Mondo: un altro giro per Michael Norman

23 Aprile 2018

Il primatista indoor dei 400 metri si migliora all'aperto. Razzi: 10.99 della junior Terry, Baker 9.97. Gatlin-esordio in 10.05. A 5 giorni dalla vittoria nella Boston Marathon, Yuki Kawauchi corre la mezza di Gifu!


 

di Marco Buccellato

MtSAC RELAYS, NORMAN & TERRY - Per l'edizione n°60 della manifestazione, disputata a Torrance a causa della ristrutturazione dell'Hilmer Lodge Stadium della storica sede di Walnut, gli echi di grande atletica sono arrivati dal recordman indoor dei 400 Michael Norman, dalla giovane sprinter Twanisha Terry, dal bronzo iridato dei 60 Ronnie Baker e dall'olimpionica dei 100hs Brianna Rollins. Norman, 44.52 nella finali NCAA indoor di College Station un mese e mezzo fa, un crono che gli è valso il primato mondiale al coperto, ha esordito a Torrance coprendo la distanza in 44.53, a 0.01 dal personale, migliorandosi di 0.07 dal vecchio limite outdoor risalente alle semifinali dei Trials estivi 2017. Aveva già corso all'aperto progredendo sui 200 (20.06), e di fatto è imbattuto in sette gare disputate da inizio anno. La Terry, 19enne folgore della Florida, con il 10.99 di Torrance ha stabilito la quarta prestazione all-time per una velocista sotto i 20 anni. La precedono due sprinter di un'altra epoca (le tedesche democratiche Göhr e Krabbe) e l'unica allieva capace di correre sotto gli 11.00, Candace Hill, quasi tre anni fa. Baker si è issato in vetta alle liste stagionali dei 100 con il primo "meno-10" dell''anno con vento legale, migliorando di un centesimo il personale in 9.97. Per finire, Brianna Rollins, ora sposata McNeal, è tornata sui crono delle passate stagioni centrando il mondiale stagionale in 12.43.

FELIX TERZA IN STAFFETTA - All'ombra dei quattro, si muovono diversi atleti in progresso, come l'antiguano Rai Benjamin, secondo dietro Norman con il record nazionale portato a 44.74 (anche 20,34 indoor sui 200). Fred Kerley, la grande novità USA dei 400 la scorsa stagione, ha evitato lo scontro con Norman cimentandosi sui 200 e vincendo in 20.48. La Terry ha messo dietro di sé velociste di rango quali Ashley Henderson (11.06) e Jenna Prandini (11.09). Per il ritorno dell'olimpionica Dalilah Muhammad sulla sua "main distance", i 400hs, il cronometro ha sentenziato 55.25. A inizio marzo la Muhammad aveva centrato la miglior prestazione all-time sulla poco frequentata distanza dei 200hs, corsi in 25.20.

Tra gli altri risultati, 8,27 di Jarvis Gotch nel lungo (un atleta con possibilità fisiche enormi), 1,91 di Vashti Cunningham nell'alto e il rientro di Allyson Felix, terza nella 4x100 in 42.94 in una formazione All-Stars (vittoria della South California in 42.57 con la Terry in ultima frazione).

GATLIN 10.05 - Nella seconda edizione del Grenada Invitational, nell'impianto che porta il nome dell'eroe nazionale Kirani James (rinviato il rientro), Justin Gatlin ha firmato l'esordio stagionale sui 100 in un più che discreto 10.05 considerando che il campione del mondo di Londra 2018 ha appena compiuto 36 anni. Risultati interessanti dalle altre iridate londinesi Tori Bowie (22.75 sui 200) e Kori Carter, 100hs in 12.79, distanza che quest'anno prediligerà a dispetto della consueta frequentazione del giro di pista con ostacoli.

TAYLOR TRIPLO - Dopo la doppia escursione sull'antico amore dei 400, ecco il pluridorato numero uno del salto triplo mondiale Christian Taylor all'esordio in pedana: L'apertura a Long Beach è buona (17,15 con vento appena contrario), e ha portato fortuna anche al campione olimpico di salto in lungo Henderson (8,24 con vento appena illegale), al 22enne Terrell McClain (primo over-8 metri della carriera con 8,18) e al discobolo iraniano Hadadi (argento a Londra 2012), che prosegue la campagna USA con un altro risultato di valore, 66,20.

