Torun 2021, tutte le sfide d’Europa

01 Marzo 2021

Gli Europei indoor all’edizione n. 36 da giovedì a domenica. Quante star in Polonia: dal duello Duplantis vs Lavillenie nell’asta, alla Mahuchikh nell’alto, alla rivelazione olandese Bol (400) fino al mezzofondo di Jakob Ingebrigtsen

 

di Marco Buccellato

Dalla Scozia alla Polonia nel segno della continuità e anche del rinnovamento. Quindici medaglie d'oro di Glasgow 2019 sono a caccia del bis agli Europei indoor di Torun da giovedì 4 a domenica 7 marzo, ma il contesto continentale presenta diversi protagonisti di età sempre più verde, con ondate under 23 e under 20, a candidarsi per la conquista del podio d'Europa, se non per il tetto. Settore per settore, nome per nome, l'anteprima dell'attesa manifestazione in una Polonia che torna a ospitare un evento globale al coperto dopo il campionato mondiale di Sopot 2014.


VELOCITÀ (60 metri, 400 metri, staffette 4x400)


60 METRI UOMINI - Lo slovacco Ján Volko è il campione uscente e ambisce alla conferma sul podio per la terza volta, contando anche l'argento di Belgrado 2017. La tradizionale forza d'urto britannica sotto i 6.60, quest'anno, è mancata (il solo Robertson quotato a 6.61). Il team Italia cala la carta pesante di Lamont Marcell Jacobs: regolarità impressionante, primati personali in successione, 6.53 con vista sul record italiano di 6.51, proprio in Polonia, a Lodz. Il leader europeo stagionale è il tedesco Kranz (fiammata a 6.52 ai campionati nazionali). Il bronzo di Glasgow, l'olandese Van Gool, è anche lui nella scala reale dei candidati al podio. Novità: il danese in trend di crescita Musah (6.61). Precedenti: Italia all'oro con Stefano Tilli a Budapest nel 1983, poi quattro argenti e tre bronzi. Ultima medaglia di Michael Tumi, Göteborg 2013. 

60 METRI DONNE - Non ci sarà la sprinter di casa Ewa Swoboda, che ha rinunciato alla vigilia e quindi non potrà confermarsi regina d'Europa in sala. Fuori gioco la primadonna britannica Asher-Smith e in assenza delle altre velociste british, è l'elvetica Ajla Del Ponte la più regolare. In crescita la tedesca Lederer, campionessa nazionale, come la sorprendente finlandese Kemppinen, due volte al record nazionale in quindici giorni e ben comportatasi nel meeting di Lodz. 

400 METRI UOMINI - Assente il primatista europeo e oro di Glasgow Karsten Warholm, il veterano Pavel Maslák torna a sentire profumo di podio dopo tre successi di fila dal 2013 al 2017. Tra gli iscritti fioccano gli atleti con ambizioni, a iniziare dalla coppia olandese Liemarvin Bonevacia (unico sotto i 46" nel 2021, 45.99) e Tony Van Diepen, già entrambi con un bronzo al collo, fino all'altro ceco Muller, al francese Jordier e alla coppia di Spagna Husillos-Garcia. Gara difficilmente pronosticabile: da sette edizioni si vince l'oro ben sotto i 46", da dieci anni non vince uno specialista mediterraneo. La Gran Bretagna, che non vince l'oro da venticinque anni, non presenta assi.

400 METRI DONNE - Un 2021, finora, in chiave Olanda, con la sensazionale Femke Bol (quattro volte sotto i 51" fino a 50.64), la degna competitor Lieke Klaver e il bronzo uscente De Witte, unica medaglia olandese sui 400 donne agli Euroindoor, quest'anno meno incisiva, al pari della belga Bolingo, argento due anni fa. Della partita anche l'oro in carica Léa Sprunger, il team UK ripresenta carte in grado di arrivare al podio dopo due edizioni di assenza. Per la Polonia padrona di casa c'è la miglior specialista Justyna Swiety-Ersetic, bronzo a Belgrado. 

4x400 UOMINI E DONNE - Belgio, Spagna e Francia composero il podio maschile di Glasgow. Le indicazioni di quest'inverno fanno propendere per un esito decisamente diverso: la densità competitiva del team Olanda, soprattutto al maschile nonostante le due punte femminili, promuove il quartetto orange in quota podio, assieme a quello della Repubblica Ceca. Per la terza piazza si apre l'orizzonte per la Gran Bretagna, per il Belgio con i tre fratelli Borlée ancora nel team e per la giovane Italia, salita sul podio (e che podio!) solo a Torino 2009. Nella 4x400 donne due squadre molto ben amalgamate, la Gran Bretagna (tre argenti nelle ultime tre edizioni) e la Polonia. Le atlete di casa cercano il terzo oro consecutivo. L'Olanda dei fenomeni Bol e Klaver ha l'occasione per salire per la prima volta sul podio dei Campionati d'Europa indoor.


