Piemonte culla dell'Atletica Leggera (10a parte)

15 Aprile 2020

Nella decima puntata della storia dell'atletica piemontese si affronta il tema della crisi.

 

Lo sport è divertimento, svago, gioia e non può prescindere dall’ambiente in cui si svolge.

Alla fine degli anni ’60 la ventennale guerra del Vietnam aveva fatto sorgere in America una dura contestazione giovanile, i movimenti pacifisti arrivarono anche in Europa generando un clima di rivolta sociale con rivendicazioni di maggiori diritti.

Il contagio si trasferì al mondo dei lavoratori metalmeccanici con la nascita dell’autunno caldo che portò allo Statuto dei Lavoratori. Iniziarono anche gli anni di piombo con le Brigate Rosse e i NAR ed altri gruppuscoli estremisti di destra a insanguinare le strade. Per colmo di sfortuna scoppiò la crisi medio orientale con la Lega Araba che attaccò proditoriamente Israele alla fine del ’73 con la guerra dello Yon Kippur, la più importante festa ebraica.

Gli Stati occidentali presero le difese di Israele e questo portò all’embargo delle forniture petrolifere provocando la crisi energetica con la benzina razionata e prezzi alle stelle, il 2 dicembre 1973 cominciarono le domeniche con la circolazione automobilistica bloccata.

Tutte le aziende metalmeccaniche si trovarono in grossa difficoltà, soprattutto la Fiat, che, con gli operai in cassa integrazione e tentativi di occupazione di Mirafiori, fu costretta a stringere la cinghia e dimezzare i fondi per l’atletica leggera, eliminò il settore maschile e dedicò le scarse risorse al settore femminile.

Nel ’79 infine la rivoluzione degli Ayatollah in Iran dette il colpo di grazia con una nuova crisi petrolifera.

Le conseguenze per l’Atletica furono da una parte la riduzione dell’attività su pista, sempre meno finanziata dalle aziende, e dall’altra dalla rinascita del podismo con l’esplosione delle corse su strada di ogni tipo. Gli  atleti cominciarono ad emigrare verso le Società militari

Ai Carabinieri Bologna arrivarono Giuseppe Miccoli e Gianni Crepaldi. Miccoli vestì 11 volte la maglia azzurra, due titoli italiani sui 10.000; Crepaldi 15 maglie azzurre, un titolo italiano nei 3000 siepi. Attualmente tecnico del mezzofondo di rilievo.

Edoardo Vallet figlio d’arte di Luigi, tecnico della velocità del Cus Torino, 46”48 nei 400, nel ’96 partecipò con Marco Cagnazzi ai Mondiali juniores in Australia nella 4 x 400, passò alle Fiamme Oro vincendo il titolo italiano nel ’98, cinque le presenze in nazionale.

Paolo Bellino, 400 hs 49”39, vestì la maglia delle Fiamme Oro, 5 presenze in nazionale, tra cui il Mondiale di Tokyo.

Sarebbe potuto essere il più grande fondista italiano Walter Merlo, arrivò al Cus Torino dall’Atletica Cuneo, da junior si aggiudicò i titoli dei 3000 e 5000, stabilì la migliore prestazione dell’anno mondiale dei 10.000 junior in 28’39”4, vanta come personali nei 5000 - 13’37”71 e nei 3000 -7’50”16, indoor 7’47”61.

Un vero talento, ma caratterialmente ingestibile, in quattro anni dall’85 all’89 vestì 16 volte la maglia azzurra, poi si dedicò alle lunghe distanze, mezza maratona 1h03’52”, maratona 2h17’37”.

Morì a 33 anni sul Corno Sella, lo trovarono incrodato dopo tre giorni di ricerche.

Altro atleta importante del Cus Torino fu Gianni Davito, 2,27 nel salto in alto. Nell’Unione Giovane Biella aveva vinto un titolo outdoor ed uno indoor, poi passò al Cus Torino e ne vinse ancora uno outdoor e due indoor; 25 maglie azzurre, partecipò a un Europeo ed a un mondiale.

Da ricordare del Cus Torino Nicola Ciavarella, un titolo in maratona nel ’98.

La maratona cominciava ad acquistare importanza, si  distinsero in quegli anni due atleti. Severino Bernardini di Domodossola della Comelit di Bergamo, atleta eclettico, si distinse nella corsa in montagna e nel cross, ma anche su pista si fece valere, 3000 in 8’05”45, 5000 in 13’42”40, 10000 in 28’35”82. Nella mezza maratona vanta un personale di 1h02’28” e nella maratona 2h10’12” stabilito in Coppa del Mondo a San Sebastian nel ’93, in cui conquistò l’argento individuale e con la Nazionale. Partecipò anche ai mondiali di mezza maratona per un totale di otto presenze azzurre.

Nella formazione che a San Sebastian vinse l’argento c’era anche il canavesano Walter Durbano, tesserato per la PAF Verona, sei maglie azzurre, un titolo nella maratona, anch’egli con buoni riscontri in pista, 3000 indoor 8’16”49, 5000 – 14’04”9, 10000 – 28’50”4, nella mezza maratona 1h03’10” e nella maratona 2’11”13.  Terminò la carriera con la Maratona di Torino di Luigi Chiabrera.

L’ultimo atleta della Sisport a vincere un titolo fu Oscar Raise nell’81 nell’alto, 11 presenze in nazionale con due Olimpiadi, Montreal e Mosca ed un argento ai Giochi del Mediterraneo, personale 2,27.

Da ricordare Antonio Iacocca della Virtus Asti campione italiano di decathlon nell’82, cinque maglie azzurre . 


Gianni Crepaldi


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