Osaka, Howe: "Pronto a lottare"



Queste in sintesi le dichiarazioni degli atleti impegnati mercoledì 29 agosto ai campionati del mondo. Andrew Howe (qualificazione del lungo alle 10.20 in Giappone, le 3.20 in Italia), Zhara Bani (qualificazioni del giavellotto alle 10.00 in Giappone, le 3.00 in Italia), Magdelin Martinez (qualificazioni del triplo alle 19.30 in Giappone, le 12.30 in Italia) e Silvia Weissteiner (batterie dei 5000 metri alle 20.05 in Giappone, le 13.05 in Italia) hanno preso parte alla conferenza stampa odierna tenutasi nella sede di Casa Italia Atletica ad Osaka. Andrew Howe (lungo) “Sono in Giappone dal 12 agosto, ho dunque smaltito il fuso orario e mi sono adattato alle condizioni climatiche allenandomi nelle diverse ore del giorno. Abbiamo fatto il ciclo di lavoro che avevamo preventivato, il caldo lo sopporto abbastanza, insomma sono pronto per la qualificazione che rimane la cosa più difficile. Penso di stare abbastanza bene, mi sono prefisso tutto l’anno di arrivare al massimo della forma all’appuntamento iridato e spero di esserci riuscito. La pista è buona, se Gay ha corso in 9”85 significa che è veloce, ma tutto dipenderà dalla situazione che troveremo in pedana. Ci studieremo nelle qualificazioni che saranno una opportunità per lanciare dei messaggi agli avversari. Se farò bene il primo salto sarà un buon segnale. Dipende da come riuscirò a gestire la qualificazione, comunque può succedere qualsiasi cosa. Lo abbiamo visto ieri con Powell che seppur favorito non è riuscito a vincere. Powell non ha usato i piedi negli ultimi 30 metri, appena si è visto Gay accanto ha iniziato a correre con la testa ed è crollato. Queste cose si imparano con l’esperienza. Che Gay fosse più forte lo avevo capito in semifinale. Se rallenti in batteria, nei quarti e nella semifinale, alla fine rallenti anche nella finale! Il favorito nel lungo? Il panamense Saladino, secondo nelle liste stagionali con 8.53 (primo degli iscritti considerando che il greco Tsàtoumas che aveva saltato 8.66 non gareggerà ad Osaka, ndr). Ha dimostrato di valere costantemente sopra gli 8.50 ma ha gareggiato tanto, bisogna vedere cosa succederà in finale. Personalmente ho preferito gareggiare poco per arrivare al massimo in questa occasione. Ho cambiato la ricorsa due volte. Quella degli europei di Goteborg era lunga 50 metri e all’inizio della stagione l’ho portata a 52.30 ma i passi erano troppo ampi. Poi d’accordo con il responsabile federale Claudio Mazzaufo e mia madre, ho scelto una via di mezzo portandola a 51.50 con 22 appoggi se non consideriamo il preavvio. Mi sono trovato bene soprattutto a Padova, meno al Golden Gala, ma a Roma c’era una situazione particolare. Non dimentichiamoci degli statunitensi Pate e Phillips che non sono venuti a far numero. In pedana sarà una guerra, ci teniamo tutti a ben figurare. Sono onorato che qualcuno mi paragoni a Fiona May, spero di ripercorrere le sue gesta. Quest’anno sono nono al mondo, se avessi saltato qualcosa in più sarei arrivato qui con una determinazione diversa, avrei potuto incutere maggiore soggezione agli avversari ma forse è meglio così: sono come un serpente sott’acqua che nessuno vede ma potrebbe uscire da un momento all’altro. Lo scorso anno abbiamo impostato la preparazione in modo diverso raggiungendo il massimo della forma al Golden Gala. Stavolta sono stato più tranquillo tutta la stagione per cercare di evitare di raggiungere il massimo della condizione troppo presto. Fare un saltone a maggio non sarebbe servito a nulla. Vedo comunque che c’è molta strada da fare. Nei giorni scorsi facevo in palestra il mezzo squat con 120 kg mentre il mio amico Donato sollevava 200 kg. Questo mi fa capire che devo lavorare ancora molto, ma ho solo 22 anni e di tempo per farlo ne ho. Comunque vada sarò soddisfatto perché il mio obiettivo rimane Pechino. Cosa dico ai tifosi? Abbiamo tutti bisogno di vedere che la gente ci supporta. Troppo facile tifare qualcuno quando è primo. Vorrei che facessero come i giapponesi: incoraggiano i loro atleti in qualsiasi situazione. Nella giornata della gara mi sveglierò alle 6, berrò un caffè abbondante, qualche fetta di pane e andrò a corricchiare in attesa delle 10.20 quando inizieranno i salti di qualificazione”. Zhara Bani (giavellotto) “Sono arrivata una settimana prima e dunque ho potuto abituarmi al fuso ed al clima molto particolari. Fisicamente sto bene ma bisogna vedere cosa succederà nella qualificazione. Lo scorso anno ho avuto problemi ai tendini che si sono ripresentati all’inizio della stagione. Ho capito come risolverli ed ora sono più tranquilla. Ho un bel ricordo dei mondiali di Helsinki, fu una bella esperienza che spero di ripetere. La favorita è la tedesca Christina Obergföll che dovrebbe vincere facilmente, viene da una stagione esaltante e guida le liste mondiali del 2007”. Magdelin Martinez (triplo) “Ho una grande voglia di saltare, non mi mancano certo le motivazioni. Fisicamente sono a posto, penso che il periodo degli infortuni sia passato. E’ importante essere tranquilli e sereni mentalmente, poi il resto viene da solo se naturalmente c’è una condizione buona. La qualificazione è fissata a 14.40 ma secondo me anche con 14.30 si riesce a passare. La pedana è molto veloce, basta muovere i piedi e vai, se stai bene voli. Tutto è possibile, ma non mi piace parlare prima. Dopo la Lebedeva vedo molto equilibrio. Ai mondiali di Edmonton persi la medaglia all’ultimo salto, spero non capiti mai più”. Silvia Weissteiner (5000 metri) “La qualificazione sarà molto dura, ci sono tutte le africane che sono molto forti e quindi mi aspetto una lotta serrata soprattutto se decideranno di correre su ritmi sostenuti. Personalmente sto attraversando un buon momento di forma e se dovesse uscire una gara tattica, all’ultimo giro potrei dire la mia. Il fatto di correre la seconda batteria certamente mi avvantaggia perché potrò scegliere la strategia da adottare. Dipende da cosa succederà prima”. Giovanni Esposito File allegati:
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