Schwazer Dudince vale Londra

24 Marzo 2012

In Slovacchia, il carabiniere altoatesino vince la 50km in 3h40:58 e stacca il pass per i Giochi Olimpici

 

Alex Schwazer vince la 50km di Dudince (Slovacchia) e ottiene lo standard di partecipazione per i Giochi Olimpici di Londra. E lo fa con un crono, 3h40:58, ben al di sotto del "minimo" richiesto (3h54:00), sua quarta migliore prestazione di sempre che, al momento, lo pone al numero uno delle liste mondiali 2012. Era dal 7 marzo 2010 a Signa (FI) che il carabiniere, complice anche un infortunio ad inizio 2011, non portava a termine la gara più lunga e faticosa della marcia, della quale proprio lui è il campione olimpico di Pechino. Stamattina in Slovacchia l'azzurro è stato inarrestabile. Accompagnato per 21 km dal compagno di club e di allenamento Matteo Giupponi, Schwazer si è poi lanciato in una progressione che lo ha proiettato su ritmi elevatissimi al traguardo: 20:46 i 5km finali con l'ultimo mille a 3:58. E questo nonostante le sette curve lungo il chilometro del percorso di gara e un'insolita temperatura salita ben oltre i 20 gradi. Per la cronaca, alle sue spalle si sono piazzati i polacchi Lukasz Nowak (3h44:24) e Rafal Sikora (3h46:52) che Schwazer ha raggiunto e sorpassato intorno al 35° km. Domenica scorsa, a Lugano (Svizzera), il 27enne altoatesino aveva messo a segno un'altra impresa: il record italiano della 20km, 1h17:30 (migliore prestazione mondiale 2012), ad appena 14 secondi dal primato del mondo. Ora la prossima data sulla quale può puntare il mirino è l'11 agosto, il giorno della 50km olimpica a Londra. 

"Oggi - racconta Schwazer - ero partito con davanti a me l'obiettivo delle 3 ore e 54 minuti del minimo per Londra e la prima parte di gara ho marciato ad un ritmo in linea per raggiungerlo. Poi sentivo di star bene e che potevo aumentare senza problemi. Sono giunto all'arrivo con ancora tanta carica dentro. Fare una gara in progressione così forte su un percorso come questo e con un clima del genere vuol dire tanto. Significa che sono in una grande condizione, forse addiruttura meglio di quella che avevo prima di Pechino. Per me stesso è una bella prova di fiducia e il segnale che quest'anno io non devo temere nessuno. Al traguardo di questo risultato voglio dire grazie a tante persone, quelle che, anche nei momenti più difficili, quando le cose non andavano bene, mi sono rimaste accanto e mi hanno dato il loro supporto. Sono molto contento e soddisfatto di quello che ho realizzato stamattina ed anche del record sulla 20km a Lugano. Queste due gare mi hanno dato le risposte che mi mancavano, ma che mi aspettavo dopo tutti questi mesi di allenamenti durissimi. Ora un po' di riposo, ma penso che non mi muoverò troppo da Settimo Milanese anche perchè voglio restare focalizzato sulla preparazione. Adesso si continua. Il mio obiettivo è la 50 km, ma l'11 agosto non è ancora dietro l'angolo".

"Sono entusiasta - il commento di Michele Didoni, iridato della 20km a Göteborg 1995 e attuale tecnico di Schwazer - di quello che ha fatto oggi Alex. Ha saputo dare alla gara una sana e solida impostazione nervosa. E pensare che questo risultato arriva a soli sei giorni dal record sulla 20km a Lugano, mi fa essere molto soddisfatto e ottimista. Oggi è stato impressionante vedere la sua progressione finale. Negli ultimi chilometri ogni volta che ci incrociavamo lui mi lanciava uno sguardo come per dirmi che ne aveva ancora nelle gambe. E' stato una gioia poi vederlo sorridere al traguardo".

"La 50km di oggi - le parole del DT azzurro, Francesco Uguagliati - e la 20km di domenica scorsa sono prestazioni di altissimo valore e che ci restituiscono uno Schwazer in piena forma. Il campione che noi tutti abbiamo sempre conosciuto ed ammirato. Segno che il lavoro fin qui svolto è stato portato avanti nella giusta maniera. Ora è importante che tutto prosegua nella stessa direzione in modo che Alex possa serenamente concentrarsi sull'unico grande obiettivo rappresentato dai Giochi Olimpici". "Vedere Schwazer - aggiunge il caposettore nazionale della marcia, Vittorio Visini - chiudere la gara con questa brillantezza e su certi ritmi è segno di una condizione strepitosa e che siamo fiduciosi saprà mantenere in vista dell'Olimpiade. Un risultato che penso gli abbia finalmente ridato la piena consapevolezza nei propri mezzi e, soprattutto, la sicurezza nella specialità che, quattro anni fa, lo ha portato all'oro olimpico".

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