Mondo: sigillo africano a New York

18 Marzo 2019

La primatista Jepkosgei vince a New York. Fast run in Corea, Bahrain e Portogallo. Marcia-super in Giappone. Sprint in USA e Giamaica


 

di Marco Buccellato

Le strade di New York tornano a essere dominate dai runner africani: un nome importante al femminile, la primatista mondiale di mezza maratona Joyciline Jepkosgei, e l'outsider etiope Belay Tilahun. Una corsa nel segno del bel tempo e di notevoli suggestioni, alla luce delle modifiche apportate un anno fa al percorso, ora con start da Brooklyn, passaggio fin dentro Manhattan e accarezzando l’East River, prima dell'omaggio al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite e al naturale epilogo in Central Park. La Jepkosgei, pur faticando nell'ultimo terzo di gara, ha chiuso la fatica in 1h10:07, davanti all'altra keniana Mary Wacera Ngugi e alla vincitrice uscente Buze Diriba, staccate di un minuto. Tilahun, noto per aver conquistato la Corrida di San Silvestro a San Paolo, ha ripreso nel tratto conclusivo il leader eritreo Daniel Mesfin, per imporsi in 1h02:10 con sei secondi di vantaggio. La mezza newyorchese tesseva anche altri motivi di interesse dalla prospettiva statunitense. La prestazione di Desiree Linden (quinta in 1h11:22), al primo e ultimo test stagionale prima del tentativo di vittoria-bis nella Boston Marathon del mese prossimo, e l'esordio sulla distanza dell'argento olimpico e bronzo mondiale dei 5000 metri, Paul Chelimo, bravo a centrare subito un importante terzo posto in 1h02:19, ben davanti al campione uscente Ben True (decimo). L'altra plurititolata presente, Edna Kiplagat, ha chiuso undicesima in 1h13:18.

GOLDEN SEUL - Nella maratona coreana IAAF Gold Label di ieri, tripletta keniana uomini di ottima fattura cronometrica con Thomas Kiplagat (2h06:00), Elisha Rotich (2h06:12, vincitore dell'ultima 42 km di Eindhoven) e Mike Kiptum Boit (2h06:22), tutti al personale. A pochi metri, il quarto posto dell'etiope Fikre Bekele Tefera, che in 2h06:27 ha tolto oltre dieci minuti al personale. Nella corsa donne, la vincitrice uscente Hirut Tibebu (2h24:05) è stata battuta da Desi Jisa Mekonnen, etiope in forza al Bahrain, prima in 2h23:44, a pochi secondi dal personale. Podio completato dalla keniana Celestine Chepchirchir in 2h24:48, altro sensibile miglioramento (due minuti e dieci secondi). Progresso (solo 11 secondi) anche per la quarta, l'etiope Zinash Mekonnen (2h25:44).

Tra i nomi di alto rango fuori podio, l'etiope Tsegaye Kebede (sesto in 2h09:06), il keniano Sammy Kitwara (settimo in 2h09:06) e la keniana Mercy Kibarus (sesta in 2h27:20).

PROSPETTIVA TAMIGI - Se la Linden ha nel mirino Boston, la campionessa olimpica dei 5000 Vivian Cheruiyot ha già la testa a Londra, dove proverà a confermare la vittoria dello scorso anno, suffragata da un eccezionale 2h18:31. E' in quest'ottica che la keniana ha sostenuto, brillantemente, il test della mezza maratona di Lisbona, concluso con una vittoria a suon di primato personale (1h06:34), con un minuto e mezzo di vantaggio sull'etiope Zeineba Yimer (1h08:07). Altro Kenya a seguire, con Sandra Tuei (1h08:14) e l'iridata 2009 dei 10000 metri Linet Masai (1h08:51). In sei sotto l'ora nella mezza uomini, vinta dal favorito Mosinet Geremew in 59:37 davanti all'altro etiope Berhanu Tsegu (59:42) e al 20enne keniano Isaac Temoi (59:44), che ha strapazzato il personale di due minuti e mezzo.

PRIMA NOTTE A MANAMA - L'edizione inaugurale della mezza maratona di Manama, in Bahrain, è stata un successo a livello di prestazioni. Brigid Kosgei ha vinto la corsa donne in 1h05:28, miglior tempo dell'anno e decima prestazione all-time, precedendo Ruth Chepngetich (1h06:09), reduce dal fantascientifico 2h17:08 della Dubai Marathon, e l'iridata Netsanet Gudeta (1h06:09). Solo quinta l'etiope Teferi (1h08:32), che appena 40 giorni fa aveva vinto la mezza di Ra's Al-Khaymah con l'esordio migliore di sempre (1h05:45). Nell'arrivo maschile, Abadi Hadis Embaye ha approfittato di un errore dell'altro etiope Jemal Yimer per assicurarsi il ricco montepremi in 59:32, precedendo il connazionale di tre secondi e il keniano Bernard Ngeno di cinque.

