Salti: un poker ricco di speranze per l'estate




 
Il settore salti non ha un responsabile unico, ma un tecnico per ogni specialità, che si occupa sia della parte maschile che di quella femminile curando assoluti e categorie giovanili. ciò a differenza degli altri settori che hanno un capostruttura. D'altronde il lavoro per ogni responsabile non è poco, anche perché si tratta di un ampio raggio di specialità, dove si va da situazioni floride (viene in mente il salto in alto maschile) ad altre dove c’è molto da lavorare (ad esempio il lungo femminile, che deve affrontare il suo primo anno “post Fiona May”). Iniziamo allora la disamina insieme ad ogni tecnico incaricato. SALTO IN LUNGO Claudio Mazzaufo ha seguito in America Andrew Howe, che può essere considerato, forzando un po’ i termini, il grande acquisto del salto in lungo per il 2006: “Andrew inizia un discorso mirato, sempre in accordo con il settore velocità che non deve assolutamente tralasciare. L’augurio è che intanto si stabilizzi sopra gli 8 metri, in questa prima stagione non è giusto chiedergli troppo, se arrivasse una grande misura sarei contentissimo ma sorpreso perché c’è tanto lavoro tecnico da fare. Trentin è l’altra punta, deve crederci fino a Pechino 2008, con lui ho parlato chiaro, lo conosco da quando era allievo. Nicola è una macchina da appuntamenti particolari, abituato a gare come la Coppa Europa, è ricco di entusiasmo e le motivazioni ce le ha. Dietro abbiamo atleti molto interessanti, uno è Dacastello che però continuerà a dividersi con la velocità, ma potenzialmente è sopra gli 8 metri. Vedo poi bene Nuara, che ha già saltato oltre gli 8 anche se col vento e che in raduno ha mostrato ampi margini di miglioramento. La cosa che mi incoraggia è che dietro abbiamo molti giovani validi: Iuculano, Rimoldi, Tremigliozzi che può crescere sia fisicamente che caratterialmente, poi Di Gregorio e Catania, giovani con ottime potenzialità”. “La situazione femminile è più grave – riprende Mazzaufo – perché l’addio di Fiona coincide con il buco lasciato da due giovani talentuose che non hanno continuato, la Baccini e la Favre. Così abbiamo sguarnita un’intera generazione. C'è la Gatto che viene da un anno d’infortuni e sta recuperando bene: lei ci potrà garantire il momento di passaggio, poi la Beltrami, ha già saltato sopra i 6,50 anche se ventoso. Dietro crescono la Facco e la Lepore, atlete dall’ottima struttura fisica, la prima è allenata da Giovanni Evangelisti e questa è una garanzia. Speriamo di ricreare un’alternativa valida al vuoto lasciato da Fiona”. SALTO TRIPLO Per il salto triplo l’inizio di stagione è stato foriero di soddisfazioni: Roberto Pericoli ha accolto con entusiasmo il ritorno oltre i 17 metri di Fabrizio Donato: “E’ un eccellente biglietto di presentazione, il suo recupero è acclarato, come anche quello di Camossi che nonostante i negativi Mondiali di Helsinki viene da una stagione finalmente positiva e scevra di problemi fisici. Entrambi si sfideranno nelle indoor, ma con loro c’è Sardano che lo scorso anno è cresciuto molto e deve ora confermarsi, per quest’anno sarei contento mantenesse una regolarità intorno a 16,80, magari con qualche centimetro in più. Mi aspetto anche la crescita di almeno due atleti: Schembri e Boni, credo che possano fare bene dopo l’ottima preparazione invernale. A livello giovanile abbiamo poi il miglior gruppo degli ultimi 15 anni, con Buscella, Franzoni, Greco (ancora allievo) e Vanni, tutti di grandissimo interesse: mi aspetto che almeno uno possa andare ai Mondiali di Pechino, d’altronde Franzoni ha già saltato 