Terrasarda 2011. Il riepilogo di Alessandro Floris.



Arzana– E’ stato il giamaicano Steve Mullings  la stella del meeting internazionale di atletica leggera Terra Sarda che ad Arzana ha festeggiato le nozze d’argento (25^ edizione) della Sardegna con la grande atletica. La collaudata organizzazione del comitato regionale della Federatletica presieduto dall’infaticabile Sergio Lai ha fatto davvero il paio con l’altrettanta perfetta verve organizzativa del sindaco Marco Melis  che rimboccatosi letteralmente le maniche ha coinvolto nell’allestimento della rassegna almeno, se non di più, mezzo paese. Per questo centro ogliastrino abbarbicato sulle pendici del monte Idòlo a 600 metri di quota si è trattato della consacrazione a suon di risultati di un meeting la cui edizione dello scorso anno era stata ostacolata dal maltempo. Quest’anno, cambiata la data (30 luglio contro settembre), tutto è filato per il meglio e una splendida giornata ha accolto migliaia di appassionati di atletica allo Stadio Sturrusè, a 800 metri d’altezza sul mare. Ma la data non ha portato solo giovamenti dal punto di vista meteorologico: in piena stagione agonistica, con i mondiali alle porte, non è stata per gli atleti la solita vacanza di fine anno (tema che ha fatto dolere gli organizzatori, mal ripagando gli immani sforzi economici, in tantissime altre occasioni del Terra Sarda). Non a caso Arzana rimarrà negli annali del meeting non solo cme tappa di passaggio della grande atletica ma anche per i numerosi record del meeting migliorati. Che le cose potessero andare veramente bene lo si era già visto in occasione delle prove giovanili, con i cadetti Elena Mura (Cus Cagliari) e Giovanni Canu (Delogu Nuoro) in grado di firmare i propri personali (rispettivamente 10.23 e 9.37) entrambi con una bava di vento contrario. Per la Mura si è trattato dell’ottava prestazione italiana stagionale, per Canu dell’undicesima. L’anello di congiunzione tra le prove giovanili e quelle internazionali sono stati i 100 metri under 23 maschili, con Luca Lai (SS Atletica Oristano), vicecampione regionale assoluto, piombato sul traguardo in 10.78, cinque centesimi in meno del suo personale e non molto lontano dal 10.71 ampiamente ventoso (+3.5) delle eliminatorie degli assoluti sardi. Nell under 23 femminile primo posto per Alessandra Marceddu (Cus Cagliari), che poi sarà in gara anche nei 400 metri internazional, in 12.33 (quinta prestazione regionale dell’anno). Nei 100 metri allievi successi per Davide Melis (Atl. Airone Terralba) in 11.21 (-1.0) e Nadia Neri (Cus Cagliari), 12.73 (-0.5).  Quindi, fuoco alle polveri delle gare internazionali, con i 100 hs in cui Marzia Caravelli (Cus Cagliari), prossima azzurra a Daegu, ha replicato il 13.01 (con vento a 0.0) di pochi giorni prima a Pergine che la conferma al terzo posto delle liste italiane all-time, a 4 centesimi dal record di Carla Tuzzi (1994). Dietro di lei, bene con 13.15 Veronica Borsi (Fiamme Gialle), reduce da argento e primato personale (13.08) ai Mondiali Militari di Rio de Janeiro. Terza la colombiana Brigitte Merlano (13.19) e quarta Micol Cattaneo (Carabinieri), 13.34. Unico rammarico per la Caravelli l’avvio al rallentatore che le ha impedito di infrangere il muro dei 13 secondi netti, traguardo ormai alla sua portata. Neppure cinque minuti dopo è stato Steve Mullings a infiammare lo Sturrusè: la sua volata sui 100 metri ha fatto fermare il cronometro sul 9.93 (+1.4), ampiamente record del meeting Terra Sarda (precedente del canadese Ben Johnson, 10.10 nel 1987 allo Stadio Sant’Elia di Cagliari) e addirittura meglio del 9.94 del nigeriano Osmond Ezinwa fatto registrare a Pula nel 1996 con 5.2 metri di vento a favore. Insomma, due primati cancellati in un colpo solo per il 100 metri più veloce mai corso in Sardegna, con l’altro giamaicano Lerone Clarke secondo in 10.13 e la sorpresa Sanneh Suwaiboi, del Gambia, in 10.25. Peccato che per una falsa partenza (che “rottura” questo regolamento …. !!!!) abbia dovuto rinunciare alla gara lo statunitense Travis Padget, accreditato di 9.89 (quest’anno 9.99) che avrebbe corso proprio nella corsia accanto a Mullings. Il 9.93 pertanto è una sorta di primato “regionale” per lo sprinter che farà parte, con Bolt, Powell e Carter, della magica staffetta 4x100 della Giamaica agli imminenti campionati del mondo. Gli Stati Uniti sono avvisati. Più tardi, Mullings replicherà successo e applausi anche sui 200 metri vinti in 20.22 con una bava di vento (+0.2) a favore. Anche questo meglio del precedente primato del meeting stabilito dal brasiliano Andres Da Silva con 20.58 nel 1999 allo Stadio