Ottaviani 97 anni ''L'atletica è gioia''

03 Aprile 2014

Classe 1916, ha vinto dieci medaglie d’oro ai Campionati Mondiali ‘over 35’ di Budapest. Ora è richiestissimo da giornali e TV

Tutti lo vogliono, il telefono squilla in continuazione, è diventato l’intervistato preferito di giornali e tv. Giuseppe Ottaviani, classe 1916, ha vinto dieci medaglie d’oro ai Campionati Mondiali Master di Budapest (Ungheria) dove si è preso pure il lusso di firmare un altro record del mondo. A 97 anni (per la verità sono quasi 98, il compleanno è il 20 maggio), con lo spirito di un diciottenne e una salute di ferro, in cinque giorni ha messo in fila dieci gare, impresa non semplice per la maggior parte dei ventenni in attività: mercoledì salto in lungo (1.83, primato europeo M95), 60 metri (14”67), lancio del disco (14.20); giovedì lancio del peso (5.39); venerdì salto in alto (0.82, primato europeo M95), lancio del martello (12.17), 200 metri (1’56”32, primato europeo M95); sabato lancio del giavellotto (11.00) e salto triplo (4.44, primato mondiale M95); domenica lancio del martello con maniglia corta (5.54).

Un vero e proprio spot per lo sport“L’atletica è gioia, gioia di vivere. Partecipare ai Mondiali è stato davvero un grande divertimento - racconta con entusiasmo contagioso - In Ungheria ho respirato lo spirito dello sport e in particolare della famiglia dell’atletica master: amicizia e corretta competizione”. Ora quasi non esce più di casa: “Sono sempre impegnato con la televisione o le interviste. È una popolarità inaspettata, ma certo, mi fa piacere” dice dalla sua casa di Sant'Ippolito, in provincia di Pesaro-Urbino, momentaneamente invasa da una troupe televisiva di Canale Cinque (per un'intervista di Barbara d’Urso a Pomeriggio Cinque, che segue a quella concessa al TG1). Ma la signora Ottaviani non è stanca di tutta questo viavai per casa? “La moglie è contenta, ci mancherebbe”. La signora in questione è Alba, una ragazzina di 89 primavere. Insieme sono assidui frequentatori della palestra, ci vanno tre volte a settimana. Lui però ci tiene a puntualizzare: “Io faccio agonismo, mia moglie si tiene in forma”. Per allenarsi infatti salta sulla Panda e compie i 25 chilometri che lo separano dal campo di allenamento di Fano.

Sarto per una vita (dall'età di 12 anni), è stato militare, nell’Aeronautica, durante la Seconda Guerra Mondiale. L’atletica l’ha scoperta diversi decenni dopo, a settant’anni. Ora gareggia con la maglia del GS Effebi Fossombrone ed è diventato il master italiano con più vittorie in un Campionato Mondiale, superando i 7 ori di Vittorio Colò a Durban (Sudafrica) nel 1997 e i cinque successi di Ugo Sansonetti a Sindelfingen (Germania) nel 2004. Proprio con Sansonetti e con l’amico Giuseppe Rovelli forma un terribile trio di ‘over95’ che spesso si può ammirare in azione agli Italiani Master. “Il loro esempio mi ha portato a queste 10 medaglie” chiosa con modestia. Informato, attento, curioso, ha una passione per Internet: i quotidiani li legge online. Ha anche un profilo sui social network, che aggiornava puntualmente anche da Budapest con video e battute fulminanti. "Quello che mi spinge è la curiosità, la voglia di vivere e scoprire cose nuove". Dal gradino più alto del podio, mentre cantava l'Inno di Mameli, quasi arringava la folla. “A Budapest alcuni ragazzi mi hanno detto che rappresentano la generazione 2.0. Io invece sono della generazione 'meno due'... da cento!”.

Fra i circa 3800 atleti ‘over35’ impegnati nella rassegna iridata, che ha visto l’Italia conquistare ben 100 medaglie (33 ori, 29 argenti e 38 bronzi) era il più ‘grande’: e così, a fine manifestazione, è stato festeggiato insieme all’altra veterana Olga Kotelko, canadese vincitrice anche lei di 10 ori. “C'era un grande entusiasmo, è stata una gran bella festa. E anche se gli altri erano più giovani di noi, alcuni di molto, non ci siamo sentiti dei ‘veterani’, ma degli atleti con tanta voglia di partecipare e di migliorare i nostri primati, senza mai accontentarsi. Sempre nel rispetto delle regole e della nostra salute”. E proprio alla signora Kotelko, 95 primavere, l’inossidabile Ottaviani ha voluto donare, con galanteria, quella sì, d’altri tempi, il suo bouquet di fiori.

a.c.s.

(ha collaborato Luca Cassai/CR FIDAL Marche)

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(Olga Kotelko e Giuseppe Ottaviani) 



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