MEZZOFONDO (800 metri, 1500 metri, 3000 metri)


800 METRI UOMINI - Sulla carta, gara bellissima e tutta da interpretare. Gran Bretagna senza il leader mondiale Giles (1:43.63, secondo di sempre), ma con l'argento uscente Jamie Webb e l'esperto Learmonth per un successo UK che manca da trentuno anni! A Glasgow vinse lo spagnolo De Arriba, in corsa quest'anno assieme al connazionale Mariano Garcia, talento in ascesa. Tanti competitor per il podio, a iniziare dal tre volte campione europeo Kszczot, alla coppia francese Bosse e Robert, al bosniaco Tuka, allo svedese Kramer e all'irlandese English, bronzo due anni fa. 

800 METRI DONNE - Impronta anglosassone anche tra le protagoniste della gara femminile. La giovanissima britannica Hodgkinson ha spazzato via il mondiale U20 in 1:59.03 (ora solo limite europeo dopo l'ennesimo exploit della statunitense Mu), l'irlandese Power ha dimostrato continuità di rendimento, la polacca Jozwik ambisce a un oro che manca da più di quarant'anni alle specialiste di casa. L'unica cosa certa è un podio completamente nuovo, in assenza delle tre dominatrici della finale di Glasgow: Oskan-Clarke, Lamote e Lyakhova. Tra le iscritte la svizzera Selina Büchel, ora signora Rutz, doppio oro sull'asse Praga-Belgrado.

1500 METRI UOMINI - Uno dei motivi di questo Europeo, il tentativo del polacco Marcin Lewandowski di arrivare al terzo oro consecutivo sul miglio metrico, prima di giocarsi la doppietta sui 3000 metri. Con in tasca il titolo degli 800 di Praga 2015, sarebbe il primo a trionfare sulle tre distanze. L'ostacolo alle ambizioni del polacco, se così si può definire, è tale Jakob Ingebrigtsen, punta massima dell'Europa verde, iscritto sia sui 1500 metri, dove è arrivato al sensazionale record d'Europa a Liévin in 3:31.80, e dove a Glasgow fu beffato proprio da Lewandowski, sia sui 3000. Detto del leit-motiv, la gara nella gara sarà tra la coppia spagnola Gomez-Fontes, il secondogenito della famiglia Ingebrigtsen (Filip, in condizione non splendente) e atleti in grado di gestire le bagarre su pista di 200 metri come il britannico Gourley, l'altro polacco Rozmys e il ceco Sasinek.

3000 METRI UOMINI - Al campione uscente Jakob Ingebrigtsen e a Marcin Lewandowski, dopo l'esito dei 1500, si aggiungono le insidie spagnole dall'espertissimo Mechaal (oro a Belgrado), dal siepista Carro e da Katir, leader stagionale in 7:35.29, ma non dal britannico Marc Scott, recentemente strabiliante sui 10.000 metri in California, che non rientrerà dagli Stati Uniti. Outsider di lusso, il francese Jimmy Gressier. Si dovesse procedere sul passo dei 7:55, come suggerisce la logica, l'ordine d'arrivo potrebbe mietere belle sorprese. 

1500 METRI DONNE - Senza Laura Muir, doppia doppietta su 1500 e 3000 a Belgrado e Glasgow, e senza l'irlandese Mageean, terza due anni fa, che ha rinunciato. Andando ancora indietro nel tempo, torna a competere l'altro bronzo a nome Federica Del Buono, Praga 2015. Una gara indecifrabile, dove godono di discrete chances le spagnole Guerrero e Perez (un solo oro alla Spagna in trentacinque edizioni dell'Europeo).

3000 METRI DONNE - La slovena Marusa Mismas, ora signora Zrimsek, vanta il miglior tempo di iscrizione (8:48.82) e un'invidiabile condizione. Anche in questo caso un podio completamente nuovo, con l'assenza delle varie Muir, Klosterhalfen e Courtney-Bryant. Podio alert, dunque, per le olandesi Vastenburg e Koster (bronzo sei anni fa a Praga), e per le britanniche di tre generazioni, la 30enne Ockenden, la senior Markovc (ex-signorina Neale) e l'under 23 Quirk. Condizione non al top per la tedesca Burkard e la svedese Bahta. Outsider, l'ungherese Wagner-Gyürkes.


