Trent'anni fa il 19"72 record di Mennea



Il prossimo 12 settembre saranno 30 anni. Tanti ne sono trascorsi dal giorno in cui Pietro Mennea alle Universiadi di Città del Messico corse i 200 metri in 19"72. Un record del mondo destinato a restare un muro da abbattere fino al 1996 (ad opera di Michael Johnson agli US Trials per le Olimpiadi di Atlanta) e che oggi ancora rievoca l'immagine di un'impresa simbolo dello sport nazionale e non solo. Un crono che entro i confini d'Italia e d'Europa tuttora resiste imbattibile e che brilla in mezzo alla luce delle tante medaglie conquistate in una lunga carriera agonistica con ben cinque partecipazioni alle Olimpiadi. Per la Freccia del Sud, tre i metalli vinti ai Giochi Olimpici con l'oro di Mosca sui 200 nel 1980, edizione anche del bronzo nella 4x400 dopo quello vinto a Monaco sul mezzo giro di pista nel '72. Un palmares di cui fanno parte anche l'argento (200) e il bronzo (4x100) dei Mondiali di Helsinki nel 1983 e i 3 ori di Campione d'Europa, affiancati da due argenti e un bronzo continentali. Senza dimenticare che sempre in quella stessa trasferta di Città del Messico nel 1979, Mennea, esattamente il 4 settembre, sui 100 metri fermò il cronometro a 10"01, altro primato ancora imbattuto tra quelli dell'atletica italiana. E a pochi giorni dal trentennale di questo storico record anche il Presidente Nazionale delle FIDAL Franco Arese è intervenuto stamattina a Salerno per la presentazione, a bordo della nave MSC Melody, del libro "19.72 Il Record di un altro tempo". Nel libro il campione barlettano racconta i giorni scanditi da allenamenti che andavano quasi oltre la resistenza umana, l'avvicinarsi lento ma costante all'obiettivo, la partecipazione alle Universiadi voluta proprio pensando alla possibilità di rincorrere nella stessa pista in altura dove Tommie Smith aveva stabilito dieci anni prima il record mondiale, l'abbattimento di quello stesso primato. Pagina dopo pagina scorrono le emozioni, le paure, i sentimenti condivisi con chi gli era vicino, a cominciare dal prof. Carlo Vittori con il quale diede vita a un sodalizio vincente.

Nella foto, Pietro Mennea (archivio FIDAL)



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