Podio per Bobbato e Weissteiner, felicità azzurra



Sembra non finire mai la straordinaria giornata di grazie dell'Italia agli Europei di Birmingham. Altre due medaglie nel pomeriggio di Assunta Legnante, due bronzi, conquistati da Maurizio Bobbato negli 800 metri (terzo in un rocambolesco 1:48.71, stesso tempo del quarto e un centesimo meglio del quinto), e da Silvia Weissteiner, strepitosa nei 3000 metri (corsi a ritmo di primato italiano, 8:44.81, migliorando l'8:51.00 di Elisa Rea a Genova il 18-2-1998). Due gare fantstiche, che consolidano il senso di squadra della formazione italiana, mai così solida praticamente in ogni sua componente. Bobbato ha corso ancora una volta con inteligenza, lasciando largo praticamente per quasi tutta la prova lo svedese Claesson, il concorrente più diretto per il podio. Sulla retta conclusiva, il 28enne carabiniere di Castelfranco ha dato fondo a tutte le energie, tuffandosi sul traguardo insieme allo svedese (poi quinto) e al rimontante spagnolo Marco (quarto, stesso tempo), finendo premiato per questione di millesimi. "Non ci avrei scommesso una lira all'inizio - dice con franchezza il ragazzone in azzurro - ma con il passare dei turni ho trovato fiducia, anche perché mi sono reso conto di non essere inferiore alla maggior parte dei finalisti. Okken e Quesada fuori portata, ma gli altri non sono dei fenomeni. Ci ho creduto, esattamente quello che avevo deciso di fare, fino in fondo, fino all'ultimo centimetro. Cosa cambia ora? Niente, in realtà. Punto all'estate, a migliorare ancora e a correre un bel Mondiale ad Osaka". Piani più o meno simili per Silvia Weissteiner, che ci fa risalire sul podio di questa distanza agli Euroindoor 22 anni dopo l'oro di Agnese Possamai. Anche l'altoatesina costruisce la sua performance sulla perseveranza, non mollando - neanche di testa - quando Jo Pavey ingrana il turbo e prende il largo. A metà strada l'azzurra si riaggancia, e a due giri dal termine prende coraggio, superando in tromba tutte le contendenti al bronzo, in scia a due grandi come la polacca Chojecka (oro) e la spagnola Domingues (argento), vecchie volpi della corsa di resistenza nel continente. Anche per lei, giro di pista con un tricolore mai sventolato così a lungo in una occasione internazionale (almeno in tempi recenti). "Sono felicissima, roba da non crederci - le parole della Silvia, 28 anni ancora da compiere, maglia SV Sterzing Latella - io non pensavo di poter correre così veloce, ma poi, in gara, giro dopo giro, mi sono accorta di stare bene. La sensazione, netta, l'ho avuta al momento del riaggancio. E allora ho deciso di lanciari verso le prime". Una favola, per un mezzofondo bello e vincente che unisce l'Italia da Francavilla Fontana (Brindisi, paese natale di Cosimo Caliandro) a Vipiteno. Marco Sicari


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