dei Pini di Sassari in occasione della dedica del campo sassarese al grande quattrocentista Tonino Siddi. Nella prova femminile, invece, la campionessa italiana Caravelli sarà quarta in 23.59 dietro il tris statunitense composto da Tiffany Townsend (22.88), Alexandria Anderson (22.90) e Charonda Williams (22.97). Anche questa, forse, è la gara dei 200 metri più veloce, nel complesso, corsa nelle varie edizioni del Terra Sarda (pur sotto il primato del meeting della russa Galina Malchugina, 22.49, del 1992 al campo scuola di Nuoro). Americane in gran spolvero anche nei 100 metri donne, con la bellissima Alexandria Anderson  che firma l’ennesimo primato del meeting in 11.12 (precedente 11.23 di Endurance Ojokolo, Nigeria, nel 2002 al campo di atletica di viale Diaz a Cagliari. Anche questa volta si tratta di due primati cancellati, visto che la Anderson con un tratto di penna ha fatto fuori il record del meeting ventoso, fissato a 11.12, della giamaicana Chioma Ajunwa, stabilito nel 1996 a Pula con una bufera alle spalle (+5.5).  Nello sprint breve al femminile, prima delle italiane Giulia Arcioni (quarta in 11.88), qualche pelo davanti a Maria Aurora Salvagno (11.93) in fase di ristrutturazione dopo i recenti cambiamenti di vita. Dopo i 400 metri non certo al fulmicotone, vinti da dal giamaicano di turno, Spence Lansford in 46.36 (con l’isolano Mauro Toro al traguardo in 49.66, non lontano dal suo personale) e dalla vicecampionessa iridata (ma guarda un po’, anche questa giamaicana) Sherika Williams in 51.06 (con la prossima staffettista azzurra ai mondialiMaria Enrica Spacca, terza in 52.77, e l’isolana Alessandra Marceddu al traguardo in 58.77) è stato dato il “là” alle prove di mezzofondo. Negli 800 metri successo per un'altra azzurra in partenza per i Mondiali di Daegu, la quattrocentista Marta Milani (Esercito) che, in versione ottocentista, si è imposta in 2:02.91 sulla russa Vosmerikova (2:03.07) e sulla polacca Setowska (2:03.20). Per la bergamasca si tratta di un tempo non troppo distante dal personal best sugli 800, 2:01.50, stabilito a giugno in occasione del Memorial Nebiolo di Torino. Peccato che la Milano non abbia avuto la necessaria fiducia in se stessa e sia rimasta troppo lontana dalla “lepre” di turno, la russa Alena Grazkowa, in attesa delle mosse dell’altra russa, Anastasiya Vosmerikova che le è rimasta sempre alle spalle, altrimenti un tempo sotto i due minuti avrebbe suggellato la sua gara.  Per Elisabetta Artuso (Forestale) un buon 2:03.74 e per Emanuela Baggiolini (Cus Cagliari), invece, primato personale e migliore prestazione sarda stagionale in 2:09.65. Nella doppio giro di pista al maschile sprint vincente per il marocchino Amine El Manaaoui in 1:46.48, con Giordano Benedetti (Fiamme Gialle) quarto, come ai recenti campionati europei under 23 di Ostrawa, in 1:48.53 e l’isolano Nicola Muntone (Atl. Leg. Porto Torres, 1:56.18) troppo staccato per trovare il treno giusto e andare a migliorare il suo personale di 1:54 e briciole. Nei 3000 metri “afrika on the road” con il campione mondiale delle siepi Ezekiel Kemboi (7:49.95) “naturalmente” primo nella gara maschile e l'etiope Asmerawork Bekele (9:04.85), alla sua seconda presenza di onesta lavoratrice della pista ad Arzana, che firma il record del meeting (precedente della keniana Mercy Cherono, 9:05.52 dello scorso anno, ovvero Arzana cancella Arzana). Tra gli uomini da segnalare in chiave regionale Mattia Scalas (Atl. Serramanna), 8:43.57, e Giuseppe Mura (Civitas Olbia), 8:48.09. Tra le donne quinto posto di Claudia Pinna (Cus Cagliari), 9:32.25, un bel po’ alle spalle di Elena Romagnolo (Esercito), 9:16.32. Chiudiamo le gare internazionali con i salti. Le emozioni maggiori le ha regalate il cubano Wilfredo Martinez che si è spremuto fino all’ultima stilla per atterrare agli 8 metri nel salto in lungo. Si è fermato a 7,93 del terzo tentativo (-0.2) davanti al cileno (è stata prima volta del Cile al Terra Sarda) Daniel Pineda con 7.37 (0.0). Da dimenticare le altre misure. Nel salto in alto maschile l’USA Jamie Nieto ha valicato un discreto 2.20. Tra le donne successo per la russa Ekaterina Fedotova (1.85) sulla nigeriana del Cus Cagliari Doreen Amata (1.83). In chiusura, prima del fuochi d’artificio, nuovamente gare regionali: nei 1500 metri uomini successo per Massimo Spiga (Pol. Gonone Dorgali) in 4:08.50, nei 1500 metri master donne vittoria di Valeria Sailis (Parteolla Dolianova, W40) in 5:09.85 e nei 1500 metri master uomini gradino più alto del podio per Patrick Mei (Atl. Iglesias, M35) in 4:28.36.  



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