara Torrisi (Cus Palermo) apre anche a soluzioni diverse per la finale: la catanese di San Gregorio migliora il PB di un centesimo (11.97), approfittando comunque di condizioni più favorevoli (+1.4). Per la finale ci vuole 12.22 e non è un tempo da poco: favorite tutte ancora in corsa, ma resta fuori come prima esclusa l’ex campionessa dell’asta Helen Falda (12.31).

Alto (qualificazione) – La quota stabilita di 1.60 non sembra così impegnativa, eppure alla resa dei conti sono esattamente 12 le ragazze che riescono ad ottenerla: tra le nove con progressione immacolata – ça va sans dir – ci sono anche le due già in possesso del minimo per Eugene, l’argento mondiale allieve Erika Furlani (Cus Pisa Atl. Cascina) e l’italo-nigeriana Eleonora Omoregie (Malignani Lib. Udinese). 

Promesse UOMINI

Marcia 10000m (finale) – Si parte con gli juniores, un gruppo decisamente più nutrito degli “under 23”, ma tutto il lavoro di scrematura resta sulle spalle di Francesco Fortunato, il ventenne pugliese dell’Enterprise Sport & Service, davanti all’argento europeo juniores di Rieti, Vito Minei (Atl. Don Milani) e al veneto Leonardo Dei Tos (Bracco Atl.). Al giro di boa, il terzetto diventa una coppia con lo sfilarsi progressivo di Dei Tos: e il derby pugliese si risolve all’ultimo giro, con un attacco secco di Minei (40:53.33), su Fortiunato (41:01.06) e Dei Tos (41:34.45).

Asta (finale) – La lotta per il tricolore si risolve a quota 5.20: Alessandro Sinno (Aeronautica) fa la misura al primo tentativo, mentre Simone Fusiani (Stud. Cariri) sbaglia un salto e poi prova inutilmente di riscattarsi con il personale a 5.25. Fatto sta che il reatino si accontenta del secondo posto e 5.00, davanti a Luca Peggion (Atl. Chiari 1964, 4.70). Una volta sicuro del titolo, l’aviere romano Sinno si dedica ai 5.40 che rappresenterebbero il suo personale all’aperto (uguagliando il PB indoor): tre errori, un paio non disprezzabili. 

3000m siepi (finale) – Al via ci sono l’argento europeo di Tampere 2013, Giuseppe Gerratana (Aeronautica), e i gemelli palermitani di origine tunisina Ala e Osama Zoghlami (Cus Palermo), talenti futuribili della specialità in grande progresso: all’inizio, tuttavia, la gara sembra bloccata, secondo un canovaccio tattico che rischia di rimettere in gioco anche qualche outsider. Solo allo scoccare del secondo chilometro suona la sveglia e Gerratana allunga la fila, tirandosi dietro in quarta ruota l’italo-somalo Mohamed Abdikadar (Stud. Cariri), fratello maggiore del mezzofondista azzurro Mohad.

Il sussulto che chiama la tribuna arriva all’ingresso dell’ultima curva: Gerratana lancia la volata e Ala Zoghlami non molla fino all’ultimo metro, quando riesce a precedere l’aviere siciliano di una spanna (9:01.96 a 9:02.01), poi l’altro Zoghlami, Osama (9:07.22).    

Lungo (finale) – Duello sul filo dei centimetri per due ragazzi emiliani che hanno già vinto titoli di categoria nelle ultime stagioni: alla fine è il piacentino Stefano Braga (Atl. Piacenza) a ritrovare lo smalto dei giorni migliori – compreso il bronzo dei Mondiali allievi di Lille 2011 – con un baldo a 7.48 (+0.4), mentre il modenese Riccardo Serra (La Fratellanza 1874) arriva “solo” a 7.47 (+0.9). Al terzo posto lo specialista delle prove multiple Davide Sottile (Atl. Piemonte, 7.19/+0.6 all’ultimo turno).

Martello (finale) – Sul prato del “Nebiolo” non c’è la fettuccia dei 70 metri e così Marco Bortolato (Malignani Lib. Udine) si limita a lanciare bordate regolarmente oltre quella dei 65: un turno dopo l’altro, con un top da 66.87 subito nel tentativo iniziale, ma le aspirazioni del bronzo europeo juniores di Rieti sono bel altre. Completano il podio Patrizio Di Blasio (Servizi Futura Roma, 62.71) e Carlo Calabrese (Aden Exprivia Molfetta, 58.83), che scalza all’ultimo lancio Lorenzo Puliserti (Atl. Piemonte, 58.49).

