Stano frenato dai “rossi”: 14esimo nella 20 km

04 Ottobre 2019

Tre richiami e due minuti di stop per il marciatore azzurro ai Mondiali di Doha, a sei chilometri dal termine quando era all’inseguimento del giapponese Yamanishi, medaglia d’oro


 

Nottata amara per gli azzurri della marcia ai Mondiali di Doha. Nella 20 chilometri Massimo Stano, partito tra i favoriti della vigilia, conduce una prova di testa ma riceve tre richiami dai giudici al 14° km e di conseguenza due minuti di stop, quando era all’inseguimento del leader con una dozzina di secondi di ritardo. Esce così dalla lotta per le prime posizioni e alla fine è quattordicesimo* in 1h31:36 nella gara più lenta della storia iridata a causa del caldo, anche se stavolta con vento sul percorso. Ancora una vittoria asiatica e primo successo giapponese su questa distanza in 1h26:34 per il 23enne Toshikazu Yamanishi, che in questa stagione era diventato il quarto di sempre con 1h17:15. Argento al russo neutrale Vasiliy Mizinov (1h26:49), terzo lo svedese Perseus Karlstrom (1h27:00), mentre l’altro azzurro Matteo Giupponi è venticinquesimo in 1h34:29. Per il Giappone, finora mai a segno nella marcia ai Mondiali, c’è quindi il bis a pochi giorni dall’oro di Yusuke Suzuki nella 50 chilometri, invece al femminile doppietta cinese.

STANO: “COLPA DI NESSUNO, EVIDENTEMENTE HO MARCIATO MALE” - “L’amaro in bocca l’ho provato a Berlino - le parole di Stano, che rievoca anche il quarto posto degli Europei dello scorso anno per un solo secondo - e lo provo anche oggi. Non do la colpa a nessuno, probabilmente oggi marciavo male e mi meritavo la penalty zone. Ho provato rabbia, non volevo ripartire, ma indosso la maglia della Nazionale e ho voluto onorarla fino in fondo. Non ho recuperato molte posizioni ma ho resistito fino alla fine al mio ritmo cercando di marciare il meglio possibile per evitare la squalifica negli ultimi chilometri. Oggi è la 52esima settimana di allenamento e mi aspettavo ben altro. Ma la marcia è così, miglioreremo la tecnica perché sicuramente c’è qualcosa che non va. Mi servirà di lezione. Se vogliamo diventare campioni gli step sono anche questi: bisogna portare a casa, incassare, e un giorno ce la farò”.

VIDEO | LE PAROLE DI MASSIMO STANO

GIUPPONI: “SPERAVO MEGLIO, NESSUNA SCUSA” - “Faceva caldo - il commento di Giupponi - ma c’era per tutti. La gara è andata male, speravo di fare molto meglio e da qui devo ripartire per la prossima stagione. Ho sentito molta fatica muscolare, avevo le gambe pesanti. Nessuna scusa. Mi rimetterò ancora in gioco. E intanto festeggerò la medaglia di Eleonora (Giorgi, la sua compagna, ndr) perché lei è stata grande, ha fatto un’impresa”.

VIDEO | LE PAROLE DI MATTEO GIUPPONI

5 km - Si comincia su un ritmo intorno ai 4:30 ogni mille metri, con l’azzurro Massimo Stano in controllo nella parte alta del gruppo. C’è vento sul percorso, seppur caldo. All’inizio i più attivi sono l’australiano Dane Bird-Smith e il colombiano Jhon Alexander Castaneda: passaggio di 22:26 dopo cinque chilometri, Stano terzo in 22:27, l’altro azzurro Matteo Giupponi al 23° posto provvisorio in 22:30.

10 km - Al sesto chilometro si affaccia davanti il britannico Callum Wilkinson, mentre il cinese Wang Kaihua piazza il primo attacco della gara. Ma è il giapponese Toshikazu Yamanishi che va subito all’inseguimento per ricucire lo strappo e poi allunga decisamente. Cresce il vantaggio del nipponico: otto secondi che diventano tredici (crono parziali di 4:17 e 4:15 all’ottavo e al nono km). Metà gara con Yamanishi in 44:06, a diciassette secondi un gruppo di sei atleti comandato dallo svedese Perseus Karlstrom e che comprende anche Stano, sesto in 44:23, oltre al cinese Wang, all’altro giapponese Koki Ikeda e al turco Salih Korkmaz, con il russo neutrale Vasiliy Mizinov leggermente staccato. Trentaduesimo, a un minuto e quaranta, Giupponi in 45:46.

15 km - L’azzurro Stano, al dodicesimo chilometro, prova a prendere in mano la situazione e si porta in testa al gruppo, accorciando il ritardo da Yamanishi a 12 secondi, ma per due volte viene richiamato dai giudici. Ormai c’è un quartetto di inseguitori con Karlstrom, Ikeda, Stano e Korkmaz, a 14 secondi dal leader dopo tredici chilometri. Arriva però il terzo “rosso” che costringe l’azzurro a osservare due minuti di stop in “penalty zone”. Al 15° km guida ancora Yamanishi in 1h05:28 con quindici secondi su Karlstrom, alle sue spalle in solitaria, poi Korkmaz, Mizinov e Ikeda a quasi mezzo minuto, invece è quattordicesimo Stano (1h08:18, a due minuti e cinquanta) e 27° Giupponi (1h09:52, a oltre quattro minuti).

Arrivo - Sempre più delineate le posizioni: al 17° km diventano sedici secondi per Yamanishi (1h13:50) nei confronti di Karlstrom (1h14:06), invece Mizinov nella lotta per il bronzo guadagna su Korkmaz (1h14:25 e 1h14:35) e Ikeda sembra ormai tagliato fuori, a oltre un minuto dal battistrada. C’è però il sorpasso in seconda posizione, a un chilometro dalla fine, con il gran finale di Mizinov che supera Karlstrom. Oro al giapponese Yamanishi in un crono decisamente appesantito dalle condizioni climatiche (1h26:34). Finora il tempo più alto per vincere un titolo mondiale era stato quello del ’99 a Siviglia (1h23:34 del russo Ilya Markov). Argento per Mizinov (1h26:49) e lo svedese Karlstrom si deve accontentare del bronzo (1h27:00) davanti al tedesco Christopher Linke (1h27:19), quinto Korkmaz (1h27:35). Più lontano Ikeda, sesto in 1h29:02. Al traguardo Stano è quattordicesimo (1h31:36), Giupponi venticinquesimo (1h34:29).

*Il piazzamento di Stano è stato modificato da 13esimo a 14esimo dopo l'inserimento in classifica, al quarto posto, del tedesco Linke. Giupponi da 24esimo a 25esimo.

l.c. - naz.orl.

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