Presentata Casa Italia parlando degli azzurri



A pochi giorni dall’inizio dei Campionati Italiani di Padova, ultimo test per la costruzione della squadra azzurra che parteciperà ai Mondiali di Osaka, presso la sede della Fidal si è fatto il punto della situazione, sfruttando l’occasione data dalla presentazione di Casa Italia Atletica che a Osaka diffonderà il “made in Italy” in tutte le sue forme. Proprio per parlare di Casa Italia era presente anche il Ministro per l’Ambiente e la Tutela del Territorio Alfonso Pecoraro Scanio che ha sottolineato come il “matrimonio” con l’atletica sia quanto di più appropriato: “Nessuno può negare che sia lo sport superecologico per eccellenza. L’occasione di Osaka è strategica per la nostra struttura intanto perché siamo vicino a Kyoto, sede della firma del protocollo per la difesa del pianeta, poi perché avremo l’occasione di far conoscere tutta una serie d’iniziative a tutela del patrimonio ambientale e della riduzione di emissioni di CO2. Inoltre l’appoggio alla Fidal fa seguito a iniziative prese con il Coni per finanziare impianti a riscaldamento solare, termico e fotovoltaico. Secondo noi gli atleti con i loro sforzi e con la loro immagine di sportivi che sfruttano solamente le proprie energie possono essere i migliori testimonial per l’impegno dello sport e dell’uomo in difesa del pianeta”. Il Presidente della Fidal Franco Arese, onorato della presenza del ministro a testimonianza di una giusta scelta nelle finalità di Casa Italia, ha espresso il suo compiacimento per una stagione fin qua decisamente positiva: “Non sto tanto a guardare alle medaglie anche se certo per me mezzofondista la soddisfazione di vedere uno junior azzurro vincere l’oro agli Europei (Fabio Scapini, ndr) è particolare, ma quel che mi piace è che c’è stato un cambiamento di mentalità: ora la squadra è unita e combatte, lotta, interpreta ogni gara per migliorare e fare il meglio. Questo è lo spirito che mi piace e che deve accompagnarci a Osaka, dove dobbiamo andare senza proclami, in umiltà ma con la determinazione di fare bene. Le punte ci sono, da Howe alla Di Martino, dai marciatori alle pesiste, ma tutta la squadra può dare soddisfazioni e un successo lo abbiamo già ottenuto, avendo garanzia dalla Rai della diretta di tutte le gare, con le finali nella fascia dell’ora di pranzo, quindi in un orario propizio per buoni ascolti. Vogliamo fare bella figura a tutti i livelli, spero che dagli Italiani giunga qualche nota positiva che allarghi ancora la rosa della squadra”. Su questo tema è sceso nei particolari il direttore sportivo Nicola Silvaggi: “Andremo con una squadra competitiva come agli Euroindoor di Birmingham, quindi magari non con tanti elementi ma tutti in grado di superare turni. Terremo fede al regolamento che ci siamo imposti: i minimi A conseguiti nel 2007 sono qualificati, i minimi A del 2006, confermati da un B nel 2007, altrettanto. Privilegeremo, tra gli atleti che hanno ottenuto il minimo B, quelli nati dopo il 1983; ma è una regola alla quale potremmo anche applicare qualche rara eccezione, in base alle graduatorie mondiali e a quello che succederà a Padova. Vedremo ad esempio all’opera Donato e la La Mantia che hanno il minimo ma non gareggiano da molto tempo. Saranno importanti le condizioni di forma da qui a Osaka, vogliamo una squadra competitiva”. Venendo al tema Casa Italia, il consigliere delegato Mario Ialenti ha sottolineato come mai come questa volta da parte delle istituzioni e delle aziende ci sia stato grande interesse ad entrare a far parte del progetto: “Il mercato giapponese è molto ambito e Casa Italia è una vetrina importante. Abbiamo avuto una pioggia di richieste tanto che il progetto Casa Italia è totalmente autofinanziato dalle adesioni. Nell’occasione come sempre ogni giornata sarà a tema, dedicata a uno dei partner, ma soprattutto in questo ambito daremo un importante supporto alla promozione dell’Expo di Milano 2015. I Mondiali di Osaka saranno un’occasione eccezionale, grazie anche alla sede che abbiamo trovato, per promuovere il prodotto Italia in un mondo, quello giapponese, tutto da scoprire”. Alla conferenza stampa erano presenti alcuni azzurri, fra quelli che sono già in possesso del minimo A, che hanno espresso le loro aspettative per la rassegna iridata, a cominciare naturalmente dal più atteso di tutti, il bicampione europeo Andrew Howe: “Io vado a Osaka puntando al podio, senza pormi domande su quale gradino. Mi andrebbe bene tutto, quest’anno la preparazione procede senza intoppi, spero solo di trovare la forma giusta al momento giusto. Intanto a Padova gareggerò nel lungo e sui 200”. Gli fa eco Clarissa Claretti: “Sto lavorando da ottobre scorso pensando solo a Osaka, la stagione era iniziata bene poi c’è stato qualche acciacco fisico ma ora tutto sta tornando nella normalità. La gara di Osaka sarà difficile perché il livello generale è cresciuto ma l’importante sarà essere al meglio lì”. Giorgio Rubino ha già dimenticato la delusione della squalifica a Debrecen “Essere il più giovane è per me un vantaggio, mi aspettano 15 anni di carriera, a Osaka devo solo fare esperienza, quel che verrà sarà tutto di guadagnato”. Il caldo è invece lo spauracchio di Marco De Luca: “Fare 50 km con un clima torrido come quello che si prospetta sarà durissima, sicuramente non si potrà gareggiare guardando il cronometro ma l’uomo. Io voglio fare una gara di rimonta, vedremo quel che verrà fuori”. L’importante è andare con lo spirito giusto, pronti a lottare fino all’ultima stilla di energia. Gabriele Gentili Nella foto: Andrew Howe (archivio Fidal)


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