Osaka, le interviste degli azzurri




 
Queste in sintesi le dichiarazioni rilasciate dagli azzurri nel corso della conferenza stampa odierna, tenutasi presso la sede di Casa Italia Atletica, ad Osaka. Oggi erano di scena gli atleti che saranno impegnati in gara nella giornata di domenica. Giorgio Rubino (20km marcia) “Credo di attraversare un discreto stato di forma, sono qui per fare esperienza con l’obiettivo di dare il massimo interpretando al meglio la gara. Mi piacerebbe arrivare fra i primi 12, una sorta di semifinalista, avvicinandomi così alla top ten. Partirò con prudenza ascoltando molto le mie sensazioni senza farmi condizionare dagli altri”. Alex Schwazer (Marcia 20 km) “Mi sono allenato discretamente e penso di stare bene. Spero di fare una buona gara, nelle mie possibilità e di non arrivato suonato. E’ difficile preparare entrambe le distanze (20 km e 50 km, ndr), per natura sono più resistente. Inizierò con tranquillità, col mio passo, poi dove arrivo arrivo. Qui se parti forte diventa tutto difficile e non si recupera più. Dopo Helsinki non è cambiato niente, il nostro è uno sport di fatica, non conta il passato ma quello che si è fatto in allenamento. Ecco perché mi sento pronto. Il percorso è facile ma comunque contano le gambe. Se girano quelle il tracciato può essere anche in salita..” Ivano Brugnetti (Marcia 20 km) “Sto bene, l’unico interrogativo è il clima: andremo sulla linea di partenza domenica e vedremo come va. Ho detto che i favoriti sono i latini, messicani, equadoregni ma inserisco pure noi italiani anche se il caldo di Osaka è diverso da quello di Milano. Farò impostare la gara agli altri, non partirò come al solito sparato perché vorrei evitare sorprese nella parte finale. Mi sento più sereno, mia moglie Cristina da cinque mesi mi ha regalato una figlia, Vittoria, che mi ha restituito il sorriso. Quando torno a casa e la guardo tutti i problemi passano in secondo piano. Ad Atene era caldo secco, qui è caldo umido: se fai una cosa sbagliata ne paghi immediatamente le conseguenze. Il percorso mi piace, c’è un buon asfalto, non è alteratissimo ma va bene” Assunta Legnante (Peso) “Sto bene, la vera gara sarà la qualificazione. E’ chiaro, una volta entrata in finale te la giochi con tutte le forze. Non sono la prima italiana ma questo non mi condiziona, in realtà il mio obiettivo è comunque battere l’avversaria. Mai come quest’anno le liste mondiali sono così ristrette: togliendo le prime tre che lanciano oltre i 20 metri siamo tutte lì. Il peso ed il caldo influenzeranno anche la gara di peso per cui credo che si potrà vincere con una misura al di sotto dei 20 metri”. Chiara Rosa (Peso) “Le condizioni sono buone e forse è il primo anno che faremo paura alle altre. Ho fatto tesoro dell’esperienza di Birmingham dove si poteva vincere il bronzo con 18.16 e me lo ricorderò per tutta la vita anche se le soddisfazioni che mi sono tolta in quest’ultimo periodo hanno pareggiato quella delusione. Già dalla passata stagione valevo quelle misure, ma solo una questione di testa non mi ha consentito di esprimermi come volevo. Dopo la batosta mi sono tranquillizzata e mi sono svegliata focalizzando l’attenzione su quello che faccio. E’ stato più difficile mettermi in testa determinate cose, piuttosto che farle”. Hannes Kirchler (Disco) “E’ la mia prima esperienza mondiale e sono contento di essere in Giappone. Cercherò di fare del mio meglio anche perché ho fatto un buon test ad Osaka. Punterò tutto sulla qualificazione (la misura è stata fissata a 64.50 ndr) che sarà molto difficile. Le condizioni climatiche sono difficili ma saranno uguali per tutti. Penso che si vincerà superando i 70 metri”. Daniela Reina (400) “La mia condizione è in crescita rispetto ai campionati italiani di Padova. L’obiettivo è la semifinale accompagnata naturalmente da un buon riscontro cronometrico. Quest’anno ho puntato tutto sui mondiali e quindi la partenza della stagione è stata abbastanza tranquilla. Spero di riuscire ad avvicinare i tempi dell’anno scorso, la pista è veloce, molto reattiva e quindi sono fiduciosa. Credo che correndo sotto i 52 secondi si possa arrivare alle semifinali mentre per la finale occorre abbattere la barriera dei 51 secondi. Comunque il caldo non condizionerà più di tanto la mia condotta di gara”. Giovanni Esposito Nella foto in alto, Ivano Brugnetti, in basso Chiara Rosa e Assunta Legnante (Omega/FIDAL) File allegati:
- IL MULTIMEDIA CON LE FOTO DA OSAKA



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