100m (finale) – Un po’ nascosto nella batteria del pomeriggio, Lorenzo Bilotti (Imola Sacmi Avis) si scatena al momento di correre per il titolo e firma la finale con 10.49 (+0.8), a 5/100 dal suo PB degli Universitari. Ritorno di fuoco, al momento giusto, per una delle rivelazioni della passata edizione tricolore di Rieti: Federico Cattaneo (Atl. Rovellasca) brucia di un sospiro Alberto Boretti (Cus Genova) e si prende l’argento (10.58 a 10.59).   

800m (batterie) – L’uomo più atteso, ovviamente, è il debuttante nella categoria Emilio Perco (Ana Atl. Feltre), uno che non ha ottenuto il massimo tra gli juniores per una serie di circostanze sfavorevoli (compresa l’assenza forzata agli Europei di Rieti 2013, dove poteva ambire ad una medaglia). Il veneto controlla e viene preceduto dal corregionale Miro Buroni (Coin Venezia) di un centesimo (1:53.03 a 1.%3.04), ma il discorso è tutto puntato sulla finale di domani. 

400m (batterie) – Tema da “stardust memories”, perché il ricordo della storica staffetta d’oro agli Europei juniores di Tallinn 2011 è sempre presente: il finanziere segusino Michele Tricca (Fiamme Gialle, 47.56) spinge seriamente solo fino all’ingresso del rettilineo e poi si fa rimontare dal “quarto uomo” Paolo Danesini (Atl. Cento Torri Pavia, 47.57), mentre il leader stagionale – cronometro alla mano – è ancora l’imperiese Davide Re (Cus Torino), che si impone nella seconda batteria (47.63). Tornano nella terza i fotogrammi esaltanti dell’Europeo in Estonia, grazie a Marco Lorenzi (Fiamme Gialle): il trentino sbuffa, ma non ci sta a cedere il primo posto (47.76), vista la resistenza opposta da Kevin Menzani, modenese della Frattellanza che scende sotto i 48”.   

100m (batterie) – Tra i favoriti, il ligure Alberto Boretti (Cus Genova, 10.64) rispetta il pronostico: invece il campione universitario Lorenzo Bilotti (Imola Sacmi Avis) cede la scena nella sua batteria a Ciro Riccardi (Enterprise Sport & Service), 10.73 a 10.74 per il campano.

Peso (finale) – Il primo titolo della rassegna tricolore va a Daniele Secci (Fiamme Gialle) e non è certo una sorpresa: dopo aver superato diverse volte in stagione i 19 metri il finanziere romano si ferma ben al di sotto del suo personale, 18.14 subito al primo lancio, poi tutti nulli. In testa alle liste all-time di categoria restano i nomi di Alessandro Andrei e Paolo Dal Soglio, difficili da scalzare anche per l’ex argento europeo juniores di Tallinn 2011. Completano il podio Lorenzo Del Gatto (Team Atl. Marche, 16.35) e Michele Carosi (Stud. Cariri, 15.28), entrambi decisamente lontani dai loro limiti. 

Promesse DONNE  

5000m (finale) – L’ultimo titolo della giornata manda in caccia la modenese Giulia Mattioli (RCM Casinalbo): come nella gara juniores, la favorita vuole chiarire da subito le sue intenzioni. In effetti le posizioni sembrano acquisite secondo le gerarchie uscite dalle liste stagionali: inseguono Virginia Abate (Free-Zone) e Sonia Ruffini (Atl. Livorno). A tre giri dal termine si azzera tutto, perché la piemontese Abate raggiunge la battistrada Mattioli e poi prende la testa: una vittoria che premia la determinazione di questa studentessa universitaria  di storia moderna, di stanza a Chivasso ma ora disposta ad allenarsi su questa stessa pista con il tecnico Gianni Crepaldi (l’ex siepista azzurro che la segue da luglio 2013, dopo quello che Virginia definisce “il disastro di Tampere” agli ultimi Europei promesse). Fatto sta che Virginia arriva a cinque secondi dal personale sulla distanza che risale a due anni fa e vince in 16:52.31 (poi Mattioli, 17:05.91, e Ruffini, 17:10.10).      

