Pianeta atletica: gli uomini del 2018

21 Dicembre 2018

I grandi momenti dell’anno: il giorno dei record mondiali di Kipchoge e Mayer, gli exploit dei giovanissimi Duplantis e Ingebrigtsen, Coleman-Lyles nello sprint, duelli e primati di una stagione esaltante


 

di Marco Buccellato

Il 2018 si congeda con sei record mondiali assoluti outdoor, tre maschili e tre femminili. Esaltano i keniani Eliud Kipchoge in maratona, Abraham Kiptum nella mezza e al femminile Beatrice Chepkoech nelle siepi, il francese Kevin Mayer nel decathlon. E' anche l'anno delle meraviglie under 20, con lo straordinario Europeo di Mondo Duplantis e Jakob Ingebrigtsen e l'assalto alle zone-primato di Selemon Barega e Sydney McLaughlin. La rassegna di Berlino consegna all'estate dell'atletica le imprese di Dina Asher-Smith nello sprint, in Diamond League scrivono pagine memorabili Samba, Lyles, Cheruiyot, Coleman, e le regine Lasitskene e Ibarguen. Primo capitolo del "best of 2018" con i protagonisti maschili.

DAY OF THE YEAR - Il 16 settembre Eliud Kipchoge e Kevin Mayer scrivono la pagina più straordinaria del 2018 a distanza di poche ore. L'olimpionico keniano spazza via in poco più di 2 ore, per l'esattezza 2h01:39, sia il ricordo delle nuvole berlinesi del 2017 che il record del mondo di Kimetto, che si faceva beffe da quattro anni dei vari Kipsang, Bekele e dello stesso Kipchoge. Resta solista sull'asfalto tedesco dal 25° km e fa suo anche il record sui 30 km in 1h26:35, correndo la seconda metà in 1h00:33! Mayer non solo abbatte "Superman" Eaton, ma lo fa con la precisione dell'alchimista, dividendo il nuovo punteggio-record di 9126 punti in due esatte metà di 4563! Berlino la mattina, Talence il pomeriggio, la grancassa mediatica trova pane per i suoi denti in sette ore indimenticabili, quanto separa la doppia impresa. Il francese fa così tanto nelle prime nove prove che per il primato gli basterebbe fare jogging sui 1500 metri conclusivi, invece non si accontenta e supera il "muro" dei 9100 punti. I loro primati erano nell'aria, a fine pomeriggio sono assurti al firmamento.

VIDEO | IL RECORD MONDIALE DI ELIUD KIPCHOGE, 2h01:39 ALLA MARATONA DI BERLINO

VIDEO | L'ARRIVO DEI 1500 NEL DECATHLON DA PRIMATO MONDIALE DI KEVIN MAYER

LA CARTOLINA PIU' BELLA - Viene imbucata a Berlino, stavolta all'Europeo, nella stessa buca dove s'imbuca l'asta del 18enne Armand Duplantis, che se chiamano "Mondo" ci saranno diverse evidenti ragioni. Lo svedese col doppio passaporto, che gli americani vorrebbero tutto per loro, firma la gara di asta più grande di sempre, infilando in successione tre primati del mondo U20, 5,95, 6,00 e l'apoteosi del 6,05, sempre al primo tentativo. Degni compari della mega-battaglia sono il russo Morgunov (sei metri e solo argento) e lo zar francese Lavillenie (5,95). Il 5,90 non basta al polacco Lisek per salire sul podio. Emozioni per cuori forti nella più bella sfida dell'anno.

LA MEGLIO GIOVENTU' - Se Duplantis è la giovane stella dei salti, ecco gli altri fenomeni under 20, Jakob Ingebrigtsen e Selemon Barega, finisseur di prim'ordine nel mezzofondo. Il norvegese è ancora un 17enne nell'estate formidabile che lo ha laureato doppio campione d'Europa su 1500 e 5000 metri. Un fenomeno vero, che ha scritto primati di categoria a ripetizione su 1500, miglio e 5000 metri, prima di chiudere l'anno con il trionfo nell'Eurocross di Tilburg. Barega ha otto mesi più del norvegese, e nella sua versione belga della finale di Diamond League a Bruxelles ha fatto palpitare il pubblico come la leggenda Bekele, di casa allo stadio Re Baldovino. Quarto di sempre in 12:43.02, record del mondo U20, nel 5000 più spettacolare della stagione con otto atleti sotto i 13 minuti. I tre che precedono Barega nelle liste all-time, Bekele, Gebrselassie e Komen, hanno corso più veloce di lui per prendersi i record del mondo.

