Pergine, Howe 20.47, Schwazer 38:50.28




 
In una serata con condizioni atmosferiche tutt'altro che favorevoli (leggera pioggia e temperatura più primaverile che estiva) Andrew Howe e Alex Schwazer portano a casa risultati confortanti - soprattutto l'altoatesino - in chiave mondiale. Howe vince i 200 metri in 20.47 (+0.7) sulla pista inumidita dalla pioggia, battendo l'irlandese Paul Hession (20.67) e lo statunitense Deun White (21.06). Una partenza così così per il reatino dell'Aeronautica, contratto all'uscita dalla curva: la classe dell'azzurro ha poi avuto la meglio di uno osso duro come l'irlandese, uno che non ci sta mai ad arrendersi. Subito dopo è stata la volta Alex Schwazer, che, impegnato nei 10km di marcia, si è preso la scena con la - ritrovata - autorità del campione olimpico. Giro dopo giro, trascinato dall'entusiasmo del bel pubblico di Pergine, con il quale ha più volte dialogato, chiedendone il supporto in maniera esplicita, il carabiniere ha costruito una prova maiuscola, chiudendo con il personale di 38:50.28 (per quel che può valere il raffronto statistico su questa distanza, è la miglior prestazione mondiale 2011). Purtroppo squalificato l'altro azzurro Matteo Giupponi (Carabinieri). Belle sensazioni per il marciatore, apparso fluido, deciso come non lo si vedeva da tempo, e capace anche di superare un incidente imprevisto: una rovinosa caduta (che gli ha provato escoriazioni al ginocchio e ad un fianco) a poco più di mille metri dal traguardo, a causa del contatto del piede sinistro con il cordolo. Lo Schwazer ritrovato è quello che si alza immediatamente e riparte a tutta. Senza guardarsi indietro.

La metafora della serata di Alex Schwazer è tutta in quel rialzarsi dopo la caduta, imprevista, dolorosa, e rovinosa. Può essere considerato un punto di svolta? "Non so - dice Alex, sorridente come non lo si vedeva da tempo - quello che so è che sto bene, come non stavo da tempo. Voglio subito ringraziare Miche Didoni, il mio allenatore, perché mi ha convinto, dopo l'incidente dell'inverno scorso (la caduta sugli sci, ndr) a passare ai 20km. Aveva ragione. Abbiamo lavorato sodo, prima alla quota di Livigno, mettendo via tanti chilometri, una buona base di fondo, e ora a Dimaro, passando ai ritmi più intensi. Sono affaticato, ma devo dire che sono felice anche di come sto marciando.  I Mondiali? Non so, ora torno a lavorare, ma, certo, questo tempo mi rinfranca. Credo si possa anche pensare di fare un Mondiale sui 20km di buon livello. E' importante esserci per me, anche in prospettiva olimpica, perché altrimenti finirei per rimanere lontano da confronti di questo livello per troppo tempo". In sintesi, Daegu come un ponte, tra Barcellona e Londra. "Resterò a Dimaro fino a giovedì, poi farò un paio di settimane a casa, è troppo tempo che manco. Infine, gli ultimi giorni prima della partenza, andremo a Bologna, al caldo, per trovare un clima più vicino a quello che troveremo in Corea del Sud. Il caldo non mi spaventa, è il clima che più mi si addice, quello di Osaka, quello di Pechino".

Andrew Howe non è soddisfattissimo. Vorrebbe spaccare il mondo, ma certo non è fortunato: quando va in pista sembra una bella giornata di novembre. "No, non sono contento, anche se in fondo il 20.47, in queste condizioni, non è proprio da buttar via. Devo migliorare in tante cose: devo essere più incisivo nei primi 50 metri, più rilassato nell'uscita di curva, insomma, alla gara di oggi do un cinque e mezzo, non di più. Ma devo gareggiare, mi mancano i confronti, e anche gli avversari di livello. Purtroppo nei grandi meeting non è facile entrare, ora andrò al Terra Sarda (il 30 luglio, ndr) e poi speriamo di riuscire a fare Londra, sarebbe importante affrontare un impegno di massimo livello prima del Mondiale". La preparazione per Daegu procede, adesso, senza intoppi. "Non andavo in pista dagli Assoluti, cioè da almeno due settimane...quando? Ah, sì, un mese, ecco appunto. Prima il dolore al piede, poi la contrattura, insomma ho perso un po' di tempo. Ora è arrivato il momento di gareggiare, il confronto con i turni non mi spaventa, credo di essere preparato da quel punto di vista. Prima della partenza credo che farò anche il raduno della staffetta, se me lo chiederanno. Io ci sono".

La serata azzurra di Pergine mette entusiasmo. Bella atletica, italiani in evidenza. Marzia Caravelli (Cus Cagliari) si migliora ancora una volta: il cronometro è però beffardo nel annunciare il 13.01 (+0.7), con quel centesimo in più che sembra proprio non volersi togliere di torno. L'ostacolista di Pordenone (ma ormai romana d'adozione) scala ancora un posto nella lista all-time, salendo al terzo gradino, a 4 centesimi dal record italiano di Carla  Tuzzi (1994) che ormai sembra tremare sempre più (la Caravelli aveva fissato il prorio personale agli assoluti di Torino del giugno scorso, con 13.05). Una piccola beffa anche per Marco Vistalli (Fiamme Oro) che è secondo nei 400 metri in 45.76. Il tempo vale lo stagionale, ma è superiore al minimo B di ammissione ai Mondiali di Daegu (ove poi venisse ritenuto sufficiente per vestire l'azzurro) di soli sei centesimi. Lo statunitense Miles Smith vince in 45.44. ma il bergamasco piace per brillantezza e tenuta sul rettilineo finale. Piace anche Emanuele Abate (Fiamme Oro), vincitore dei 110 ostacoli in 13.69, crono anche in questo caso superiore di soli 9 centesimi rispetto al minimo B iridato. Vittoria di Brianna Glen (USA) nel lungo con 6,53 (Vicenzino, Esercito, seconda con 6,34). Nei 400 femminili, in serie diverse, confronto tra l'ostacolista Manuela Gentili (Cus Palermo), capace di 53.70, e le specialiste Elena Bonfanti (Atl. Lecco Colombo Costruzioni) e Clelia Calcagno (Esercito), accreditate rispettivamente di 53.61 e 53.90.

Finale di serata con i 100 metri maschili (Hinds 10.23, Riparelli 10.37) e un bell'800 metri corso sotto la pioggia: vince il marocchino El Manaaoui in 1:46.63, con Mario Scapini (Cus Pro Patria Milano) quarto in 1:47.34, Lukas Rifesser (Forestale) quinto in 1:47.81, e Giordano Benedetti (Fiamme Gialle) ottavo in 1:48.62. La sigla finale la mette lo slovacco Dobrovodsky, che atterra nel lungo a un notevole 7,99. Sotto un vero diluvio.

m.s.

Nelle foto, Alex Schwazer al meeting di Pergine (Federico Modica)

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