Rigaudo in lacrime: "Podio alla mia portata"




 

Il volto di Elisa Rigaudo esprime sofferenza. Le lacrime sono state appena asciugate, ma la voce è ancora rotta dall'emozione. "Sono delusa, amareggiata, perché ci tenevo a far bene nell'anno successivo all'Olimpiade. La fatica in questo 2009 è stata tanta, ho lavorato duramente senza risparmiarmi proprio per questo motivo. E a rendere tutto ancora più amaro è la constatazione che le medaglie, a parte l'oro della Kaniskina, erano davvero a portata di mano". L'azzurra racconta il suo disagio nel finale di gara. "Perdevo circa dieci secondi a giro, e questo ha consentito alle altre di riprendermi e superarmi; negli ultimi due giri ho dovuto anche fermarmi due volte, per via dei crampi; un problema che ho sofferto anche ai Mondiali di Helsinki 2005, e che ritengo sia frutto della progressiva disidratazione. Faceva caldo, troppo per me: ho cercato fin dall'inizio di difendermi dal sole, inseguendo le zone d'ombra distribuite lungo il percorso, ma non è stato sufficiente. Ripeto, rimane la delusione per non essere riuscita a star bene proprio nell'occasione migliore, con avversarie alla mia portata in grado di prendersi le medaglie. Ora dovrò fermarmi, ma non prima di aver preso parte alla finale del Grand Prix di specialità, a Saransk, in Russia (il 19 settembre, la Rigaudo è terza nella classifica, ndr)". Delusione anche nelle parole di Sandro Damilano, il tecnico della Rigaudo: "E' un peccato che Elisa abbia patito nel finale: oro della Kaniskina a parte, le altre medaglie erano assolutamente un obiettivo raggiungibile".

m.s.

Nella foto, Elisa Rigaudo (Giancarlo Colombo per Omega/FIDAL)

File allegati:
- Le foto della 2^ giornata (mattina) / Photos


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