OSTACOLI 


60 METRI OSTACOLI UOMINI - Presenti le due ultime medaglie d'oro, il britannico Andrew Pozzi e il cipriota di origini slave Milan Trajkovic, che a Glasgow vinse con il crono più alto delle ultime sei edizioni. Il favorito è il francese Wilhem Belocian, con un rendimento elevato quanto costante e punte di 7.45 e 7.46, e un 7.57 come peggior esibizione. Il primatista italiano Paolo Dal Molin, argento otto anni fa a Göteborg, ha il terzo tempo tra gli iscritti (7.55) e una ritrovata competitività. Il polacco Czykier, l'altro francese Manga e l'emergente giovane spagnolo Martinez, cercano spazio e centesimi preziosi.

60 METRI OSTACOLI DONNE - Con il 7.81 di Madrid, l'olandese Nadine Visser ha raggiunto la vetta mondiale stagionale. Alla favorita e campionessa in carica, si aggiunge il ritorno dagli States della britannica Tiffany Porter, di nuovo in buone condizioni (7.89), delle under 23 francesi Samba-Mayela e Bapte e della finlandese di origini albanesi Neziri, la più regolare della stagione con la Visser. Per Luminosa Bogliolo, l'ingresso in finale vale il probabile crocevia del personale, se non del record italiano.


CONCORSI (alto, asta, lungo, triplo, peso)


ALTO UOMINI - Gianmarco Tamberi difende il titolo conquistato a Glasgow, con in dote le quote più alte dal 2016, 2,34 sulla pedana che ospiterà l'Europeo e 2,35 agli Assoluti di Ancona. Tra i rivali più pericolosi per l'azzurro è atteso il bielorusso Nedasekau, già affrontato al meeting di Torun. Ha dato forfait per un problema alla schiena l'ucraino Protsenko, argento due anni fa in Scozia, mentre sono iscritti i giovani connazionali Doroshchuk (19 anni) e Nikitin (21 anni). Tra i talenti affacciati poco sotto i 2,30, il belga Carmoy. E c'è Przybylko, oro d'Europa outdoor.

ALTO DONNE - Ancora 19enne, l'ucraina Yaroslava Mahuchikh è la stella più luminosa del firmamento europeo, salita a 2,06 e destinata a disegnare archi mai visti. Il suo paese non ha mai vinto l'oro europeo indoor, ma per la contingenza stagionale potrebbe fare suo tutto il podio, con Yuliya Levchenko (ben dieci centimetri sotto la Mahuchikh quest'anno, con 1,96) e la Herashchenko, che è la più regolare tra le "altre". In questo gruppo, rientrano le azzurre Alessia Trost (argento a Praga, poi bronzo mondiale a Birmingham) e Elena Vallortigara, sullo stesso piano di saltatrici quali la finlandese Junnila, la britannica Lake e la bielorussa Demidik. Talento fenomenale all'esordio internazionale, la belga 16enne Maes.

ASTA UOMINI - Se volevate il pepe, eccone tanto, con la portata di lusso del 6,06 di Renaud Lavillenie sabato a Aubière. Nell'asta uomini si poteva immaginare uno scenario così, nonostante le meraviglie di Armand Duplantis? L'ultima, i 6,10 di Belgrado, sembravano il biglietto per il paradiso, invece riecco il Re di Francia, già quattro volte oro continentale indoor, a voler competere alla pari con lo svedese, che finora non ha mai partecipato a questa manifestazione. Forse "la" gara dell'Europeo, con un progresso generale di tutto il settore di primo piano. L'ultimo a stupire è stato l'olandese Vloon (5,96), ma mai chiamare out atleti come i polacchi Lisek e Wojciechowski, campione in carica che non ha trovato "la quadra" quest'anno ma cerca l'ennesima resurrezione. Occhio al talento dell'altro francese Cormont, 19 anni e in piena ascesa. 

ASTA DONNE - Senza la russa Sidorova e la greca Stefanidi, si è aperto un corridoio per le possibilità della britannica Holly Bradshaw, già al titolo otto stagioni fa e di nuovo in ottima condizione. E' la favorita, con il contorno di aspiranti al podio che possono identificarsi nel blocco dell'est rappresentato dalla bielorussa Zhuk e dalle ucraine Hladiychuk e Kylypko, nella slovena Sutej, nella svizzera Moser e nell'unica greca iscritta, la 24enne Polak. 

LUNGO UOMINI - L'oro e l'argento di Glasgow, il greco Miltiádis Tentóglou e lo svedese Thobias Montler, sono pronti a succedere a se stessi. Tra gli atleti orbitanti in zona podio, l'ucraino Mazur si lascia preferire ai meno regolari Bitan (Romania) e Fincham-Dukes (UK) e all'albanese Smajlaj, che vinse nella sorpresa generale a Belgrado, invece è out il ceco Juska. 

