Trasferimenti: alcuni suggerimenti




 
Cari Amici,

si avvicina il termine della stagione e si avvicina per me il consueto periodo di preoccupazione per i trasferimenti. Ho già scritto altre volte, sempre in questo periodo, di questo problema. Vi chiedo scusa se insisto ma ritengo sia una questione di importanza vitale per il bene dell'atletica. Sappiamo bene che i trasferimenti, in regione o fuori regione poco conta, sono la maggior causa d'innesco di tensioni fra le società. E tutti i bravi dirigenti sanno che le tensioni fra società sono un danno enorme al movimento. L'atletica sta bene se le società e la federazione riescono a formare un gruppo compatto e a parlare la stessa voce. Se non si parla la stessa voce presto se ne vedono i risultati deleteri. Basta osservare la realtà della nostra regione: le località ove si ottengono buoni risultati sono caratterizzate da rapporti sereni fra società. L'esperienza ci insegna che un trasferimento mal gestito si traduce in molti casi nell'abbandono dell'atleta entro breve tempo.

Vi prego, quindi, di prestare estrema attenzione a come vengono gestiti i trasferimenti. Mi permetto di ricordare alcuni principi fondamentali che assicurano il rispetto del lavoro dei dirigenti. Sono convinto che questi principi debbano essere strettamente seguiti; vi prego di non esitare ad informarmi se riscontrate atteggiamenti non consoni sul territorio regionale.

1) I contatti e le trattative in merito ai trasferimenti, anche se l'atleta è maggiorenne, devono avvenire fra presidenti di società. E' deontologicamente non corretto contattare e trattare direttamente con l'atleta ed informare la società di provenienza solo a cose fatte. Purtroppo l'esperienza ci insegna che ciò accade spesso e talvolta i dirigenti neppure si sentono, incaricando l'atleta stesso di informare la società di provenienza. Nel momento in cui un presidente di società si interessa ad un atleta la prima cosa che deve fare è chiamare il presidente della società di provenienza.

2) Il vincolo sociale è un diritto della società e questo dovrebbe essere ben chiaro agli atleti. Dobbiamo evitare di richiedere il trasferimento di atleti in costanza di vincolo a meno che la società di provenienza sia pienamente favorevole e dobbiamo chiarire con gli atleti che il rispetto del vincolo è un dovere nei confronti del movimento prima ancora che nei confronti della società di origine.

3) I contatti e le trattative per trasferimenti con atleti delle categorie giovanili devono avvenire fra i presidenti di società senza interessare direttamente l'atleta, ma interessando al momento opportuno i genitori. Saranno loro a decidere la soluzione migliore. Intavolare trattative dirette con soggetti minorenni è assolutamente deprecabile.

Infine, desiderò ricordare ai tecnici l'importanza, anche in questo caso, di seguire sempre procedure deontologicamente corrette. Troppo spesso si assiste ad episodi di dissenso, palesemente manifestato, nei confronti di metodi di preparazione altrui. Ben venga la critica, ma deve essere manifestata al tecnico dell'atleta e non all'atleta stesso. Il rapporto tecnico-atleta è una degli aspetti più belli della nostra disciplina, che abbiamo tutti il dovere di rispettare e contribuire a rafforzare.

Vi ringrazio per la vostra attenzione e ribadisco la mia disponibilità a discutere con voi per garantire il rispetto dei principi di cui sopra. Lo considero un mio dovere, non abbiamo bisogno di gesti e persone che contribuiscono a sfaldare il movimento.

A presto,
Alberto Montanari

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