RECORD KERR - Quando arriva un "collegiate record", il risalto mediatico in casa USA è evidente. Se succede nel mezzofondo, ancora di più. La giornata di gloria è arrivata al Bryan Clay Invitational di Azusa (California) per il miler britannico Josh Kerr, 22enne con in bacheca già tre titoli NCAA e l'oro europeo junior dei 1500 metri a Eskilstuna nel 2015, che si è migliorato di quasi un secondo imponendosi in 3:35.01. Ha esordito anche il siepista argento di Rio Evan Jager, primo sui 5000 in 13:24.77.

FAST, HIGH & STRONG - Altri risultati dal weekend americano: a Auburn 2,31 del bahamense Donald Thomas nell'alto e ottime gittate dai lanci con l'esordio delle pesista Saunders (19,56) e la martellata della Berry (72,47). Lo sprinter sudafricano dal nome impossibile Ncincilili Titi si è scrollato quasi due decimi dal personale dei 200 correndo in 20.00 in South Carolina. E' il quarto sprinter sudafricano a correre in meno di 20.10 nel primo scorcio di stagione.

Chiudiamo l'orizzonte statunitense con il doppio 10.08 dei britannici Mitchell-Blake (a Baton Rouge) e Ujah (dietro Baker a Torrance), iridati della 4x100, e con il 44.73 di Will London sui 400 nel Michael Johnson Invitational di waco.

VIENNA, VICECONTE RESISTE - Il primato della maratona di Vienna, 2h23:47 di Maura Viceconte nel 2000 (all'epoca record italiano) ha resistito anche quest'anno e ha compiuto la maggiore età, diciotto anni. La keniana Nancy Kiprop l'aveva nel mirino, ma ha fallito come le tante altre che nei precedenti 17 anni hanno provato a scalzare il record della maratoneta italiana. La Kiprop ci aveva già provato l'anno scorso andando non troppo lontano dall'impresa (2h24:20). Ieri ha scalfito di due secondi il crono 2017, vincendo nuovamente in 2h24:18. Il primatista mondiale maschile Dennis Kimetto era la star annunciata, ma ancora una volta si è ritirato. Vittoria con personal best del marocchino Salaheddine Bounasser in 2h09:29.

KAWAUCHI! SI, ANCORA LUI - Lo storico successo nella piovosissima maratona di Boston lunedì, qualche intervista e un bel po' di foto di rito e dichiarazioni d'intenti, e rieccolo di nuovo. Una sgambata, chiamiamola così, nella mezza maratona di Gifu, che l'ha visto iscritto per la sesta volta. Ha chiuso quattordicesimo in 1h04:35. Dominio africano con Nic Kosimbei primo in 1h01:12, poi Mutuso in 1h01:24 e l'ugandese Kurong in 1h01:57. Saltata la partecipazione della primatista mondiale Joyciline Jepkosgei, rimasta in Kenya. Nelle altre corse del weekend, val la pena segnalare il successo dell'elvetica, oro europeo di corsa, in montagna Maude Mathys nella maratona di Zurigo in 2h31:17 davanti a africane di scarsa visibilità.

ARRIVA DE GRASSE? - Le Drake Relays di Des Moines vedranno con ogni probabilità il rientro in pista di Andre De Grasse. Il canadese argento olimpico sui 200 e bronzo sui 100, infortunato da mesi, è annunciato nella line-up dei 100 della classica manifestazione dell'Iowa. Un bel cast di velocisti che include anche il vincitore della Diamond League Ujah, gli USA Rodgers, Carnes e Lawson (il lunghista) e il turco-giamaicano Harvey. Previsti anche l'olimpionico dei 110hs McLeod contro il recordman mondiale Merritt e grandi gare di asta con Morris-Nageotte tra le donne e Sam Kendricks nella gara uomini.

MARATONE TEDESCHE - Domenica prossima, 42km zeppe di africani di gran nome a Amburgo e Düsseldorf: nella prima è iscritto il quarto performer di sempre Emmanuel Mutai (2h03:13), il campione olimpico ugandese di Londra Stephen Kiprotich e gente del calibro di Sammy Kitwara, Vincent Kipruto, Stephen Chebogut, gli etiopi Ayele Abshero e Solomon Deksisa. Meno scintillante l'élite donne, dove emerge il nome di Shitaye Eshete (Bahrain). A Düsseldorf la bielorussa Mazuronak, quinta nella maratona olimpica di Rio 2016, ha "targetizzato" il record della corsa di Agnes Barsosio (2h25:49).

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