Schwazer bronzo, squadra d'argento: la marcia ital




 
Uno splendido Alex Schwazer conquista la medaglia di bronzo nei 50 km della Coppa del Mondo di Cheboksary (Russia), trascinando anche la squadra azzurra ad uno storico argento iridato. L'altoatesino è giunto terzo in 3h37:04 nella gara che ha visto il russo Denis Nizhegorodov ottenere il record del mondo, fissato in 3h34:14 (precedente: 3h35:47, Nathan Deakes, Geelong, 2-12-2006); tra i due, l'altro russo Vladimir Kanaykin (il primatista del mondo dei 20km), finito soli nove secondi davanti all'italiano. Schwazer è sempre stato nel vivo della corsa, animandola nelle primissime battute; poi, è stata la volta di Nizhegorodov, che ha lasciato la compagnia degli avversari poco prima del ventesimo chilometro. Per lui, vantaggio crescente, con Schwazer dapprima distanziato, e poi autore di una entusiasmente rimonta (scattata quando si è reso conto che il battistrada era avanti di un minuto), giro dopo giro, a recuperare terreno ed avversari, dal sesto al quinto, dal quinto al quarto, e poi al terzo. Strepitosa anche la rimonta di Kanaykin (41:16 dal 30esimo al 40esimo chilometro!), capace di agganciare in testa il compagno di nazionale intorno a otto chilometri dal traguardo: uno sforzo pagato caro, con la reazione del neo primatista del mondo a fare l'ultimo decisivo break prima del 45esimo. A quel punto Schwazer ha messo dentro l'anima, realizzando un'utlima frazione di 21:04, che lo ha portato a soli nove secondi dal secondo classificato. In chiave italiana, eccellente nono posto del romano Marco De Luca (3:49.21), e diciannovesimo del triestino Diego Cafagna (con il personale di 3:53.46), il vero artefice dell'argento azzurro, con la rimonta di ben otto posizioni negli ultimi quindici chilometri. Completano la prestazione italiana il 35esimo posto di Dario Privitera (4h02:32), ed il 57esimo posto di Matteo Giupponi (4h20:10). Alla fine, oro per la Russia, argento per l'Italia, con il Messico terzo e la Spagna quarta distanziati rispettivamente di uno e due punti. Si è trattato di una delle più grandi gare dei 50 km di sempre, e non solo perché il record del mondo è stato così nettamente migliorato (- 1:33 rispetto al limite di Deakes), ma anche perché l'occasione ha concentrato un notevole numero di grandi prestazioni. Il 3h36:55 di Kanaykin (che è soprattutto il primatista del mondo dei 20km) è la nona prestazione mondiale di sempre, mentre Schwazer non si è migliorato nella lista dei top 10, perché dalla sua vantà già la quarta prestazione all-time (il clamoroso 3h36:04 di Rosignano Solvay nel 2007). C'è da dire che Nizhegorodv (nato a Saransk il 26 luglio del 1980), è per certi versi tornato a prendersi ciò che gli apparteneva, perché il suo limite precedente, 3h35:29 (giugno 2004), non è mai stato omologato come record del mondo (e lo sarebbe stato già) perché in quell'occasione, a Cheboksary, la giuria mancava del numero previsto di giudici internazionali. In carriera, il neo primatista del mondo vanta l'argento olimpico di Atene, e poi "solo" un quarto ed un quinto posto mondiali, ottenuti nelle ultime due edizioni (sempre dunque alla spalle di Schwazer). Per gli amanti dei numeri, ecco i parziali della prova di Schwazer: 10km 44:47 (22:28) 15km 1h06:22 (21:35) 20km 1h27:45 (21:23 - 42:58) 25km 1h49:34 (21:49) 30km 2h11:14 (21:40 - 43:29) 35km 2h32:53 (21:39) 40km 2h54:24 (21:31 - 43:10) 45km 3h16:00 (21:36) 50km 3h37:04 (21:04 - 42:50) La gara donne Dopo la splendida mattinata dedicata alla cinquanta chilometri, è venuto il turno della prova femminile. Anche in questo caso, trionfo russo (alla fine, in due gionri, hanno perso solo uno dei dieci titoli in palio: quello dei 20km maschili, vinto da Fernandez). Ad imporsi è stata l'attesissima Olga Kaniskina, la primatista e campionessa del mondo in carica, in uno spettacolare 1h25:42. Per lei, gara di testa dall'inizio alla fine, come d'abitudine. Hanno provato a seguirla le compagne di nazionale, ma alla fine ha trenuto solo la Sibileva, in 1h26:42. Terza piazza per la supefacente portoghese Vera Santos, miglioratasi fino a 1h28:17. Azzurre lontane dal cuore della gara, ma con risultati che vanno letti in maniera diversa: poco esaltante il ventesimo posto della Rigaudo in 1h32:38 (il suo recupero però è pieno, e bisogna pazientare ancora un po' prima di poterla rivedere dalle parti della testa), mentre va elogiata la non ancora ventitreene Valentina Trapletti, ventisettesima con il personale di 1h34:10. A chiduere la classifica di squadra, dopo i ritiri di Giordano e Orsini, il 46esimo posto della ventenne Federica Ferraro. Italia settima (medaglie a Russia, Portogallo e Spagna), un posto meglio di La Coruna 2006. m.s. STAT - Quello di Alex Schwazer è il nono podio italiano nella storia di Coppa del Mondo. Prima dell'altoatesino, otto presenze azzurre individuali tra i primi tre (compreso il Trofeo Lugano), raccolte da sette atleti. Due le vittorie, con Abdon Pamich nel 1961 (che fece suo il bronzo nel 1965) ed Erica Alfridi (a Torino 2002). Poi, l'argento di Maurizio Damilano (1985), e i bronzi di Paolo Gregucci (1977), Alessandro Pezzatini (1981), Sandro Bellucci (1981) e Ileana Salvador. Meglio, decisamente, a squadre: tre ori, sette argenti, sette bronzi (l'ultimo, quello della squadra dei 20km maschili a Naumburg, nel 2004). L'argento odierno è la diciottesima medaglia tricolore nella storia della manifestazione. Nella foto in alto, il podio della 50 km maschile; in basso, la squadra azzurra posa con la medaglia d'argento. (FIDAL) File allegati:
- IL SITO DELLA IAAF


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