Osaka: terzo oro per Bekele, fuori Obrist e Reina




 
Giornata interlocutoria in chiave italiana quella dei Mondiali di Osaka. Nei 1500 metri Christian Obrist, pur favorito dal fatto di correre la seconda batteria, vede mancare le forze nella convulsa volata finale e chiude decimo in 3:42.93, incassando anche qualche colpo di troppo nella parte iniziale della competizione: “Mi spiace davvero – afferma subito dopo la conclusione della sua prova – era l’occasione della mia vita perché sto vivendo la mia miglior condizione di sempre. Nella parte iniziale ho subìto qualche spinta ma tatticamente pensavo di essere nella posizione giusta, sono partito quando dovevo ma gli altri evidentemente ne avevano di più”. Per la finale grande impressione l’ha destata l’americano di origine marocchina Lagat, primo nella prima batteria, molto meno il suo connazionale e miglior tempo stagionale Webb, ma attenzione anche al campione uscente Rashid Ramzi (Brn) che finora era rimasto nascosto durante tutta la stagione. Nei 400 femminili Daniela Reina esce in semifinale ma con il pieno onore delle armi, in quanto il suo 51.99 che le vale il sesto posto è il suo miglior tempo stagionale:”A dir la verità speravo di correre in 51 e mezzo ma evidentemente ancora non ho la condizione giusta, ci riproverò. Sono comunque abbastanza soddisfatta così, anche perché non avevo smaltito appieno la fatica di ieri”. La finale di dopodomani si preannuncia molto incerta con la campionessa europea indoor Sanders (Gbr) che pone la sua autorevole candidatura per contrastare la giamaicana Williams. Le americane rischiano di rimanere fuori dal podio e in un mondiale per ora abbastanza a stelle e strisce è già una notizia. Nei 100 femminili ci vogliono lunghissimi minuti per capire chi ha vinto: la giamaicana Campbell e le statunitensi Williams e Jeter si tuffano sul traguardo in contemporanea rendendo la lettura del fotofinish qualcosa di più arduo della decifrazione di un papiro egizio. Alla fine la spunta la caraibica in 11.01 davanti alle due deluse statunitensi, la Williams accreditata dello stesso tempo e la Jeter di un centesimo in più. Qualitativamente si rivela una finale inferiore alle aspettative: è la prima volta che non è necessario correre sotto gli 11 secondi per vincere. I 10000 maschili confermano il predominio dell’etiope Kenenisa Bekele, al suo terzo titolo, ma questa volta il campionissimo deve sudare le proverbiali sette camicie per venire fuori da una gara molto complicata, nella quale l’eritreo Zersenay Tadesse, iridato su strada e nel cross, prova a completare la sua collezione imponendo un ritmo molto sostenuto sin dall’avvio. Ma l’impegno lo consuma in quanto fa la fine di una semplice lepre. Tadesse cede improvvisamente dietro l’attacco del keniano Mathati che mette in crisi anche Bekele che perde qualche metro. Ai 400 anche Mathati cede all’attacco di Sihine che impone un nuovo cedimento a Bekele, ma il re ha mille risorse e ai 200 cambia marcia inghiottendo letteralmente il connazionale per vincere in 27:05.90, davanti a Sihine e Mathati. Il re è ancora lui, ma il suo trono comincia a vacillare. Terzo titolo mondiale anche per il bielorusso Tikhon nel martello, il suo 83,63 all’ultimo lancio gli consente di superare lo sloveno Kozmus (82,29), mentre terzo è lo sloveno Charfreitag con 81.60 in una gara con sette atleti sopra gli 80 metri. Bellissima la gara del triplo vinta dal portoghese Nelson Evora che porta il primato nazionale a 17,74 tenendo dietro il brasiliano Gregorio (17,59) e il campione uscente statunitense Davis (17,33) con il cubano Tosca e l’americano Wilson fuori dal podio rispettivamente per uno e due centimetri. Nei 3000 siepi femminili la primatista mondiale, la russa Samitova-Galkina si “suicida” agonisticamente imponendo all’inizio un ritmo che stronca solo le sue ambizioni, ma ci pensano le connazionali Volkova e Petrova a mantenere la Russia in cima alla specialità cancellando la delusione degli Europei di Goteborg 2006, quando la bielorussa Turava fece saltare il banco. 9:06.57 il tempo della Volkova con il bronzo che va alla keniana Jepkorir davanti alla connazionale Bisibori Nyangau che con 9:25.25 stabilisce il nuovo limite mondiale juniores. Domani azzurri impegnati solamente in mattinata, nelle qualificazioni. Si comincerà con il martello femminile, dove Clarissa Claretti è chiamata a difendere tutta sola l’onore azzurro vista la defezione della primatista nazionale Ester Balassini. Per la rappresentante dell’Aeronautica la misura da superare è 71 metri, quindi dovrà lanciare vicino al suo limite stagionale (71,27). La sua qualificazione inizierà alle 4,15, quindi la Claretti avrà dalla sua la conoscenza dei risultati del gruppo precedente. Prima della sua discesa in pedana inizierà il mondiale di Andrea Barberi nei 400: si qualificano i primi tre di ogni batteria e la presenza dell’americano Lionel e del canadese Tyler toglie già due posti, ma anche in questo caso Barberi avrà il vantaggio di correre nell’ultima batteria conoscendo i risultati degli avversari. Nel pomeriggio sei titoli assegnati: in campo maschile 400hs (gara davvero incerta con tre statunitensi insidiati dal prepotente ritorno del dominicano Sanchez), 3000 siepi e disco, fra le donne 800 (altra gara tutta da seguire, quasi sicuramente su ritmi straordinari pur senza l’ausilio di lepri), salto in lungo e salto con l’asta, con la zarina russa Yelena Isinbaieva che potrebbe regalarci un altro volo oltre il record mondiale. Gabriele Gentili Nella foto: Christian Obrist (foto Giancarlo Colombo per Omega/Fidal) File allegati:
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