LUNGO DONNE - La firma al salto più lungo (6,91) è di Larissa Iapichino, che come Gianmarco Tamberi arriva con la miglior misura di iscrizione. Una gara delle più talentuose, dove però - è notizia di domenica - non ci sarà la serba Ivana Španovic, oro delle ultime tre edizioni. Non mancheranno invece la campionessa europea e mondiale all'aperto Malaika Mihambo, e il temibile duo dell'Est rappresentato dall'ucraina Maryna Bekh-Romanchuk e dalla bielorussa Nastassia Mironchyk-Ivanova, entrambe salite sul podio due anni fa a Glasgow. La svedese Sagnia vuole dire la sua (6,82). Dietro di loro, merita la presenza tra le prime otto l'azzurra Laura Strati, dopo la magnifica serie degli Assoluti.

TRIPLO UOMINI - Assente il campione uscente Babayev (azero), la rosa dei candidati al podio si riduce al connazionale, ed ex-cubano, Alexis Copello, a un altro ex-cubano e nazionale portoghese Pedro Pablo Pichardo (miglior misura dell'anno con 17,36), al bronzo di Glasgow e Belgrado, il tedesco Hess, e al francese Raffin. Tra gli elementi che potrebbero rimescolare le carte in pedana, ci sono il bielorusso Nesterenko e il nostro Tobia Bocchi, con la quinta misura di iscrizione e una regolarità di risultati per un Europeo non privo di ambizioni.

TRIPLO DONNE - La greca Paraskeví Papahrístou, dopo il bronzo di Belgrado e l'argento di Glasgow, ambisce al bottino pieno in Polonia, scalzando la campionessa uscente Ana Peleteiro. La spagnola, vista a Madrid, ha incontrato enormi difficoltà tecniche, ma ha abituato a ribaltare situazioni negative in suo favore con una determinazione con pochi eguali. Per le zone alte, gravita ancora la portoghese Patricia Mamona e cerca affermazione la bielorussa Skvartsova. 

PESO UOMINI - Un venerdì da pesi massimi, dove si presentano a giocarsi le medaglie il polacco campione uscente Michal Haratyk (capofila stagionale con 21,83) e un altro pesista già all'oro, il serbo Asmir Kolasinac, mentre un infortunio alla vigilia ha messo fuori causa l'altro polacco Konrad Bukowiecki. Anche il ceco Stanek, due volte sul podio nelle ultime edizioni, ha carte pesanti in dote. L'azzurro Fabbri è in crescita dopo il forzato stop degli allenamenti: il 20,46 di Padova miete fiducia sulle sue possibilità. Tra i pretendenti al podio, l'altro serbo Sinancevic, il bosniaco Pezer e il lussemburghese Bertemes. Qualche numero dal passato e dal presente: Italia senza podio da venticinque anni. Germania senza alcun atleta (nemmeno Storl), la Polonia potrebbe centrare il tris consecutivo, impresa riuscita solo alla DDR nelle prime tre edizioni dei campionati.

PESO DONNE - Difficile immaginare uno scenario diverso da una lotta sul filo dei centimetri tra la portoghese di origini camerunensi Auriol Dongmo (19,65 per la leadership) e la veterana tedesca Christina Schwanitz, argento due anni fa, con un oro e un altro argento in edizioni passate. Nel medagliere, il titolo è stato vinto sempre da atlete dell'est ad eccezione delle tedesche e, nel 2007, dall'azzurra Assunta Legnante. Per Dongmo e il Portogallo, opportunità storica. Come preziosa è la chance della svedese Roos, in cerca della prima medaglia nel peso donne per il suo paese. Stabili le quotazioni della bielorussa Dubitskaya, in ascesa quelle della polacca Kardasz. 


PROVE MULTIPLE


EPTATHLON - La presenza del francese primatista mondiale di decathlon Kevin Mayer, oro quattro anni fa a Belgrado, è garanzia di massima qualità. C'è anche l'oro in carica, lo spagnolo Jorge Ureña. Entrambi gli atleti hanno vinto un europeo dopo un argento. Uno show su sette gare alla ricerca di altri nomi per il podio. Il polacco Wiesiolek presenta il miglior score stagionale tra gli iscritti (6103), l'azzurro Dario Dester ha il biglietto da visita del record italiano (6076), in gara atleti di sicuro affidamento come il tedesco Kazmirek, l'estone Lillemets e il supertalento elvetico Ehammer.

PENTATHLON - Manca il podio di Glasgow, ma ci sono due terzi di quello belgradese: la belga campionessa di tutto Nafissatou Thiam e Ivona Dadic, punta della spedizione austriaca. Per il podio, chances dalla belga Vidts all'ungherese Krizsán, dalla polacca Sulek allo splendido talento spagnolo Vicente. Medagliere: Thiam un oro e un argento, Dadic un argento, Spagna mai sul podio, ultima medaglia polacca ventun anni fa.

AGGIORNATO MERCOLEDÌ 3 MARZO, ORE 14

 

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Femke Bol, Yaroslava Mahuchikh, Jakob Ingebrigtsen (foto Colombo/FIDAL)


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