Mondo: sprint infuocato a Kingston

24 Giugno 2019

Elaine Thompson e Shelly-Ann Fraser-Pryce furoreggiano ai Trials giamaicani. Thiam, Kirt e Barshim big dell'attività in Europa. Burgin e l'onda verde.


 

di Marco Buccellato

I campionati giamaicani di Kingston, validi come Trials di selezione per i mondiali di DOha, sono terminati così come sono iniziati, con il duopolio di Elaine Thompson e Shelly-Ann Fraser-Pryce. Le sprinter più vincenti dell'ultimo decennio in gare individuali, cinque ori (due olimpici e tre iridati) la Fraser-Pryce e due ori olimpici la Thompson, hanno restituito la velocità giamaicana alla copertina mediatica internazionale, in flessione nell'immediato "dopo-Bolt". Un uno-due di grande effetto sia sui 100 che sui 200, vinti entrambi dalla più giovane Thompson in 10.73 e 22.00, world leads nuove di zecca In particolare, ha impressionato il duello sui 100, con la Fraser-Pryce capace di pareggiare il 10.73 della Thompson e perdere di millesimi, una sfida in cui ha trovato la scia della vita la 17enne iridata U20 Briana Williams, capace di portare la miglior prestazione mondiale U18 a un favoloso 10.94. E' la seconda "allieva" a violare gli 11" dopo la statunitense campionessa mondiale U18 e U20 Candace Hill, che fermò il cronometro a 10.98 nel 2015. Sui 200, 20.22 per la seconda piazza della Fraser-Pryce, il suo miglior tempo degli ultimi cinque anni. Il quadro della velocità si completa con l'eccellente 49.78 sui 400 firmato da Shericka Thompson, secondo crono mondiale dell'anno.

BLAKE "IN" - Anche l'altro sprinter della vecchia guardia, Yohan Blake, ha centrato la qualificazione iridata vincendo i 100 in 9.96 e finendo secondo sui 200 in 20.27, battuto da Rasheed Dwyer (20.23), che a sorpresa ha trovato la terza piazza sui 100 in 10.10, preceduto anche da Tyquendo Tracey (10.00). In sostanza, una edizione dei campionati meno sottotono del previsto, con altri buoni risultati e qualche sorpresa. Al calo di risultati d'assieme sui 400 (Gaye 44.88 con sette decimi sul secondo in una finale ricca di assenze illustri), ha risposto un buon 110hs con Levy (13.23), Orlando Bennett (13.27) e il vecchio Riley (13.33) capaci di esprimersi a alti livelli. Conferme dal lunghista Gayle (8,24), cedimento casalingo del world leader del disco Dacres (63,49), battuto da Smikle (64,50).

DRAMMA TRIALS - Stavolta la vittima illustre è Danielle Williams, già oro mondiale e particolarmente efficiente quest'anno. La falsa partenza in cui è incappata nella finale ha avuto un lungo seguito, con l'atleta che ha contestato la squalifica e l'abbandono dei blocchi.

Altro squillo, il 14,73 della triplista Shanieka Ricketts-Thomas, vicina al personale.

THIAM 2,02 POI FRENATA - Una gran prima giornata, illuminata dal favoloso 2,02 nell'alto (record mondiale di alto nell'eptathlon e miglior score individuale di sempre pareggiato), faceva presagire per la belga olimpionica e iridata di eptathlon Nafissatou Thiam l'attacco al primato europeo di Carolina Klüft nel Decastar di Talence, collocato anzitempo in calendario in ragione del mondiale di Doha che si terrà a inizio autunno. L'impresa non le è riuscita, causa infortunio al gomito e conseguente deficit prestativo nel giavellotto. Tuttavia, per la Thiam è arrivato il record nazionale nel lungo (6,67) e la miglior prestazione mondiale dell'anno con uno score di 6.819 punti. Dietro la belga, l'ungherese Krizsan al primato nazionale di 6.619, terza la statuaria lettone Ikauniece con 6.518. Nel decathlon, vittoria del canadese Pierce LePage con gran score di 8.453 sullo statunitense Ziemek (8.344) e sull'altro belga Van der Plaetsen (8.214). Il recordman Mayer ha gareggiato solo in alcuni eventi per scongiurare danni al ginocchio malconcio.

KIRT SUONA LA CARICA, BARSHIM AL RIENTRO - Dopo il boom di Ostrava, altro record nazionale e nuovo score oltre i 90 metri per il giavellottista estone Magnus Kirt, che a Kuortane ha allungato di una manciata di centimetri la miglior misura mondiale stagionale fino a 90,61. Nettamente sconfitti i tedeschi, Hofmann il più vicino a Kirt, terzo ma con quasi otto metri in meno. Ieri il ritorno di Mutaz Barshim, per festeggiare la fine della lunga assenza e il compleanno (oggi). Assente dal 2 luglio dello scorso anno, quando superò i 2,40 a Székesfehérvár, il campione del mondo in carica ha superato i 2,27 prima di sbagliare 2,30 e poi cercare l'acuto a 2,33.

BURGIN PRODIGIO - Sempre di ieri il meraviglioso 1:45.36 sugli 800 metri del 17enne Max Burgin a Bedford, sede dei campionati UK U20 e U23, nuova miglior prestazione europea U18, ma anche secondo crono continentale di sempre U20. Secondo, l'appena 18enne Ben Pattison in 1:46.31 con due secondi e mezzo di miglioramento. Burgin, nato nel maggio 2002, si era già fatto notare la settimana precedente correndo in 1:46.80. E' solo l'ultimo di una lunga serie di fenomeni di giovane età a mettersi in luce nelle ultime settimane, oltre che nell'intera stagione. Ricordiamo, in ordine cronologico e limitandoci a chi ha stabilito dei primati, l'australiano Sasha Zoya, che grazie al doppio passaporto è temporaneamente detentore della miglior prestazione europea U18 nell'asta con 5,56, la coppia di giavellottiste Elina Tzeggo (Grecia, world best U18 di 65,90 con l'attrezzo da 500 grammi) e Adriana Villagos (Serbia, 64,73 per la miglior prestazione mondiale U16), e per ultime le sensazionali sprinter Sha'carri Richardson (record mondiale U20 sui 100 in 10.75) e la giamaicana Briana Williams, con il superbo 10.94 di Kingston.

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