15,29 che è il suo personale. Fra le più giovani la situazione non è altrettanto rosea, c’è un buco generazionale dopo la La Mantia: confido nella Alesiani, che deve però scegliere fra lungo e triplo, e nella Portellazza, che può fare il minimo per i Mondiali Juniores”. Restando in ambito femminile Pericoli conferma che la Martinez salterà tutta la stagione invernale: “Ha ripreso a lavorare con Tucciarone e questo mi ha fatto felice. Sta lavorando per riequilibrare la muscolatura dopo una stagione condizionata dai guai al ginocchio, per questo deve riprendere con molta calma senza assilli. La La Mantia ha rivisto le strategie per l’approccio agonistico per non arrivare col fiato grosso ai grandi appuntamenti: l’attività indoor inizierà a ridosso dei Tricolori per essere al meglio a Mosca, e lo stesso farà per gli Europei all’aperto. Ci aspettiamo reciti una parte importante a Goteborg, dove nel complesso mi aspetto di portare tre uomini e due donne con queste ultime e almeno un maschio nella finale a otto. Sarebbe un bilancio più che positivo”. SALTO IN ALTO L’alto è affidato ad Angelo Zamperin, che può godere di un gruppo maschile ricco forse quanto mai è stato e di un certo fermento anche fra le ragazze: “Inizierei proprio da queste ultime per il buon inizio stagionale della Di Martino, che con 1,92 ha già staccato il minimo per i Mondiali indoor di Mosca. E’ recuperata, era dal 2003 che non faceva simili misure nelle indoor. Lei ha un personale di 1,98, non sarà semplice tornare su quelle misure, ma almeno 1,95 è già alla sua portata. Dietro abbiamo due giovani da cui ci si aspetta molto, come la Trambin che ha già fatto 1,87 e la Lamera, 1,89 nel 2005, dalla quale ci aspettiamo un miglioramento. Poi c’è la Visigalli, talento con problemi alle ginocchia e la Cadamuro, operata lo scorso anno che dovrebbe tornare a 1,90”. Il settore maschile è sicuramente più florido: “Il 2,31 dei due Ciotti è un ottimo viatico per la stagione. Sono ragazzi maturi, utilizzano le loro esperienze, trovano stimoli quando sono assieme per realizzare buone prestazioni nelle gare che contano. Bettinelli si esprimerà nel corso dell’anno, esce fuori alla distanza soprattutto quando serve, vedi gli Europei indoor 2005. Talotti è stato operato, è in via di recupero, non vede l’ora di rientrare nell’agone, lui inizierà in primavera per la stagione all’aperto. Il 2,20 di Campioli fa ben sperare, deve maturare, è giovane, ci si aspetta un miglioramento oltre i 2,25. Speriamo poi nel recupero ad alto livello di Lemmi e Finesi”. SALTO CON L’ASTA Nell’asta Gibilisco resta una delle punte principali dell’intera atletica azzurra. Il lavoro con Petrov (e con la primatista mondiale Isinbayeva come “compagna di banco”) procede a pieno ritmo, il siciliano è stato a lungo in stage a Donyetsk: “Per Gibilisco è una stagione importante – asserisce il tecnico Vitaliy Petrov – agli Europei di Goteborg potrà riscattare la delusione di Helsinki in un consesso che ai Mondiali non ha nulla da invidiare. L’importante è che il suo lavoro tecnico non subisca stop fisici e che possa continuare a crescere. Dietro ci sono atleti validi come Rubbiani e Piantella che spero possano migliorarsi ulteriormente, mentre in ambito femminile confido molto nei progressi di Elena Scarpellini che ha fatto davvero bene nelle categorie giovanili ed ha molta voglia di mettersi alla prova senza renitenze, il che è una base fondamentale”. Gabriele Gentili Nella foto: Emanuele Sardano, una delle punte azzurre nel salto triplo (foto Petrucci/Fidal)


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