TORTU 9.99, BATTUTO IL RECORD DI MENNEA

22 Giugno 2018

Il ventenne delle Fiamme Gialle abbatte a Madrid il muro dei 10 secondi nei 100 metri ed entra nella storia dell'atletica azzurra


 

di Marco Sicari

Un’impresa di quelle che fanno la storia, la piccola, grande storia dell’atletica italiana. Madrid regala a Filippo Tortu e a tutto il movimento azzurro una serata indimenticabile, con uno dei record più antichi, il monumentale 10.01 di Pietro Mennea nei 100 di Città del Messico, stabilito il 4 settembre 1979, che cade, abbattuto dall’inarrestabile talento del sardo-brianzolo, ormai lanciato nel firmamento internazionale dello sprint. Tortu è secondo nella finale del meeting madrileno, ma il cronometro gli assegna il premio più ambito, ovvero, un tempo a tre cifre: 9.99 (vento +0.2), due centesimi meglio del record di Pietro Mennea, uno al di sotto della barriera delle barriere in atletica leggera. In gara lo precede solo il cinese Su Bingtian, capace di 9.91 e soprattutto di riscattarsi dopo l’ex-aequo della batteria, quando era piombato sul traguardo insieme all’azzurro, entrambi accreditati di 10.04 (-0.1). Ma poco importa, Tortu attende il responso del cronometro, capisce che l’impresa, così come l’avversario, è vicina, vicinissima: all’apparire delle tre cifre, esplode in una gioia incontenibile, grida, corre, abbraccia tutti, il fratello Giacomo per primo, ma poi tutto il suo numeroso team, il manager, coach-papà Salvino per ultimo, ma questo è visibilmente il momento più intenso. È il risultato della serata, il pubblico del Moratalaz lo adotta, il tabellone del cronometro diventa suo per uno scatto fotografico storico, le troupe televisive arrivate appositamente dall’Italia lo bramano in zona mista. Lui, Filippo, dopo la gioia, torna presto tranquillo, nei confini che tutti gli riconoscono, quelli dell’uomo di ghiaccio, e scansa subito il paragone con Pietro Mennea, come fatto tante volte in questi mesi: “Lui rimane il più grande – le parole di Filippo – non ci sono discussioni. Io sono felice per questo risultato, ma Pietro ha fatto la storia dello sport. Oggi il merito è al 99% di mio padre Salvino, è lui che si realizza per questo mio risultato, si realizza come tecnico capace di innovare, di portare nuove idee e metodologie. È un grande allenatore”.

VIDEO | FILIPPO TORTU COMMENTA IL RECORD ITALIANO 9.99 A MADRID

Le interviste si susseguono, così come i selfie e le richieste di autografi, Filippo è la star, ma è ora di andare all’antidoping, bisogna fissare da ogni punto di vista quel crono a tre cifre. “La mia strada è già fissata, questo record non cambia molto – conclude Tortu – l’obiettivo annuale è rappresentato dai Campionati Europei. Se mi migliorerò ancora? Io credo di sì: faccio atletica per migliorarmi sempre”. La strada è fissata. Ora l’inevitabile overdose di attenzioni mediatiche, il ritorno tra gli affetti più cari, e poi subito via con i Giochi del Mediterraneo, ancora in Spagna, Tarragona, dove correrà la staffetta 4x100. Il meeting di Montecarlo, con i suoi 200 metri, rappresenta l’ultimo (possibile) step prima di Berlino. Dove Filippo non ha ancora deciso cosa fare. “Lo vedremo – chiarisce papà-coach Salvino – ci metteremo seduti con il presidente Giomi, il DT Locatelli, coach Filippo Di Mulo, con la Federazione, e vedremo cosa fare, se solo i 100, o anche i 200. Per ora mi godo il risultato di Filippo, lo avevo sognato, questo è sicuramente uno dei momenti più belli della mia vita. In batteria Filippo aveva sbagliato, andando troppo sulle frequenze: ne abbiamo parlato, e si è corretto, perché due di seguito non ne sbaglia”. Già questo è il dato atipico, straordinariamente atipico di questo campione che riesce a correggersi sempre, che impara dai propri errori e ha la sensibilità motoria, oltre che la freddezza nervosa, di eliminare ogni asperità. La corsa del record è magnifica: buona partenza, non troppo distante da uno specialista come Su Bingtian, e poi quel lanciato che è ormai la nota caratteristica di Tortu. In definitiva, 43,5 appoggi, dal blocco al traguardo, con un'azione sempre composta. Tra i battuti, anche uno specialista come il sudafricano Simbine, rimasto a due centesimi, già capace di 9.98 in batteria. È una notte magica per l’atletica azzurra. La notte madrilena di Filippo Tortu.