RIECCO MOEN - Il norvegese ex-primatista europeo di maratona Sondre Nordstad Moen ha vinto la ventosissima mezza maratona polacca di Gdynia in 1h01:18. Nelle altre corse su strada del weekend, eccellente 27:13 dell'ugandese Stephen Kissa nella 10 km spagnola di Laredo (con altri tre runner sotto i 27:40), e successo con record della corsa per la tedesca Alina Reh sui 10 km di Dresda (32:06), fresca di quarto posto nell'Euroindoor di Glasgow sui 3000 metri.

MARCIA, EXPLOIT DI YAMANISHI - Il giapponese Toshikazu Yamanishi ha vinto la 20 km di marcia dei campionati asiatici di Nomi in 1h17:15, quarta prestazione all-time, in un boom tutto nel segno del Sol Levante.

Dal secondo al quarto solo Giappone, con crono strabilianti: Masatora Kawano (1h17:24), Koki Ikeda (1h17:25) e il primatista mondiale Yusuke Suzuki (1h17:47), autore di un rientro eccellente. Titolo donne alla cinese Ma Zhenxia in 1h28:28. La marcia ha segnato negli ultimi giorni altre cose da annotare, come l'ennesimo record sudamericano U20 della ecuadoriana Glenda Morejon, iridata U18 due anni fa, che ha migliorato il limite dei 10 km in 43:04. I soliti noti: rientro del primatista del mondo dei 50 km Yohann Diniz, che ha vinto il titolo nazionale sui 35 km a Epinal in 2h29:28, e campionati spagnoli dei 20 km, vinti da Miguel Angel Lopez (1h21:21) e da Maria Perez (1h30:55).

PISTA OLTRE OCEANO - Stati Uniti: in Florida subito bel riscontro del quattrocentista giamaicano Akeem Bloomfield sui 200 vinti in 20.24, miglior tempo di inizio anno assieme a quello sui 100 donne (11.17) della connazionale Whyte. In pedana, record nazionale del pesista di Trinidad Stewart (20,43). Il peso muove centimetri anche in altri paesi dell'area centroamericana, come in Messico, grazie ai progressi di Munoz, autore del record nazionale di 20,20 a El Paso. Uno sprinter bianco da tener d'occhio, in quota High School e poliedrico sull'arco 100-200-400 e lungo, il texano Matt Boling. A Houston ha corso quelli che sembrano essere i primi 100 metri della carriera (finora 200ista e soprattutto 400ista), in 10.28 e 10.22, per poi migliorarsi anche sui 200 in 20.58. Sempre in Texas, avvio della campagna outdoor per Jennifer Suhr, subito salita a 4,71 nell'asta.

ESORDIO HUGHES. LE GEMELLE DEL FUTURO - Il campione d'Europa dei 100 metri Zharnel Hughes ha esordito sui 100 a Spanish Town in 10.20 controvento. Ancora faville dalle baby giamaicane: 22.82 della 17enne Kevona Davis (ma vanta già un decimo in meno) e 11.32 appena ventoso della 14enne Tia Clayton (nata il 14 agosto 2004!), che 20 giorni fa aveva corso in 11.37 legale. La gemella Tina vanta già 23.25 sui 200. Caso rarissimo nella velocità pura, ne riparleremo più avanti.

AUSTRALIA, AMERICA, INDIA - A Perth, gran gare di lungo: doppio pass mondiale per Naa Anang (6,73) e Brooke Stratton (6,72) e 8,32 ventoso di Darcy Roper, che però ha trovato nella serie due salti legali di 8,13 e 8,11. Infine, 14esima prestazione all-time sui 600 metri a firma del portoricano Ryan Sanchez (1:14.52), e martellata cilena da 76,42 dello specialista Gabriel Kehr, ora terzo all-time dell'area sudamericana. Ultimo squillo: il crono più veloce dei primi due mesi e mezzo dell'anno sui 400hs uomini, centrato dall'indiano Ayyasamy Dharun nella Federation Cup di Patiala in 48.80, record nazionale migliorato di sedici centesimi, sempre a suo nome e risalente alla scorsa stagione.

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