Pertile: "A Torino ho vinto per Alice"




 

Ieri alla Turin Marathon è stato il giorno di Ruggero Pertile, il maratoneta azzurro che con la vittoria di Torino ha dato un'altra copertina ad un 2010 che altrimenti lo avrebbe forse lasciato con l'amaro in bocca del quarto posto agli Europei. "Era da tempo - dichiara il 36enne dell'Assindustria Sport Padova allenato da Massimo Magnani - che un italiano non vinceva una maratona e un atleta bianco non si affermava sugli africani. Essere stato io a riuscirci è qualcosa che mi riempie di soddisfazione. Sapevo di stare molto bene ed ero arrivato a Torino con l'idea chiara di giocarmi vittoria e primato personale. Nonostante avversari forti e un clima umido che ha reso a tutti la vita più difficile. E' stata una gara dura e con all'inizio parecchi strappi. Quando mi sono reso conto che non c'erano le condizioni giuste ho messo da parte l'idea di inseguire il record e mi sono concentrato solo sul traguardo. E' la terza maratona che vinco e ritengo che con la consapevolezza dei propri mezzi e tanto lavoro alle spalle non si debba temere il confronto con nessun avversario".    

Torino, una città che ti porta fortuna?
"E' una città a cui, per svariati motivi, sono da sempre molto legato. Ho degli zii che vivono qui e in passato mi capitava di venirci spesso. E' nata così anche la passione calcistica per il Torino, con tanti derby visti allo stadio. Nel 2009 qui ho ottenuto il mio personale (2h09:53), quest'anno ho vinto. Sono tutti ricordi che porto stretti a me, anche se il mio vero portafortuna è un altro: mia figlia Alice. Ha quattordici mesi ed ha dormito insieme a me anche la notte prima della maratona. Si è svegliata all'improvviso chiamandomi e così l'ho tenuta sopra di me fino all'alba. Vederla poi al traguardo in braccio a mia moglie Chiara che mi diceva "Bravo! Bravo!" è stata una gioia immensa".

Come hai vissuto il periodo dopo Barcellona?
"Agli Europei ho perso la grande occasione di una medaglia, ma non la voglia di rimettermi in gioco. A Barcellona, purtroppo non ero al 100% e mi portavo dietro i residui della cura di antibiotici a cui mi ero sottoposto prima per risolvere un problema ai denti. Senza questo intoppo, magari sarebbe stata un'altra storia. Al ritorno dalla Spagna, ho staccato appena un paio di settimane e poi ho ricominciato a prepararmi per Torino. Ho affrontato un stage in Kenya insieme al gruppo del professor Rosa ed allenarmi con grandi campioni mi è servito per ritrovare certi stimoli che forse mi ero un po' perso per strada nell'ultimo periodo. Eppure non c'è stato mai nemmeno un momento in cui ho pensato di mollare, nemmeno dopo l'intervento di un anno fa. Mi sono operato per stare meglio e per ritrovare le condizioni migliori per correre. Ho una voglia continua di dimostrare quello che valgo. A me stesso prima che agli altri".  

E adesso con che occhi guardi al futuro?
"L'obiettivo numero uno per il 2011 sono i Mondiali di Daegu. In Corea non sarà una passeggiata, ma una gara difficilissima come ad Osaka nel 2007. Il clima farà la differenza e sarà, quindi, importante presentarsi con una bella scorta di energie in corpo. Intanto le gambe vanno e se la condizione resterà buona e recupererò in fretta i chilometri della maratona, potrei pensare di giocarmi qualche carta anche nelle prossime campestri. Il primato personale? Lasciatemi allenare con tranquillità e sistemare ancora qualche cosa. Con la gara giusta posso correre sotto le 2h09".

a.g.

Nella foto, Ruggero Pertile all'arrivo della Turin Marathon 2010 (Giancarlo Colombo/FIDAL)

File allegati:
- Il racconto della Turin Marathon 2010


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