VIDEO | L'EMOZIONE DI SALVINO TORTU, PAPA' E COACH DI SUPER PIPPO

LA NOTA STATISTICA - Il ventenne delle Fiamme Gialle, allenato da papà Salvino, è il 134° uomo in ordine cronologico sotto i 10 secondi nella storia dell’atletica. Adesso è il quindicesimo europeo di sempre a livello assoluto e il sesto tra gli under 23, oltre che il terzo europeo bianco dopo il francese Christophe Lemaitre (9.98 nel 2010, poi migliorato fino a 9.92 nel 2011) e l'azero con passaporto turco Ramil Guliyev (9.97 nel 2017). Nelle liste stagionali del Vecchio Continente invece consolida la terza posizione.

IL PIU’ GIOVANE IN EUROPA - Filippo Tortu, a 20 anni e 7 giorni di età, diventa il più giovane atleta europeo della storia a scendere sotto i 10 secondi. Un primato che fino a ieri apparteneva al francese Christophe Lemaitre che ha corso in 9.98 a Valence, il 9 luglio 2010, quando aveva 20 anni e 28 giorni. A livello globale, lo sprinter azzurro è terzo in questa speciale classifica dei più giovani ad abbattere la fatidica barriera. Prima di compiere vent’anni ci sono riusciti soltanto lo statunitense Trayvon Bromell, recordman mondiale under 20 con 9.97 (a Eugene il 13 giugno 2014, a 18 anni, 11 mesi e 3 giorni di età), e il nigeriano Seun Ogunkoya, 9.97 a Formia il 13 luglio 1997, a 19 anni, 6 mesi e 16 giorni.

10.04 IN BATTERIA - Tortu in precedenza aveva vinto la batteria dei 100 metri al Meeting di Madrid. Lo sprinter azzurro, presentato con il clamore dedicato ai grandi dallo speaker della manifestazione, corre in 10.04 sulla pista dello stadio Moratalaz (vento quasi nullo: -0.1) eguagliando il crono realizzato il 31 maggio al Golden Gala di Roma, e guadagnando l'accesso alla finale (in programma alle ore 21.15). In questo primo round, corso sul rettilineo opposto a quello d'arrivo, l'azzurro taglia il traguardo appaiato il cinese Su Bingtian, l'ex primatista nazionale dei 100 e argento mondiale indoor dei 60 metri, a pari merito in 10.04 come l'italiano. Tutto come da copione: Su Bingtian, specialista delle prove in sala, è più lesto in fase di avvio, e guadagna circa un metro su Tortu; l'azzurro non si scompone, lancia la sua ormai caratteristica progressione fino a riagganciare negli ultimi appoggi l'avversario. Nella prima batteria, successo e crono sub-10 secondi per il sudafricano Akani Simbine: il suo 9.98 è ovviamente il miglior tempo di ammissione alla finale.

DONATO 16,62 PER COMINCIARE - Nella gara di esordio stagionale all’aperto Fabrizio Donato (Fiamme Gialle) atterra a 16,62 (+0.1) sulla pedana del triplo. L’infinito capitano azzurro, a 41 anni, inizia la gara con 16,04 e poi va in crescendo: 16,51-16,60-16,62 prima di passare il quinto tentativo e chiudere a 16,09 per finire quinto. L’unico a superare i 17 metri questa sera è il cubano naturalizzato azero Alexis Copello con 17,01 (0.0). Sui 3000 siepi il vicecampione europeo under 23 Ahmed Abdelwahed (Fiamme Gialle) è settimo in 8:35.91 migliorando il record personale di quasi un secondo. Nell’alto ottavo Christian Falocchi (Brixia Atletica 2014), appena entrato in Fiamme Oro, con il primato stagionale di 2,20 alla terza prova nella gara vinta dall’iridato indoor russo Danil Lysenko a quota 2,30 mentre il giavellottista Roberto Bertolini (Fiamme Oro) coglie il sesto posto con 74,11.

LA SPAGNA VA A 400 - Tra gli altri risultati, da segnalare la super gara dei 400 piani, con ben tre atleti (due dei quali spagnoli) al di sotto dei 45 secondi: alle spalle del dominicano Luguelin Santos, capace di 44.66, si piazzano Bruno Hortelano, record di Spagna con 44.69, e Oscar Husillos, personale fissato a 44.73; messaggio chiaro in vista degli Europei di Berlino (e il 45.58 del terzo spagnolo, Garcia, settimo, la dice lunga anche in chiave staffetta del miglio).

(hanno collaborato Alessio Giovannini e Luca Cassai)

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