Giavellotto (finale) – Reduce dalla pedana dell’Olimpico, ieri sera al Golden Gala, Sara Jemai “uccide” la gara fin dal primo turno con un lancio da 53.31: le altre sembrano adeguarsi per un paio di tentativi, poi la finale si accende al terzo lancio e la classifica si modifica in rapida successione. Se l’azzurra di papà tunisino mantiene senza problemi la leadership della categoria – dopo i titoli assoluti – subito dietro si rivede l’ex primatista cadette Roberta Molardi (Cremona Arvedi, 47.65) e poi la novità Celeste Sfirro (Lib. Cernuschese, 45.28): fuori dal podio l’angolana di Pavia Joao Victorina Manuel (Ilpra Atl. Vigevano, 45.06) e la triestina del Cus  Martina Clean, più volte nazionale giovanile (44.48).  

Lungo (finale) –  La finale rischia di perdere precocemente la primatista italiana Dariya Derkach (ieri impegnata nel triplo del Golden Gala a Roma): dopo un salto abortito ed un nullo, l’aviera di origini ucraine rimette le cose a posto con un 6.10 che la proietta al comando. Il fatto è che le altre avvertono le incertezze della favorita e non mollano, a cominciare da Anna Visibelli (Firenze Marathon) e Martina Lorenzetto (Silca Conegliano), in lotta per il podio sul filo dei centimetri. Non è finita, perciò: ultimo salto targato Visibelli fa balzare in testa la brava aretina con 6.21 (+0.8), mentre Dariya Derkach resta Dietro (6.12/+0.5) e la Lorenzetto agguanta il terzo posto (6.06/+0.7). 

100m (finale) – E’ questa la prima finale dello sprint nel programma serale: la più veloce in avvio sembra Judy Ekeh (Sercito), poi Irene Siragusa (Atl. 2005) fa valere la parte lanciata, 11.58 (+0.4). CCompletano il podio la bolognese Silvia Corbucci (GS Valsugana, 11.90) e la soldatessa itlo-nigeriana (11.92). Conferma il suo ritorno ai vertici della categoria la lombarda Giulia Riva (N.Atl. Fanfulla Lodigiana), quarta in 11.95.

Alto (finale) – Ad un certo punto del pomeriggio sembra la replica di tante e tante finali di categoria con un terzetto di protagoniste annunciate come Desiree Rossit (Fiamme Oro), Anna Pau (Atl. Prato) e Debora Sesia (Sisport Fiat): poi, nella lotta per il podio, alla ragazza di casa subentra Teresa Maria Rossi (Cus Pro Patria Milano), 1.76 alla seconda come la pratese Pau e quindi si apre una variazione del tema ormai collaudato. Ma per il titolo il nome è solo quello della friulana Rossit, già salita a 1.87 quest’anno dopo gli alti e bassi delle categorie giovanili: tutto alla prima fino a 1.83 – poi un paio di assalti sfortunati a 1.86 - sotto gli occhi della grande assente Alessia Trost, che ha rimandato il debutto stagionale pur non volendo mancare sulla tribuna del “Nebiolo”. 

400m (batterie) – Dopo essersi espressa al meglio sugli ostacoli, Beatrice Mazza (Bracco Atl.) trova la sua strada nei 400 piani: è suo il miglior crono del turno in 55.63. Identico percorso per la romana Flavia Battaglia (Bracco Atl., 55.97) che proverà a contrastare la lombarda nella finale di domani.

100m (batterie) – Fin dal turno eliminatorio Irene Siragusa (atl. 2005) vuole imporre la sua superiorità alle rivali: la ragazza di Colle Val d’Elsa mette il punto esclamativo con 11.63 (+0.2) nella sua volata d’approccio. E tuttavia il rientro della finalista degli Europei juniores 2013, Silvia Corbucci (GS Valsugana), non può lasciare tranquilla la sprinter toscana: 11.87 per la ventenne bolognese. Una vistosa fasciatura alla gamba di Judy Ekeh (Esercito, 11.98) lascia perplessi sulla salute dei muscoli dell’italo-nigeriana.



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