VENTO DELLE BEFFE - Può dirlo a ragione il formidabile cubano Juan Miguel Echevarria, che per un +0.1 di troppo ha visto porre in calce alle prestazioni legali il suo fantastico 8,83 di Stoccolma. Dopo il titolo mondiale indoor, ha allungato a 8,66 e 8,68. La rincorsa è per i nove metri, il muro dei muri del salto in lungo. Il binomio Echevarria-Manyonga ha catturato l'attenzione dal Mondiale indoor: il sudafricano ne esce sconfitto 4-2 ma è stato degno compare di uno dei duelli più palpitanti del 2018.

OSTACOLI SENZA FINE - E' stato l'anno di Abderrahman Samba, qatarino doc che con nove escursioni "sub-48" ha eguagliato il primato di Danny Harris e Kevin Young. Di Young ha anche accarezzato il sogno di superarne il record del mondo di 46.85, scendendo sotto i 47 secondi a Parigi (46.98). Tre record d'Asia, un quarto con la 4x400 ai Giochi Asiatici, e soprattutto i sensazionali duelli con Karsten Warholm, l'altro astro di Norvegia, fanno di Samba il firmatario di alcune delle gare più entusiasmanti del 2018 nell'intero programma dell'atletica leggera. Stagione sontuosa anche per Sergey Shubenkov: pur se battuto di un atomo dal francese Martinot-Lagarde all'Europeo, il russo ha sfiorato il primato europeo in 12.92 e corso quattro volte sotto i 13 secondi.

VIDEO | 60 INDOOR: CHRISTIAN COLEMAN 6.34 RECORD DEL MONDO

SPRINT, RESURREZIONE USA - Nel primo anno del dopo-Bolt, gli americani si riprendono la scena. I primattori sono Christian Coleman e Noah Lyles. Il primo, noto per aver battuto due volte Usain Bolt senza arrivare primo, ha disegnato il capolavoro nei 100 di Bruxelles, correndo in 9.79 con vento contrario e un assetto che ha rasentato la perfezione dal primo all'ultimo metro. In inverno, un proiettile: 6.34 sui 60 ai campionati USA indoor, record del mondo. Lyles ha corso e vinto cinque 200 metri nell'anno, tutti sotto i 19.85 con l'assurdo poker di quattro "meno-19.70". Per entrambi il successo in Diamond League, per Lyles il bis, e la sensazione di poter arrivare ancora più lontano. La sua corsa è la più bella del mondo, armoniosa e leggera: in una parola, magnifica. Menzione per Michael Norman, 20 anni e un primato del mondo indoor sui 400 (44.52) prima di prendersi il sesto crono di sempre all'aperto in 43.61 ai campionati NCAA.

KIPRUTO IMPOSSIBILE - Invece è possibile, se la testa è di un campione. Conseslus Kipruto perde la scarpa sinistra, in avvio dei 3000 siepi della finale di Diamond League a Zurigo, e anziché mandare i sogni all'aria riprende dopo l'ultimo ostacolo il marocchino El Bakkali e firma la vittoria contro ogni pronostico, alla luce dell'incidente. E' il successo della determinazione del campione, che se è tale vince anche con una sola scarpa. Tanto Kenya anche nella spettacolare notte di Montecarlo: Timothy Cheruiyot tira le fila di un 1500 favoloso nel Principato di Monaco in 3:28.41, trascinando mezzo mondo a prestazioni-monstre, tra cui il secondogenito e il terzogenito degli Ingebrigtsen, Filip (3:30.01) e il 17enne Jakob (3:31.18).

IL RE DELL'ALLUVIONE - Boston, in aprile, ci ricorda che non esistono più le mezze stagioni. La primavera bostoniana è stavolta una bufera di acqua e raffiche di vento, tanto da costringere al ritiro più della metà dei maratoneti d'élite in gara. La scorza dura di Yuki Kawauchi, lo stakanovista dei 42 km, pesa più del titolo iridato di Geoffrey Kirui, agganciato tra le pozzanghere e sconfitto dal fenomenale giapponese semi-professionista. E' il trionfo dell'uomo sulle avversità, della volontà sulla corona, la gemma di una carriera. Il crono (2h15:54), per dirla così, vale più della tempesta.

I RECORD MONDIALI OUTDOOR MASCHILI DEL 2018

Maratona 2h01:39 Eliud Kipchoge KEN Berlino 16/9/2018
Decathlon 9126 Kevin Mayer FRA Talence 16/9/2018
Mezza maratona 58:18 Abraham Kiptum KEN Valencia 28/10/2018

 

(nei prossimi giorni saranno pubblicate tutte le altre notizie di riepilogo stagionale)

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